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Aspettando Logan, 8 personaggi dei fumetti in età avanzata

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Quanto pensi di potere essere operativo a 60 anni? O a 80? O 180? Supereroi e cattivi invecchiano col tempo che passa nonostante non smettano mai di combattere. Nonostante tutte le loro capacità, non possono di certo sconfiggere il tempo. E, in attesa del nuovo Logan, la versione anziana dell’amato Wolverine, interpretato per l’ultima volta da Hugh Jackman, diamo un’occhiata ad alcuni personaggi preferiti dei fumetti che invecchiano davanti ai nostri occhi, ma continuano a conquistare il pubblico.

Old Snake: Metal Gear Solid 4

Metal Gear

Solid Snake è la spia per antonomasia; il più furtivo degli uomini invisibili. L’uomo con la bandana, i proiettili infiniti e le ginocchia più resistenti al mondo, senza distinzione d’età. Hideo Kojima, nella sua infinita saggezza, sentiva come se fosse il momento di rallentare la storia di Mr. Snake dal quarto gioco della serie Solid. Come può farlo? Attraverso un rapido invecchiamento. A causa del virus Fox Die, della clonazione ed altri elementi della trama, Solid Snake diventa vecchio, il vecchio uomo di Metal Gear Solid 4. Migliora con l’età? Sì e no. Snake avanti con gli anni si è ammalato, ha una brutta tosse, ma non ha perso la sua agilità e la capacità di appendersi alle sporgenze. Ci sono molte scene di David (il suo vero nome) che si arrende agli effetti dell’età, ma quando torna in azione è sempre una super spia. Le meccaniche del gioco lo hanno mantenuto giovane nelle mani dei giocatori. L’invecchiamento è molto evidente nella culminante epica scazzottata tra Old Snake e Old Ocelot/Old Snake Liquid. Questa è l’epopea degli scontri condita con colpi di tosse, affanni e profondi respiri.

Il Joker: The Dark Knight Returns

Old Joker

Oh Joker…come ti amiamo. Perenne giogo di Batman, ha per anni sofferto al fianco del Cavaliere Oscuro. Cosa succede ai folli quando invecchiano? Sembra che diventino più folli. Nella sua vecchiaia Joker ha una determinazione d’acciaio. Quando nel fumetto Il Cavaliere Oscuro –  Il Ritorno fu rilasciato (qui puoi acquistare l’intera collezione dei fumetti), ci fu presentato un Joker più anziano, più mitigato. Residente in un istituto psichiatrico, apparentemente in stato comatoso, Joker era morto per il mondo. Ciò fin quando non gli è giunta voce che Batman ha mostrato le sue belle orecchie a punta ancora una volta. E’ un vecchio pazzo? Oh sì. Doppio sì. Triplo sì. È molto più maniacale e disposto ad uccidere. E non solo col suo gas esilarante o qualche gag omicida, ma con un vero e proprio omicidio sparando in volto alla vittima.

Lo scontro tra Joker e Batman è qualcosa di spettacolare, specialmente per vedere come Mr. J. si impegna a rendere lo scontro finale memorabile. La sua età avanzata non rallenta la sua follia neanche un po’, come quando porta la sua anima gemella in fondo al Tunnel dell’Amore. Anche se questo segna la fine del Principe del Crimine, Joker assicura a Batman che non dimenticherà mai il suo nome. Sono sicuro che se avesse avuto il tempo, avrebbe scolpito il suo nome sul simbolo del pipistrello stampato sul petto di Batman. Come nota a margine, Joker aveva un aspetto abbastanza giovanile per la sua età. Probabilmente ridere è un ottimo elisir di giovinezza.

Bruce Wayne: Batman Beyond

Batman

Sarebbe troppo facile scegliere uno qualsiasi tra le varie versioni di Batman anziano, e chiudere questa sezione dicendo: Lui è Batman. Ma non va bene. Perché quando Batman invecchia è raramente un Batman inferiore rispetto alle versioni precedenti. Batman Beyond ci introduce invece ad una versione super vecchia di Bruce Wayne. Egli è fragile e non è più in grado di aggirarsi per Gotham come ai vecchi tempi. Si può anche notare il momento esatto in cui si capisce che non è più in grado di combattere. Nessun trucco super tecnologico della Bat-tuta può mantenere vivo e agile il suo vecchio corpo. E’ ancora il simbolo della notte? Affatto.

