Connettiti a NewsCinema!

Non categorizzato

10 film di Hollywood ispirati ai manga giapponesi

Pubblicato

:

Possiamo ipotizzare che molti film di Hollywood si sono basati su uno specifico anime o manga giapponese nel corso degli anni. Mentre la hyper realtà delle immagini fantastiche di film come Real Steel e Sucker Punch, hanno preso in prestito la semiotica e parte del vocabolario visivo dell’ animazione giapponese, vi sono alcune pellicole che, per tutta la storyline o magari per alcune scene, hanno fatto la stessa cosa.

Qui ci sono dieci esempi di film ispirati a anime per farci pensare.

Il Re Leone (1994)


Influenza di Kimba, il Leone Bianco
Nei primi anni novanta la rivoluzione  delle VHS era in pieno svolgimento, mentre la connessione internet era ancora alle origini – giusto un paio di anni prima che le persone iniziassero a postare sulle loro bacheche. Quindi si era particolarmente ignoranti dal punto di vista dell’ animazione internazionale – che è probabilmente l’aspetto sulla quale la Disney ha contato per la creazione del film Il Re Leone (qui il dvd e blu-ray), prendendo diversi elementi da Kimba, il leone bianco.

Creato da Osamu Tezuka come un manga negli anni cinquanta, venne trasmesso come una serie animata nella metà degli anni sessanta (inclusi gli Stati Uniti), e le somiglianze con il film d’animazione della Disney del 1994 sono davvero moltissime, come alcuni identici personaggi ed elementi della storia. Infatti, in merito a Il Re Leone, la star Matthew Broderick inizialmente era convinto che si stesse lavorando su una versione cinematografica di Kimba.

Matrix (1999)


Influenza da Ghost in The Shell
A differenza dei registi che fanno fatica ad ammettere quali sono state le loro influenze, Lana e Andy Wachowski non hanno avuto alcun problema a dire la verità: il produttore Joel Silver, mostrandogli il cyberpunk action Ghost in the Shell del 1995,  disse: “Vogliamo farne un live-action” e così hanno fatto! I Wachowskis hanno amorevolmente preso in prestito la tecnica da Mamoru Oshii di Ghost in The Shell, ma anche la generale qualità cinematografica, legata al linguaggio degli anime. Essi hanno persino indossato i panni di ladri orgogliosi, confrontando fianco a fianco, la realizzazione delle scene! Oshii stesso si stancò di discutere il confronto, affermando che “è un film divertente, ma preferisce il loro debutto, Bound.” (Qui puoi comprare il confanetto di Matrix in blu-ray)

Van Helsing (2004)


Influenza da Vampire Hunter
Nel film si trova Hugh Jackman che interpreta l’omonimo cacciatore di vampiri che, originariamente, apparve solo nel Dracula di Bram Stoker, Abraham Van Helsing era un vecchio, dottore semi-pazzo. Qui, è un prigioniero muscoloso e attento che scopre di essere l’incarnazione terrena dell’angelo Gabriele. Van Helsing firmato da  Johnny Cash – ha uno stile fatto da abiti scuri – completato da un cappello, stesso stile che appare anche in Vampire Hunter D, la cacciatrice succhia sangue immortale, apparsa in decine e decine di romanzi di Hideyuki Kikuchi e due classici anime che fanno molto affidamento su disegni occidentali. Il suo concetto di “dhampir” (metà vampiro/metà umano cacciatore) è stato anche preso in prestito per il film Blade.

Avatar (2009)

                                                Influenza da La Principessa Mononoke

Quando tutto diventa di successo, le persone tendono a venire fuori dal sacco in cerca di  rivendicazioni, su ciò che a parer loro, è stato rubato da vari successi precedenti – specialmente quando si tratta di successi che non sono mai stati proiettati su tanti schermi di grandi dimensioni. Questo è il caso del film Avatar diretto da James Cameron, che è stato nel mirino di molti, prima ancora che uscisse nei cinema.

