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Horror Mania

I 10 monster movie più terrificanti di sempre

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Uno dei monster movie più attesi nel 2016 è 10 Cloverfield Lane, il sequel del cult di Matt Reeves del 2007. Prodotto da J.J. Abrams, diretto da Dan Trachtenberg e interpretato da John Goodman e Mary Elizabeth Winstead, il film vede Michelle (Mary Elizabeth Winstead) sfuggire dal bunker in cui è rinchiusa e affrontare lo sterminio dell’umanità. Come sempre il progetto è avvolto dal mistero ma considerato l’esplicito richiamo al mockumentary di Reeves è facile pensare che si aggiri una bestia capace di far impallidire Godzilla. Ecco perché ci siamo divertiti a stilare una classifica dei monster movie più iconici di sempre. Non parliamo di villain come Jason Voorhes e Freddy Krueger ma di terrificanti mostri affamati di esseri umani:

10) The Host: La Weta Workshop ha realizzato gli effetti speciali della saga de Il Signore degli Anelli e la creatura di The Host, l’horror del 2006 di Bong Joon-ho. Il mostro marino emerso dal fiume Han in seguito allo smaltimento di agenti inquinanti è un mix di effetti digitali e make-up degno dei migliori monster movie. Inoltre The Host non è un semplice B-Movie ma un coinvolgente horror che apre una riflessione sociale sulla distruzione dell’ambiente da parte dell’uomo.

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9) Trollhunter: Un mockumentary a tinte horror rimasto impresso nell’immaginario collettivo è Trollhunter. Scritto e diretto da André Øvredal, il film vede un gruppo di studenti di giornalismo scoprire sulla loro pelle che i troll sono molto più di una semplice leggenda. Drammatico, ironico, avventuroso e imprevedibile, Trollhunter è la giusta occasione per vedere in azione una creatura mostruosa come il Troll.

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8) L’invasione degli ultracorpi: Uno dei monster movie più terrificanti di sempre è il capolavoro di Don Siegel del 1956. Tratto dall’omonimo romanzo di fantascienza di Jack Finney del 1955, L’invasione degli ultracorpi vede la cittadina di Santa Mira invasa da extraterrestri in grado di sostituirsi agli esseri umani. Il film crea tensione, paura e paranoia perché esplicita l’impossibilità di fidarsi dell’altro; un’ottima dimostrazione che i monster movie possono essere tali anche senza effetti speciali.

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7) The Brood: Parlando di monster movie è impossibile non citare il cult di David Cronenberg del 1979 che vede dei terrificanti bambini deformi infestare la vita dei protagonisti. Ma il punto di forza della pellicola è che i mostri nascono dai più oscuri desideri del nostro inconscio; un aspetto psicologico che destabilizza lo spettatore rendendo The Brood il film di Cronenberg più riconducibile al genere horror.

6) Cloverfield: Prodotto da J.J. Abrams e diretto da Matt Reeves, Cloverfield è uno dei migliori mockumentary di sempre. Il mix di azione, terrore ed emozioni dona al più classico dei monster movie una nuova identità e l’accattivante regia in prima persona di Reeves toglie più volte il fiato allo spettatore. La terrificante creatura di 100 metri è poi uno dei mostri più distruttivi e spaventosi del cinema di genere.

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5) La Cosa: C’è un pizzico di Invasione degli ultracorpi in La Cosa, il capolavoro del 1982 di John Carpenter che vede una presenza aliena contagiare e imitare qualsiasi creatura vivente con cui entra in contatto. La tensione e la paranoia destabilizzano lo spettatore e i sorprendenti effetti speciali regalano alcune sequenze ancora oggi difficili da guardare senza coprirsi gli occhi. Dopotutto non tutti i monster movie sono firmati da un maestro del cinema horror come John Carpenter.

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4) La notte dei morti viventi: Gli zombie sono le creature più utilizzate dal cinema e dalla televisione di genere. Ecco perché, tra i monster movie più iconici di sempre, non possiamo non citare il cult di George Romero del 1968. Lenti ma implacabili, gli zombie di Romero sono una forza della natura che niente e nessuno può fermare. Per quanto si possa correre veloce prima o poi loro arriveranno, e sappiamo bene quali tragiche conseguenze implichi la loro fame per gli esseri umani.