È in uno stato così avanzato che deve passare il suo cappuccio al giovane Terry McGinnis. Sono sicuro che in tanti avete pensato che si trattasse di uno dei tanti Robin, ma in questo universo sono tutti scomparsi. In età avanzata, Bruce è rintanato nella Torre di Guardia e con la sua voce guida in lontananza il giovane McGinnis per trasformarlo in un Batman perfetto. Devo dire che anche in tarda età Bruce Wayne non si arrende al crimine, ma cambia solo la sua tattica.

Cranky Kong: Donkey Kong Series

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Percorriamo tutta la strada che ci porta al retro-gaming. La Mecca di tutti i classici arcade. Donkey Kong, dove tutto è cominciato gente. Mario e DK si combattono per una lady di nome Pauline. Non è la più moderna delle storie, ma erano i primi anni ’80. Avanti veloce verso Donkey Kong Country, dove è stata reintrodotta la scimmia col cravattino più amata di sempre. Uno dei suoi alleati è un veterano di nome Cranky Kong (qui puoi acquistare l’action figure di Cranky Kong). Con nostra grande sorpresa Cranky è in realtà l’originale Dokey Kong. Mentre il tempo ha favorito Mario, Dk è terribilmente invecchiato. E’ ancora operativo? Mentre il suo ruolo è cambiato, riesce comunque ad offrire saggi consigli al nuovo DK. Sembra che negli anni successivi i suoi giorni trascorsi a lanciare barili gli siano serviti per aggiornarsi e tornare come un vero proprio esperto della storia dei videogiochi.

Freccia Verde: The Dark Knight Returns

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The Dark Knight Returns è pieno zeppo di vecchi eroi. Uno dei più amati è sicuramente l’Arciere di Smeraldo, Freccia Verde. Il passare degli anni non ha proprio giovato ad Oliver Queen in questa linea temporale. Gli manca un braccio e sembra essere un elemento essenziale per la sua attività da arciere. Comunque Oliver non è il tipo che si tira indietro di fronte ad una sfida. E’ come Katniss o Occhio di Falco? Ollie non lascia che la vecchiaia o l’arto mancante prendano il sopravvento. In caso di difficoltà, usa i tuoi denti. Nel tentativo di Batman di dare una lezione a Superman, Ollie volontariamente lo aiuta. È sorprendentemente efficacie, infatti lancia una freccia di kryptonite dalla sua bocca, permettendo a Batman di avere il sopravvento.

Clementine: The Walking Dead

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Ammettiamolo, Clem era una straordinaria bambina del mondo digitale. Si sentiva il suo dolore quando fu messa in una situazione di grossa difficoltà. Come si può vedere una bambina così piccola attraversare l’apocalisse zombie e non farsi venire una stretta al cuore? The Walking Dead stagione 2 by TellTale Games ti mette nei panni di una versione precedente e più triste di Clementine, dando uno sguardo a come è un bambino di fronte la fine del mondo. Migliora con l’età? La piccola Clem è ancora un importante personaggio che mostra come un bambino piccolo possa essere deformato dal dolore, mentre è ancora attaccato alle cose che gli hanno dato gioia in passato. Il suo status di sopravvisuta in una landa desolata ha acquistato sempre maggiore efficacia in un paio di anni dall’uscita del primo gioco. Tanto, infatti, che gli adulti tendono a preferire la sua opinione piuttosto che la loro.