Vi erano riferimenti a Ferngully e Pocahontas, ma lo spirito che il regista voleva davvero era quello de La Principessa Mononoke di Hayao Miyazaki. È stato il primo anime ad aver guadagnato davvero ai box office di  tutto il mondo, caratterizzando molti disegni di Miyazaki, tra cui il degrado ambientale, la malevola roba viscida, e una forte eroina. Queste sono anche alcune caratteristiche del film di James Cameron, ma entrambi dispongono di un essere umano intruso in una tribù, scelto dagli elementi che ne fanno parte, che si innamora come un piccolo guerriero e infine è pronto a lottare contro gli oppressori umani che vogliono creare una miniera di metalli al di fuori del terreno.

Inception (2010)


Influenzato da Paprika
Christopher Nolan ha riconosciuto che Satoshi Kon nel 2006 con il coloratissimo Paprika è stato una fonte di ispirazione per lui per Inception, poichè entrambe le storie comportano un dispositivo elettronico che consente ad un utente esterno di accedere e influenzare i sogni di una persona.

Naturalmente, come The Matrix, anche Inception ha avuto una miriade di influenze – da Total Recall a James Bond a Ubik di Philip K. Dick – anche se la cosa che più colpisce è quando si mettono i due film a confronto, e il migliore è Paprika, nel senso che esso veramente si compiace nei sogni come un piano mentale dove tutto il subconscio può accadere. Wolfgang Peterson (La tempesta perfetta) ha annunciato di stare lavorando su una versione live-action di Paprika poco prima che Inception uscisse al cinema, e non è difficile credere che Nolan nel film possa avere rubato qualcosa qua e là.

Il Cigno Nero (2010)


Inflenza da Perfect Blue

Un altro capolavoro da Satoshi Kon è stato dato nel trattamento dello psicodramma di Hollywood nel 2010, il vincitore del premio Oscar Il Cigno Nero, che ha le inquadrature specifiche e i dettagli della storia di Perfect Blue. Il regista Darren Aronofsky aveva già utilizzato diversi telai di questo film d’animazione del 1997 per delle scene con Jennifer Connelly nel film Requiem for a dream. Quando mostra il suo dramma nel balletto del Cigno durante la stagione dei premi, ha riconosciuto delle analogie –una giovane donna di  talento con una tenue consapevolezza della realtà alienata dei suoi amici e la madre prepotente che vuole farle raggiungere la fama. Tutto mentre è tormentata da un alter ego che appare di riflesso nonostante tutto questo.

Scott Pilgrim vs The World (2010)

Influenzato da Naruto

Sì, il regista Edgar Wright ha guardato al mondo dei videogiochi e delle arti marziali per il suo film Scott Pilgrim vs The World. Tuttavia, in relazione al fatto che la versione originale del libro di fumetti del creatore Bryan Lee O’Malley è stata deliberatamente scimmiottata nello stile e nella formattazione del manga giapponese, questo film ha a tutti gli effetti, elemeti anime nel suo DNA. Il film trae liberalmente spunto da vecchi giochi quali Street Fighter e Mario Bros, ma durante lo scontro finale con il cattivo Gideon Graves (Jason Schwartzman) utilizza disegni a mano tratti direttamente dal popolare manga/anime Naruto chiamato a tirar fuori la sua spada mortale digitalizzata.

Looper (2012)

Influenzata da Akira

Discutibilmente il più venerato tra gli anime di tutti i tempi, Akira del 1998 di Katsuhiro Otomo era un punto di riferimento cyberpunk che ha preso un sovraccarico sensoriale a grandi altezze. Il film Looper diretto da Rian Johnson è un intelligente sci-fi ispirato – in particolare The Terminator e narra la storia di un giovane tosto (Joseph Gordon-Levitt) che uccide le persone inviate indietro nel tempo dalla mafia e di quello che accade quando non riesce ad uccidere il suo futuro se stesso (Bruce Willis).

Oltre l’elemento del viaggio nel tempo, c’è anche un ragazzino di nome Cid la cui abilità psicocinetica lo trasformerà infine in un mostro, qualcosa che ha a che fare anche fortemente con il personaggio di Tetsuo in Akira. L’ impostazione futuristica è minore rispetto Blade Runner e Detroit è avanti di dieci anni da adesso, ma Johnson ammette liberamente di essersi ispirato non solo ad Akira, ma anche ad altri manga di Otomo, come ad esempio Domu.