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3) Godzilla: È il mostro più gigantesco e distruttivo della cinematografia mondiale. Stiamo parlando di Godzilla, il dinosauro del cult di Ishiro Honda approdato negli Stati Uniti negli omonimi remake di Roland Emmerich del 1998 e di Gareth Edwards del 2014. Se vi state chiedendo perché non sia al primo posto della nostra classifica è perché Godzilla non è tra i più terrificanti monster movie. Nonostante questo il lucertolone di oltre 50 metri si guadagna una medaglia di bronzo tra i monster movie più iconici di sempre.

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2) Lo Squalo: Per quanto i mostri possano far paura, una creatura che possiamo incontrare nella vita di tutti i giorni è sicuramente più spaventosa. Questo è il punto di partenza de Lo squalo, il capolavoro di Steven Spielberg che nel 1975 terrorizzò una intera generazione di spettatori. Caratterizzato da tensione e grandi sequenze di azione Lo squalo diede inizio al blockbuster moderno e aprì una importante riflessione sociale sull’impossibilità di controllare la natura.

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1) Alien: Alto otto piedi, armato di denti affilati e dotato di sangue acido. Stiamo parlando del mostro più iconico di sempre, Alien. Creato da Ridley Scott nell’omonimo film del 1979, Alien  impianta embrioni in grado di squarciare il petto delle vittime. Abbiamo visto sequel, reboot, spin-off, scontri con Predator e tanto altro; eppure, a distanza di quasi quaranta anni, Alien è ancora oggi il mostro dei mostri. Una creatura affascinante, seducente e letale che si guadagna il primo posto tra i monster movie più terrificanti di sempre.

Fonte: CinemaBlend

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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Cinema

Gremlins dal 1° Giugno su Netflix | Perchè è diventato un cult

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Nel 1984 il cinema per famiglie subisce uno scossone imprevisto grazie all’estro e all’inventiva del mai troppo celebrato Joe Dante, che col primo capitolo di Gremlins innesca i germi archetipici di una comedy/horror raffinata e dannatamente cinefila. Per festeggiare l’arrivo del cult nel catalogo di Netflix andiamo dunque a ripercorrerne i motivi di un successo che ha conquistato diverse generazioni fino ad oggi, attraversando appieno le atmosfere e i toni di quella magica e irripetibile epoca che tanto ha dato non solo al mondo del cinema.

La base narrativa, incredibile a dirsi, vide la luce già nei primi anni ’40 per mano di Roald Dahl, scrittore di libri per bambini – tra i tanti i romanzi La fabbrica di cioccolato, James e la pesca gigante e Il GGG – Il grande gigante gentile – che ne adattò una sceneggiatura per Disney, poi mai realizzata. Chris Columbus l’ha ripresa e connotata in un contesto molto più dark, poi smussato per intervento dei produttori e incanalato nella forma che tutti conosciamo.

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Gremlins | Paura e risate

zach galligan e gizmo

Zach Galligan e Gizmo

Gran parte del successo dell’operazione, almeno agli occhi delle masse, è stata merito della pucciosa caratterizzazione di Gizmo, il mogwai protagonista: un animaletto buffo e peloso entrato sin da subito nell’immaginario collettivo e nel cuore dei più piccoli. Fu di Steven Spielberg, in veste di produttore, l’idea di renderlo una sorta di “eroe” della storia in compagnia dell’amico umano Billy e le sue espressioni e movenze, unite all’iconico versetto, suscitano tenerezza ed ironia in egual misura.

Allo stesso modo un plauso va fatto all’altrettanto eccelso character design dei Gremlin, effettivi villain della storia, al centro della componente più citazionista del progetto: molte delle scene in cui sono protagonisti nascondono infatti molteplici omaggi a classici della storia della Settima Arte, sia di genere che non, in un gioco metacinematografico raffinato e dedicato anche e soprattutto a platee più smaliziate.

