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Alien, 5 motivi per cui Ellen Ripley è una vera tosta

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Alien è un punto di riferimento culturale per il mondo dell’horror e dello sci-fi, che mostra una versione più grintosa e sordida dei viaggi nello spazio. Per una volta la navicella spaziale non è bianca, cromata e brillante. Abbiamo seguito un gruppo di astronauti terribilmente impreparati alla minaccia che incontreranno, sprovvisti di misure di sicurezza, e ufficiali militari pronti a guidare una squadra. E così arriviamo a conoscere Ripley, una delle donne più toste e micidiali del grande schermo interpretata da Sigourney Weaver.

Per celebrare Ellen Ripley ed il National Alien Day rivediamo alcune delle ragioni per le quali è considerata così “tosta”.

Non è facile ingannarla

È orgogliosa, forte e rimprovera chiunque si comporti da egoista come quando Ash ignora il suo ordine di mantenere Kane in quarantena, sfidando l’ordine speciale 937. Riprende il Tenente Gorman per le sciocche decisioni da lui prese e non esita a puntare il dito su Burke quando lei e Kent restano bloccati con due dei terrificanti alieni della storia. Non permette ad Hudson di andare fuori di testa ricordandogli di mantenere la mente lucida per sopravvivere. La lista potrebbe andare avanti ancora! La Weaver è un grande esempio di come un personaggio non sfiorisca mai: non ha paura del confronto e farà qualsiasi cosa perché la sua voce venga ascoltata.

Non è una semplice macchina

Prima di diventare una sorta di Xeno-clone super potente in Alien: Resurrection, Ripley era un Ufficiale bloccato nella missione sbagliata al momento sbagliato. Non è una di quelle super assassine che uccidono tra make up e mosse sexy . È insolente, caparbia e soprattutto molto umana. Ripley era originariamente un ruolo scritto per un uomo, ma quando Sigourney Weaver è entrata a far parte del cast non hanno cercato di rendere il personaggio più femminile. Ellen Ripley non è una damigella in pericolo il cui ruolo è definito dagli uomini intorno a lei o dalle relazioni che ha con loro. È una figura definita dalla sua intelligenza strategica e dal suo istinto di sopravvivenza. Questa donna è indiscutibilmente una delle più significative protagoniste della storia del cinema.

Sa essere materna

Dopo aver appreso della morte della figlia, Ripley ne rimane devastata. Tutto ciò che desidera è tornare semplicemente a casa sana e salva per l’undicesimo compleanno della figlia. Quando trova Newt il suo primo istinto è quello di prendersi cura di lei. Cerca di capire cosa la piccola può aver passato e si rende conto di quanto un bambino possa rimanere traumatizzato. Una delle sue frasi più cool è: “Sta lontana da lei”. Ripley è guidata dal desiderio di proteggere, infatti si prende cura anche del gatto Jonesy, salvandolo in uno dei momenti in cui qualsiasi persona direbbe: “Pensa a te e non al tuo amico pelosetto”. Così la Weaver ci dimostra come incarnare un personaggio forte dal cuore gentile.

È maledettamente attenta

A Ripley non importa nulla di come uccidere uno Xenomorfo. In Alien lo spinge nella camera d’aria, gli spara con un lanciarpioni, ed arriva a bruciare la stanza dei motori. Una tripletta esagerata ma assolutamente necessaria. In Alien 3 richiede un’autopsia completa che supervisiona per poi bruciare i corpi di Hicks e Newt in modo da evitare brutte sorprese. È inoltre l’unica ad insistere per seguire il protocollo di quarantena quando Kane torna dal Nostromo con un alieno sconosciuto attaccato alla faccia. A volte bisogna prendere decisioni difficili che possono non piacere e la nostra ragazza non esita a farlo.

È un’ eroina iconica

Ellen Ripley è solo la terza in comando ma cerca di farsi carico della situazione calmando gli altri membri dell’equipaggio quando le cose cominciano ad andare male. Quando il Tenente Gorman ignora il suo piano d’azione, lei molla tutto e corre a salvare i sopravvissuti della squadra. Anche se non ha una preparazione militare il Caporale Hicks si rivolge a lei per dei consigli chiedendole un’ultima parola sulle decisioni da prendere. Da Ufficiale di guerra a “ Signora dei Sopravvissuti ”, Ripley esce dalla sua eterna battaglia con licenza di uccidere. Infine, quando è ancora umana, commette un ultimo eroico gesto: nel momento in cui capisce di avere uno Xenomorfo che sta crescendo dentro di lei, si sacrifica per salvare il genere umano. Un’eroina indimenticabile come la straordinaria saga creata da Ridley Scott nel 1979.