Pacific Rim (2013)

Influenzato da Neon Genesis Evangelion/Mobile Suit Gundam/Patlabor/etc

Se il Giappone dovesse avere un ambasciatore della cultura pop presso le Nazioni Unite, sarebbe un gigantesco robot. Fin dagli albori di Astro Boy e Gigantor, la loro cultura è stata letteralmente stupita con grandi meraviglie meccaniche. È giusto dire Japanimation ha rilevato tantissime influenze per Guillermo del Toro nello scontro tra il mondo meccanico e i mostri epici come in Pacific Rim. Oltre alle ovvie “nazioni alleate per sconfiggere le creature gigantesche con grandi robot difensori”, la popolare serie anime Evangelion ha dei comandanti robot con un impianto di collegamenti telepatici per le loro attrezzature.

Rim ha raddoppiato questo concetto di avere due piloti telepaticamente collegati e la condivisione delle memorie, ma l’influenza c’è. Entrambi, Del Toro e lo sceneggiatore Travis Beacham, hanno negato la visione di Evangelion, ma hanno citato Gigantor (originariamente Tetsujin 28-go) o Mobile Police Patlabor.

Her (2013)

                                                              Influenzato da Chobits

Il film Her di Spike Jonze e l’ anime Chobits sono entrambi su dei personaggi antisociali che si innamorano di un essere artificiale. Sebbene entrambi si vantino di questa idea centrale – e nonostante il grido appassionato dei fan degli anime – è veramente difficile passare alle differenze fondamentali, come in Chobits con un’intelligenza artificiale femminile chiamata Chi che ha un corpo con cui “interagire” con il suo uomo Hideki, mentre Samantha in Her è una voce disincarnata (Scarlett Johansson) con cui Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) può condividere tutti i suoi desideri più interni al fine di simulare la vera intimità.

Infine, sia Chi e sia Samantha diventano esseri trascendenti, ma la differenza sta dal punto di vista estetico ed emotivo che è difficile da dire nell’idea del lavoro di Jonze.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Clicca per commentare

Lascia qui il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

Frances McDormand | 5 film da (ri)vedere con l’attrice Premio Oscar

Pubblicato

:

frances newscinema compressed

Dopo un bel periodo di stop, l’attrice premio Oscar Frances McDormand è in procinto di tornare sul grande schermo con un film che verrà presentato durante la prossima edizione di Venezia 77. A darle l’opportunità di essere la protagonista del film Nomadland è stata la regista cinese Chloé Zhao, la quale ha voluto puntare su una squadra americana per il suo nuovo lungometraggio. Infatti, insieme alla McDormand, ci sono David Strathairn, Linda May e Charlene Swankie.

L’attrice Premio Oscar interpreta il ruolo di Jessica Bruder (scrittrice anche del romanzo dal quale è tratto il film), una giornalista che dopo la crisi del 2008 decide di incontrare e ascoltare la storia di tante persone in giro per l’America. I ben informati hanno già detto, che questa storia potrebbe essere una delle protagoniste alla prossima edizione degli Academy Awards 2021.
In attesa, che la Mostra internazionale del cinema di Venezia prenda il via, volevamo suggerirvi 5 film da (ri)vedere con la grande Frances McDormand.

tre manifesti newscinema compressed

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Una storia molto dura che vede una madre, Mildred Hayes, fare i conti con le sofferenze della vita. Divorziata e con un figlio a carico, dopo aver detto ‘addio’ alla figlia Angela, si rende conto che ci sono tre cartelloni pubblicitari che nessuno usa. Per questo motivo, decide di affittarli, per far leggere a tutti come sia morta la figlia, scrivendo frasi: “Stuprata mentre stava morendo”, “E ancora nessun arresto”, “Come mai, sceriffo Willoughby?

Questo attacco frontale alla polizia, sarà l’inizio dei problemi per la donna e il figlio, colpevoli di essere andati contro lo sceriffo, per di più malato terminale. Tra rimorsi, colpi passi da parte dell’ ex marito e un aiuto inaspettato, Mildred avrà modo di dare un volto al colpevole della morte di sua figlia.

darkman newscinema compressed

Darkman

Prima dei supereroi della Marvel, nel 1990 la McDormand è stata protagonista di un film diretto da Sam Raimi incentrato sul personaggio di un antieroe. Liam Neeson, è uno scienziato specializzato nella ricostruzione artificiale della pelle, su persone che hanno subito dei gravi danni.