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Gremlins | Un equilibrio perfetto

i gremlins

I Gremlins

L’umorismo nero a prova di grandi e piccini, quell’atmosfera disincantata e dark al contempo e la varietà di gag e battute hanno fatto superare Gremlins alla prova del tempo con semplicità e nonostante più di trent’anni sul groppone risulta fresco e accattivante ancora oggi. Definito come la versione “horror” di un altro immortale capolavoro del periodo quale E.T. l’extraterrestre (1982), il film di Dante non teme di scadere nel politicamente scorretto e anzi proprio nella sua consapevole irriverenza mette in gioco una personalità inedita e scattante, a cominciare proprio da quell’ambientazione natalizia apparentemente stonante con le coordinate base del racconto, intenzionato a distruggere le fondamenta di quell’illusorio “sogno americano” in questi giorni più che mai destinato allo sfacelo.

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Gli ottimi effetti speciali e il sapiente uso degli animatromics (quanto mancano ai blockbuster contemporanei) ne hanno mantenuto intatto il fascino anche dal punto di vista spettacolare, così come per il sequel – solitamente meno considerato ma altrettanto ricco di spunti e divertimento. Da tempo si parla di un ulteriore terzo episodio, che secondo le parole di Columbus dovrebbe essere una sorta di reboot, ma se dovesse mai vedere la luce sarà ben difficile mantenere la magia del prototipo e replicare l’impatto che questi ebbe alla sua uscita.

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Cinema

Scream 5 | Cosa pensa Neve Campbell di un ritorno nella saga

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Sarebbe strano avere un sequel di Scream senza Neve Campbell, e per fortuna, i produttori di Scream 5 se ne rendono conto. Campbell ha rivelato di aver avuto alcune “conversazioni” sul ritorno per l’ultimo film di Scream, che è nelle mani dei cineasti Finché Morte non vi Separi Matthew Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett. E mentre Campbell ha delle riserve su un film di Scream senza Wes Craven, non è del tutto contraria all’idea.

Scream 5 | Neve Campbell tornerà nei panni di Sidney Prescott?

Sidney Prescott tornerà per altre urla? È certamente possibile. Parlando con Rotten Tomatoes, l’attrice ha confermato di aver avuto alcune conversazioni sulla ripresa di quello che è probabilmente il suo ruolo più famoso:
“Stiamo avendo conversazioni – sono stata contattata al riguardo. Il tempismo è un po’ impegnativo a causa del COVID. Abbiamo iniziato a parlarne solo un mese e mezzo fa, quindi ci vorrà del tempo per capire come andrà a finire tutto… Stiamo negoziando, quindi vedremo.

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Campbell ha aggiunto di essere “davvero preoccupata di fare un altro Scream” senza il regista di franchising originale Wes Craven, scomparso nel 2015. Tuttavia, Matthew Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, che dovrebbero dirigere il prossimo film, l’hanno contattata e questo potrebbe fare la differenza. “I due registi mi hanno scritto una lettera molto toccante su Wes Craven e su come sia stato di grande ispirazione per loro e su come vogliono davvero onorarlo, e questo ha significato molto, molto per me” ha detto Campbell. “Quindi vedremo. Speriamo di trovare un modo per realizzarlo. ”

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Un altro Scream è possibile senza Wes Craven?

Campbell ha interpretato la ragazza finale Sidney Prescott in tutti e quattro i film di Scream, a partire da Scream del 1996. In effetti, Scream è uno dei rari franchise horror che ha tenuto presenti i suoi attori principali – Campbell, Courteney Cox e David Arquette – per tutta la sua corsa (finora). E mentre potrebbe essere bello per Sidney finalmente prendere una pausa e non ritrovarsi perseguitato da più assassini, avere Campbell nel quinto film sarebbe un grosso problema.

Sono così grata per questi film“, ha detto Campbell. “Adoro Sidney Prescott. È sempre divertente per me fare un passo indietro nei suoi panni, ed è sempre divertente per me vedere il cast tornare e girare di nuovo uno di questi film e provare a farne un altro “.