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Cinema

J.K. Rowling | Le accuse di transfobia e la risposta dei colleghi di Harry Potter

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j.k. rowling

Proprio vero che negli ultimi tempi bisogna stare attenti a ciò che si dice, giacché anche la minima parola fuori posto o una semplice, innocente, battuta può diventare un pericoloso boomerang dopo che finisce prima in mani giornalistiche e poi nel tritacarne dei fan, spesso pronti a cogliere intenti discriminatori ovunque. Lo ha recentemente scoperto a proprie spese J.K. Rowling, attaccata a spada tratta sul web dagli oltranzisti del politically correct per un commento ironico postato su Twitter e relativo ad un articolo che invogliava a creare un mondo post-Covid-19 più giusto per le persone che hanno le mestruazioni.

La creatrice di Harry Potter aveva risposto in maniera sarcastica, sostenendo come esistesse una parola per definire quella determinata categoria e cioè “donne“. Una precisazione che non è piaciuta ed è stata considera razzista nei confronti delle persone trans, ancor oggi doventi fare i conti con la lotta per l’identità di genere.

J.K. Rowling | Fiumi di parole

daniel radcliffe

Daniel Radcliffe

Il caos mediatico che ne è scaturito mette ancora una volta in mostra, come nel caso di qualche anno fa coinvolgente James Gunn (anche se lì almeno i vecchi post contestati erano effettivamente controversi e di cattivo gusto), come un personaggio pubblico abbia poca convenienza ad esporsi e debba centellinare le proprie parole con la massima attenzione, soprattutto in un tweet. Per chi scrive è difficile trovare un vero motivo polemico, giacché il commento della Rowling appare volutamente ironico e da non essere preso alla lettera e non incita all’odio manco lontanamente, ma molte altre personalità dello showbiz hanno invece voluto dire la propria e criticato aspramente il suddetto, a cominciare proprio da due attori che devono alla penna della scrittrice gran parte della loro fama: stiamo parlando di Daniel Radcliffe ed Emma Watson.

Leggi anche: Harry Potter e La Maledizione dell’Erede a Broadway nel 2018

J.K. Rowling | Cause e ragioni

emma watson

Emma Watson

I due interpreti, lanciati al successo dai ruoli di Harry Potter ed Hermione Granger nella saga cinematografica tratta dai romanzi dell’iconico maghetto, hanno voluto dire la loro e si sono apertamente schierati contro la Rowling. Radcliffe, testimonial per l’organizzazione LGBT Trevor Project, ha infatti dichiarato: “Le donne transgender sono donne come tutte le altre e qualsiasi parere contrario offende la loro dignità, negando quanto sostenuto da persone che hanno molta più esperienza della Rowling e anche di me stesso“. Qualche ora più tardi si è accodata anche la Watson, mandando un messaggio di amore a tutti suoi fan transessuali.

La discesa in campo delle due popolari star e di diversi colleghi ha provocato una sorta di scuse da parte della Rowling, che sostiene di essere stata fraintesa e di come la sua netta contrarietà all’entrata in vigore di una controversa legge che permetterebbe ad uomini che dichiarano di sentirsi donne di entrare in spazi femminili sia dovuta ad un tentativo di violenza subito in gioventù. L’autrice va detto non è nuova ad esporsi sulla tematica, come quando qualche anno fa mise un like ad un post parzialmente più scomodo, e forse proprio per questo motivo la sua nuova uscita ha causato un putiferio così fuori misura.

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Coronavirus | Riverdale 4 sospeso a causa di un caso positivo

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Riverdale

Le riprese della serie tv Riverdale sono state sospese poiché un membro dello staff è stato recentemente a contatto con qualcuno che è risultato positivo al Coronavirus.