Steve Rogers: Il nuovo Captain America

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Come si fa a far invecchiare Captain America che già è anziano? Dopo essere stato congelato nel 1940 e scongelato nel presente, Steve Rogers è la versione Marvel di Han Solo ibernato nella carbonite. Dopo avere perso le sue abilità di super soldato, Steve passò il testimone di Captain America a Sam Wilson. Senza il siero da super soldato che gli scorre nelle vene, Steve ha cominciato ad invecchiare. Con i capelli grigi e brizzolati, Steve Rogers non era più il muscoloso combattente per la libertà di una volta. Ancora operativo? La vecchiaia non lo ha comunque distrutto del tutto. Infatti dopo avere perso i suoi poteri, Steve ha assunto il titolo di comandante Steve Rogers, direttore operativo degli Avengers.

Logan: Il vecchio Wolverine

Logan

Wolverine è vecchio da quando è stato reintrodotto in The Incredible Hulk n° 181. Secondo la leggenda Logan è nato nel 1886, avendo un’età di circa 130 anni nei fumetti di oggi. La serie Old Man Logan si svolge 50 anni nel futuro, quindi Wolverine ha ben 180 anni. E’ efficace come in giovane età? La risposta è un sonoro si. A quanto pare Wolverine è stato completamente e assolutamente potente fin dalla nascita. Il tempo sembra non avere alcun effetto su quell’uomo. Se non altro, ciò ha fatto di lui un assassino ancora megliore. In Old Man Logan n°1 , James (vero nome di Logan) viaggia indietro nel tempo in qualche modo e si vendica di un criminale di basso livello che terrorizza il futuro. Nessun preambolo. Nessuna spiegazione, solo un omicidio. Questo non è molto eroico, ma è molto da Logan.

Siamo tutti d’accordo che, indipendentemente dall’età, questi eroi saranno sempre in riga per fare ciò che è giusto. Dovremmo essere tutti così audaci da scagliare frecce con le dita dei piedi a 60 anni o più. Questo è veramente l’unico modo di sopravvivere.

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Batman Forever | I 25 anni del film di Joel Schumacher

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batman forever

Il primo Batman di Joel Schumacher è anche il migliore fra quelli diretti dal regista newyorchese, nonché l’unico a vedere nel ruolo di protagonista Val Kilmer. A venticinque anni dall’uscita nelle sale riscopriamo insieme i punti di interesse di un film non certo perfetto – soprattutto se paragonato ai precedenti di Burton e ai successivi di Nolan – ma capace di offrire un gradevole, quanto innocuo, intrattenimento a tema per gli appassionati dell’iconico personaggio DC Comics, qui al centro di una nuova avventura che lo vede opporsi a due storiche nemesi cartacee come Due Facce e l’Enigmista, pronti a dargli filo da torcere come nella migliore tradizione del genere.

Un gradevole baraccone

val kilmer

Val Kilmer

Sin dal prologo si è compreso l’intento di voler realizzare una versione più scanzonata e fumettistica dell’Uomo Pipistrello, per via delle polemiche date dai toni – considerati oscuri e ambigui – del secondo capitolo diretto da Burton (che qui figura nelle vesti di produttore). Proprio la modifica alle atmosfere che caratterizzavano il precedente dittico spinsero Michael Keaton a rifiutare il ritorno nel ruolo, con la scelta ricaduta su Kilmer – tra svariati candidati d’eccellenza – più aderente anche al fascinoso “alter-ego” borghese di Bruce Wayne.

I primi istanti come detto mostrano il campionario stilistico adottato, con una marcata ironia e una dose d’azione al fulmicotone che sembrano volere omaggiare la storica serie televisiva degli anni ’60, impressione ulteriormente consolidata dall’origin story di Robin, che diventa il compagno di avventure del Cavaliere Oscuro. In Batman Forever si viaggia ad un ritmo altissimo e le due ore di visione non lasciano un attimo di tregua allo spettatore, catapultato da una situazione ad un’altra senza tempi morti o passaggi riflessivi di sorta.