A causa di un attentato ai suoi danni da parte di alcuni malavitosi della città, l’avvocato e compagna dello scienziato (la McDormand) dopo un po’ di tempo scoprirà cosa sia accaduto al suo uomo e soprattutto la sua vera natura, rimasta deformata a causa dell’esplosione nel suo laboratorio.

Leggi anche: Venezia 77 | Il programma ufficiale dell’edizione influenzata dalla pandemia

fargo newscinema compressed

Fargo

Grazie a questo film, l’attrice durante la 49^ edizione dei Premi Oscar vinse come miglior attrice protagonista. Diretto dai fratelli Coen, Frances interpreta il ruolo di Marge Gunderson, il capo della polizia locale al 7° mese di gravidanza intenta a scoprire chi si nasconde dietro gli efferati delitti che stanno mettendo in ginocchio il Minnesota negli anni ’80. Nonostante si trovi in dolce attesa, il suo personaggio tra situazioni comiche e drammatiche è la chiara dimostrazione che non per forza si debba restare a letto durante la gravidanza. D’altronde stiamo parlando di una storia vera….oppure no….

wonderboy newscinema compressed

Wonder Boys

Se c’è un film che merita di essere recuperato assolutamente è Wonder Boys diretto da Curtis Hanson, e che vede Frances McDormand in coppia con Michael Douglas in una storia drammatico/sentimentale, che vede l’incrocio di due coppie e una gravidanza inaspettata. Ma non solo. Tra una giacca di Marilyn Monroe scomparsa, un cane morto e una pistola apparentemente finta, Sara Gaskell (McDormand) riuscirà a vivere la sua storia d’amore alla luce del sole, con Grady Tripp (Douglas)?

Leggi anche: Venezia 77 | tutte le donne di questa edizione

thismustbetheplace newscinema compressed

This must be the place

E per concludere, vogliamo suggerirvi il film This must be the place del regista italiano Paolo Sorrentino, nel quale la McDormand compare prevalentemente nella prima parte del film, che diciamo la verità, è la più interessante. Il ruolo di moglie dell’eccentrico Sean Penn, dimostra una profonda sensibilità e attenzione nei confronti di un uomo molto particolare, spronandolo a tornare sulle scene e riprendere in mano la sua carriera di rocker.

Continua a leggere

Non categorizzato

The Good Doctor | La recensione della serie tv su Prime Video

Pubblicato

:

the good doctor

Le prime due stagioni di The Good Doctor sono disponibili in streaming su Prime video. Spesso nel mondo della serialità gli showrunner hanno ambientato le loro storie all’interno delle strutture ospedaliere. Da Grey’s Anatomy a E.R.-medici in prima linea, da Dr. House a Chicago Med. Nel 2017 a queste si è aggiunta una nuova serie: The Good Doctor

L’idea di The Good Doctor si basa sull’omonima serie tv sud-coreana. 

The Good Doctor | La sinossi

La serie segue le vicende di un giovane specializzando di chirurgia. Shaun Murphy, affetto da autismo e sindrome del Savant. Shaun decide di entrare a far parte del reparto di chirurgia del rinomato St. Bonaventure Hospital.

The Good Doctor | La recensione

The Good Doctor è una serie coinvolgente che risulta originale, rispetto ad altre serie tv simili, proprio per il suo protagonista e per il modo di trattare i numerosi temi affrontati nel corso degli episodi.  Spesso in questa serie i medici si trovano ad un bivio e hanno il compito di prendere decisioni che potrebbero cambiare per sempre la loro coscienza e soprattutto le vite dei pazienti. Non solo provvedimenti medici, il più delle volte sono coinvolti in delle decisioni morali ed etiche. 

0 2
Freddie Highmore in The Good Doctor

Oltre a Shaun. La serie segue le vicende dei suoi colleghi, i quali hanno un ruolo fondamentale nella crescita del protagonista, e quelle di Lia, vicina di casa e amica di Shaun. Tra un’operazione e l’altra, lo spettatore si affeziona ai personaggi, di cui la serie episodio per episodio rivela i caratteri e le vicende personali. 