I portavoce della Warner Bros hanno dichiarato che il membro del team è costantemente controllato dai medici e che stanno lavorando a stretto contatto con le autorità e responsabili della salute a Vancouver per identificare e contattare tutte le persone che potrebbero aver avuto dei contatti diretti con lui. Ha inoltre precisato “La salute e la sicurezza dei nostri dipendenti, membri del cast e della troupe è sempre la nostra priorità. Abbiamo preso, e continueremo a farlo, le precauzioni necessarie a proteggere tutte le persone che lavorano nelle nostre produzioni in tutto il mondo. Per un eccesso di precauzione, la produzione di Riverdale è attualmente sospesa“.

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Cinema

Coronavirus | Le conseguenze dell’epidemia per Hollywood

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coronavirus

Se la sorprendente vittoria di Parasite agli Oscar, con ben quattro statuette portate a casa (le più importanti, inclusa quella di miglior film), sembrava aver acceso nuovamente i riflettori sul cinema e la cultura provenienti dal profondo est, il coronavirus ha immediatamente montato un panico su scala globale nel quale proprio le popolazioni asiatiche si trovano al cento del mirino, tra ingiustificato razzismo e isteria di massa. Ma come sta reagendo Hollywood al diffondersi dell’epidemia? La Mecca del cinema sta cercando di contenere l’impatto, sia umano che economico, di una delle moderne tragedie di questo nuovo secolo.

Le mosse delle compagnie

hollywood

La celebra scritta sulla collina di Hollywood

Sony Pictures, uscita con successo dalla cerimonia degli Academy con riconoscimenti per C’era una volta… a Hollywood (2019), Piccole donne (2019) e il cortometraggio Hair Love, ha rilasciato una nota in cui invitava i dipendenti dello studio giapponese ad evitare trasferte non previste e a seguire le regole disposte dall’organizzazione mondiale per la sanità riguardo gli spostamenti. “La diffusione del coronavirus continua a impattare sulla popolazione di tutto il mondo ed è in rapida evoluzione giorno dopo giorno” si legge in un testo estrapolato da Variety. I viaggi di lavoro da o per la regione dell’Asia sono stati rinviati, e i dipendenti devono considerare l’utilizzo di video-conferenze o altre alternative.

Anche Paramount Pictures e Universal Pictures stanno monitorando la situazione e decidendo come comportarsi col proprio staff. Universal ha vietato ai dipendenti di viaggiare in Cina, con solo alcuni casi di estrema urgenza e importanza permessi dietro l’approvazione della direzione, e la stessa procedura è stata seguita da Paramount. I membri cinesi di IMAX e di Legendary Entertainment stanno lavorando tramite conferenze via internet con i loro colleghi di New York.

Leggi anche: Kirk Douglas muore a 103 anni | Addio alla leggenda di Hollywood

La situazione in Cina

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Mulan

Nel frattempo nel Paese asiatico, là dove ha avuto origine il virus, i cinema sono stati chiusi e qualsiasi produzione cinematografica è stata sospesa fino a data da destinarsi, una situazione che potrebbe aumentare notevolmente il tasso di disoccupazione. Molti progetti per il piccolo e il grande schermo, tra i quali anche l’attesa serie tv Tong Wars prodotta dal maestro Wong Kar-wai, sono stati cancellati, e diverse compagnie rischiano la bancarotta.

Li Dan, organizzatore del film-festival di Pechino, ha dichiarato “nei brevi termini l’impatto è stato brutale e la cosa peggiore è che non sappiamo quando l’epidemia avrà fine“. A pagare la situazione sono anche i kolossal hollywoodiani, che da tempo basano molto delle loro fortune sugli incassi del mercato cinese e che con tale situazione potrebbero perdere ingenti guadagni. Basti pensare alle premiere cinese di No Time to Die, nuovo film di 007, che è stata annullata proprio per la paura del possibile contagio, e al rinvio della distribuzione di titoli di peso come 1917, Jojo Rabbit e Piccole donne. Il massimo delle perdite potrebbe essere toccato da un film Disney, ossia il live-action di Mulan incentrato proprio sulla leggendaria eroina cinese, qualora le circostanze non dovessero cambiare nei prossimi mesi.

Come abbiamo visto il coronavirus, oltre alla tragica perdita di vite umane e al pericolo di diffusione su scala globale, sta colpendo anche il mondo del cinema, non solo autoctono, con conseguenze tutt’oggi imprevedibili che potrebbero causare gravi danni economici a lungo andare.

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