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Cinema

The Hunt | La recensione del film di Craig Zobel

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the hunt

Abbiamo visto The Hunt su Chili Tv. Un gruppo di individui si risveglia imbavagliato in una foresta, senza aver alcun ricordo di come esservi arrivati. Nello sbigottimento generale questi trovano al centro di un campo una cassa contenente armi e munizioni, ma manco il tempo di rifornirsi e una serie di spari comincia a decimare l’improvvisato team. Qualcuno nascosto nei pressi sta infatti compiendo una vera e propria mattanza e gli sconosciuti si trovano ora costretti alla fuga nell’attigua foresta.

Tre di loro arrivano nei pressi di una stazione di rifornimento e tentano di chiamare aiuto, ma le loro richieste al centralino della polizia cadono nel vuoto. Gli stessi proprietari del negozio si rivelano in combutta con una misteriosa organizzazione che sembra alla base di quella crudele caccia all’uomo. Qualche istante dopo fa la comparsa sul luogo di quell’ultimo massacro un’altra presunta vittima sacrificale, la determinata Crystal, che comprende subito il pericolo: sarà solo l’inizio di un percorso che condurrà la combattiva protagonista ad affrontare la creatrice di questa folle partita di morte.

The Hunt – La caccia è aperta

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Betty Gilpin

Produce Jason Blum con la sua Blumhouse, la sceneggiatura è affidata al Damon Lindelof di Lost (e almeno all’inizio qualche elemento narrativo suggerisce dei potenziali punti in comune con la serie cult) e dietro la macchina da presa troviamo Craig Zobel, già autore dell’interessante post-apocalittico – dal taglio intimista – Sopravvissuti (2015). Con certe premesse The Hunt non poteva essere certo una delusione e, pur non trovandoci di fronte ad un film chirurgicamente coeso, nel corso dei novanta minuti di visione sono molteplici le occasioni per un divertimento sano e genuino, in perfetto equilibrio tra intenti satirici e un approccio tipico della più sana serie B di genere.

La storia è un liberissimo adattamento del racconto La partita più pericolosa, pubblicato da Richard Connell nel 1924, e si adatta con una certa lucidità a tematiche contemporanee. Il fenomeno degli hater e dell’odio che gira in rete si rivelerà una delle cause scatenanti dietro alla genesi del racconto, mentre il dramma dell’immigrazione fa da sfondo ad un altro dei passaggi chiave della vicenda.

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The Hunt – Una questione di fiducia

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Hilary Swank

Ma oltre al suo intento satirico, ed esplicitamente anti-trumpiano nel suo esporsi nettamente – in forma apparentemente antitetica – contro la diffusione indiscriminata delle armi, The Hunt regala un tosto e godurioso divertimento di genere. Dal prologo a bordo di un aereo nel quale il tacco di una scarpa viene usato come arma mortale al successivo inizio al fulmicotone, dove le aspettative sui reali protagonisti vengono disattese con un approccio splatter che coniuga ironia e violenza, l’operazione vive su un ritmo incessante in cui la missione della protagonista segue un’escalation ricca di situazioni varie ed originali, con esecuzioni ispirate dal punto di vista emoglobinico e parziali colpi di scena che aggiungono ulteriore pepe alla vicenda.

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L’anima action, volutamente esagerata e fracassona ma altrettanto esaltante, si armonizza perfettamente all’espressività comica del personaggio interpretato da un’irresistibile Betty Gilpin, al centro nella resa dei conti finale di un’epica catfight con Hilary Swank nel quale le botte da orbi si pongono come perfetta chiusura, improbabile epilogo incluso, di un titolo sopra le righe e consapevole della propria anima ludica. Tanto che le varie chiavi di lettura, espresse anche in questa stessa recensione, finiscono per passare piacevolmente in secondo piano rispetto alla coinvolgente spensieratezza dell’effettiva messa in scena.

The Hunt | La recensione del film di Craig Zobel
3.4 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora
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