Freddie Highmore scompare nei panni di Shaun che interpreta alla perfezione nei gesti, nelle espressioni, nei movimenti. Molto bravi anche gli altri interpreti ma Highmore spicca su tutti.  La serie è incalzante e spesso anche emozionante e offre sempre delle nuove riflessioni. In particolar modo è stato trattato in modo molto realistico il tema dell’autismo, usando anche ironia ma mai mancando di rispetto. Mostrando le problematiche e i limiti (spesso nelle relazioni umane) del protagonista ma anche la sua genialità che spesso supera i confini schematici degli altri dottori. 

Nonostante questo però i problemi ci saranno, così come ci saranno delle persone non concordi all’assunzione di un chirurgo autistico.  The Good Doctor è disponibile su Prime Video ed una serie che dovreste vedere. 

Continua a leggere

Gossip

Daisy Coleman | Una denuncia per molestie prima del suicidio

Pubblicato

:

daisy coleman

Molti si sono rattristati nel sentire della tragica scomparsa di Daisy Coleman, la studentessa universitaria del Missouri il cui presunto stupro all’età di 14 anni è stato documentato nel documentario Netflix Audrie & Daisy.

Coleman è stata trovata morta per un apparente suicidio all’età di 23 anni lo scorso 4 agosto a seguito di un controllo dello stato di salute del dipartimento di polizia di Lakeside. Poche settimane dopo è stato riferito che prima della sua morte, Coleman ha avuto a che fare con uno stalker e aveva intrapreso un’azione legale.

Daisy Coleman | Prima del suicidio una denuncia per molestie

Secondo People Daisy Coleman aveva presentato una denuncia per molestie ore prima del suo suicidio. Le presunte molestie sarebbero iniziate a Dicembre ed erano state documentate da Coleman in post sui social media che potevano essere visualizzati solo da amici e follower. Nei post sui social media, che People ha potuto vedere, Coleman afferma che la polizia era a conoscenza delle sue denunce di stalking e molestie. Il commercio sta attualmente nascondendo l’identità dell’uomo che Coleman ha affermato la stava molestando, e anche che la sua identità non può essere confermata.

Secondo quanto riferito, Coleman ha descritto un incontro in un post di Facebook poco prima della sua morte. Nel messaggio, ha affermato che l’uomo era apparso a casa sua più volte e ha bussato alla porta. Nella posta, Coleman ha anche affermato la sua convinzione che l’uomo avesse rubato le chiavi del suo appartamento e avesse tentato di accedervi.

Le affermazioni di Daisy Coleman sulla conoscenza della polizia sono state confutate da John Romero, l’ufficiale delle informazioni pubbliche del dipartimento di polizia di Lakewood. Afferma che Daisy Coleman non ha presentato alcun rapporto fino al giorno della sua morte. Secondo quanto riferito la denuncia è stata presentata quando la polizia è arrivata a casa sua per il controllo di salute. Romero ha anche confermato che il dipartimento ritiene che Coleman sia morta per una ferita da arma da fuoco autoinflitta.

Daisy Coleman | La testimonianza degli amici

Anche gli amici di Daisy Coleman hanno parlato con People, con uno che ha affermato che la 23enne temeva per la sua vita prima di morire. Un altro amico ha affermato che i media non dovrebbero indicare lo stupro di Coleman come causa del suicidio. Invece, crede che la colpa dovrebbe ricadere sul suo molestatore:

Tutti i media stanno imputando il suo suicidio al il suo stupro, ignorando che è passato così tanto prima del suo suicidio, e non attribuendo alcuna colpa a quest’uomo per averla molestata. Avrebbe preferito uccidersi piuttosto che lasciare che quest’uomo la uccidesse.” Il presunto stupro di Daisy Coleman è avvenuto a una festa in casa del Missouri nel 2012, tenuta da Matthew Barnett, uno dei giocatori di football della sua scuola. Coleman e la sua migliore amica Paige Parkhurst, che all’epoca aveva 13 anni, sarebbero stati violentate nel seminterrato della casa.

La storia avrebbe attirato l’attenzione nazionale quando Audrie e Daisy ha debuttato su Netflix nel 2016. Fino alla sua morte Coleman aveva prestato servizio come difensore delle vittime di aggressioni sessuali e aveva fondato l’organizzazione per la prevenzione delle aggressioni sessuali SafeBAE.

Continua a leggere
Pubblicità

Facebook

Pubblicità

Popolari

X