Leggi anche: Batman Begins compie 15 anni | Perché rivederlo ancora e ancora

Senza freni

tommy lee jones e jim carrey

Tommy Lee Jones e Jim Carrey

L’approccio da luna-park degli eccessi è stato utilizzato anche per la gestione dei villain, con l’eccentrica coppia formata da Due Facce e L’enigmista che ne combina di cotte e di crude: Tommy Lee Jones e soprattutto Jim Carrey vengono lasciati a briglia sciolta e – nonostante i due sul set non si sopportassero – i loro duetti ad alta dose di follia imprimono la corretta verve a due personaggi amabilmente caricaturali già nella loro base originaria. L’introduzione delle varie figure coinvolte e le dinamiche da esse scatenanti avviene in maniera rapidissima e anche la questione romantica nella love-story con la bella psicologica di Nicole Kidman segue suddette linee guida. Tra canonici flashback sull’infanzia di Bruce, invenzioni portentose e pericolose, rocambolesche rapine e salvataggi dell’ultimo minuto, l’impianto ludico si base su un divertimento scanzonato e senza fronzoli e una gestione action che punta sull’eccesso in sequenze poco verosimili ma adatte al loro scopo.

L’effetto collage da questo risultante rischia a lungo andare di creare una parziale confusione e lo scavo psicologico del supereroe ovviamente ne risente, risultandone consapevolmente castrato, così come la regia di Schumacher viaggia a corrente alternata, tra passaggi più ispirati e citazionisti ed altri involontariamente parodistici. La messa in scena, con una Gotham che guarda agli albi del passato, è affine a quella di un moderno videogioco, con scenografie “finte” ottimamente immortalate dall’efficace fotografia: non è un caso che proprio nella relativa categoria il film sia stato candidato all’Oscar, così come per il sonoro e montaggio sonoro – in tutti e tre casi senza vittoria.

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Batman Begins compie 15 anni | Perché rivederlo ancora e ancora

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batman begins

“Non è tanto chi sei, quanto quello che fai, che ti qualifica”. Una delle battute più famose di Batman Begins si pone anche metaforicamente quale mezzo per identificare il primo film di Christopher Nolan dedicato al personaggio del Cavaliere Oscuro. Il merito di un successo straordinario, destinato ad evolvere progressivamente nei due successivi capitoli, non è infatti indirizzabile esclusivamente alla fama del personaggio DC, giacché di adattamenti poco riusciti del suddetto ne ricordiamo eccome nell’era di Joel Schumacher, ma anche e soprattutto all’approccio adottato dal cineasta britannico.

Nolan, coadiuvato in fase di sceneggiatura da David S. Goyer, trova infatti uno sguardo inedito nel suo avvicinarsi ai canonici cinecomic allora contemporanei, rendendo le atmosfere dell’opera originale in una chiave pseudo-realistica fino ad allora inedita sul grande schermo. Il film usciva nelle sale nel giugno di 15 anni fa e in occasione della ricorrenza scopriamo insieme i motivi per rivederlo.

Batman Begins – Dove tutto ebbe inizio

christian bale

Christian Bale

Come ogni origin story che si rispetti, Batman Begins è un tassello fondamentale nella trilogia completa, senza la visione del quale il cerchio narrativo apparirebbe meno coeso e “pieno”. Nelle due ore e venti di visione vengono infatti forgiate le basi del protagonista, con una lunga parte iniziale dedicata proprio allo sviluppo interiore e poi fisico di Bruce Wayne, destinato col procedere degli eventi ad indossare la maschera e il mantello neri. Un percorso di formazione necessario alla catarsi e alla consapevolezza di una figura caratterizzata inizialmente più da ombre che da luci, ideale veicolo empatico per portare lo spettatore ad identificarsi nei suoi tormentati panni. Pur infatti privo dello slancio emotivo dell’episodio conclusivo, il capostipite sa come far presa sul grande pubblico tramite una genesi ragionata, che si prende i giusti tempi prima di giungere alla resa dei conti finale. Il tutto facendo affidamento su un cliffhanger abilmente orchestrato e capace di sorprendere con una sua precisa logica.

Leggi anche: The Batman: cosa sappiamo del film di Matt Reeves?

Batman Begins – Paure da affrontare

gary oldman e christian bale

Gary Oldman e Christian Bale

Batman Begins ha inoltre il pregio di introdurre carismatici elementi secondari che si riveleranno poi fondamentali nell’immediato prosieguo, dall’immancabile maggiordomo Alfred (mai prima di allora così ricco di stile) all’altrettanto imprescindibile commissario Gordon. Le pedine messe in campo trovano la giusta quadratura del cerchio e danno vita ad un contesto credibile nelle sue evoluzioni – sia introspettive che di genere – e il fattore romantico, affidato al personaggio di Rachel, non è mai pedante o retorico. Nolan, al quarto film dopo il poco visto Following (1998), l’exploit di Memento (2000) e il solido remake di Insomnia (2002), dirige con mano ferma e sicura, sfiorando l’epica in alcuni tratti e gestendo al meglio il comparto action, realizzando un blockbuster adulto e ad alto tasso spettacolare, ancor oggi in grado di competere dal punto di vista visivo e della messa in scena con i kolossal a tema odierni.

Accompagnato dall’evocativa colonna sonora del maestro Hans Zimmer, Batman Begins ha avuto il merito di attirare anche platee poco avvezze alle imprese supereroistiche proprio per via della concezione umanistica dell’Uomo Pipistrello, inedita sia nei classici burtoniani che nelle precedenti incarnazioni dalle alterne fortune. Un merito da condividere con le efficaci scelte di casting, da un Christian Bale perfettamente aderente alla rappresentazione intrapresa a comprimari e guest-star di lusso del calibro di Michael Caine, Gary Oldman, Liam Neeson, Cillian Murphy, Morgan Freeman e Ken Watanabe – alcuni destinati a ricomparire altri no – che risultano come valore aggiunto di un film che ha fatto la storia del relativo filone e non solo.

Batman Begins | Il nostro video con tante curiosità sul film e Bat-gadget unici

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Margot Robbie | 5 personaggi Marvel per cui sarebbe perfetta

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Se c’è una cosa sulla quale la maggior parte di noi è d’accordo, in relazione ai film della DC Extended Universe, è che Margot Robbie È Harley Quinn. L’energia contagiosa, la devozione appassionata e l’inconfondibile accento di Brooklyn che porta al ruolo sia in Suicide Squad che in Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn compongono il tipo di ritratto cinematografico tratto da un personaggio dei fumetti che ci capita di vedere solo di tanto in tanto. Per questo viene da interrogarsi su ciò che l’attrice potrebbe portare ai personaggi Marvel.

Naturalmente, data la sua popolarità con la gente della DC, è più che probabile che la possibilità per l’attrice due volte nominata all’Oscar di dar vita ad un personaggio Marvel nel prossimo futuro sia ormai sfumata. Tuttavia, se Laurence Fishburne può apparire in Batman v Superman: Dawn of Justice e poi recitare in Ant-Man and the Wasp due anni dopo e, di contro, Adewale Akinnuoye-Agbaje può prendere parte a Thor: The Dark World prima di interpretare Killer Croc in Suicide Squad, perché Margot Robbie non potrebbe fare lo stesso?

C’è una quantità inimmaginabile di personaggi dell’universo Marvel che deve ancora vedere la luce, e per i quali Margot Robbie sarebbe la scelta ideale. Ecco una selezione di 5 personaggi, 4 eroine e una villain: quale di questi potrebbe portare l’attrice australiana a divenire il volto, dopo DC, anche di casa Marvel?

Dazzler

Non appena entrò nel ruolo di Naomi Lapaglia in The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, fu chiaro che Margot Robbie era destinata a diventare un’icona della moda, grazie alla facilità con cui poteva perfezionare qualsiasi look. Certo, la moda non viene comunemente associata al personaggio di Dazzler, la cui capacità di creare luce dal suono le è valsa un posto tra gli X-Men e una carriera di cantante, ma il suo senso del fashion è innegabilmente iconico per il mondo dei fumetti ed è un elemento di forte modernità che l’attrice australiana potrebbe portare sul grande schermo.

Senza tralasciare il fatto che Birds of Prey ha rivelato il talento nascosto di Robbie per la canzone, il che la rende ancora più adatta per questo ruolo di mutante, nota anche per la sua prolifica carriera di cantante.

Leggi ancheThe Wolf of Wall Street, la follia dell’eccesso

Gatta Nera

A prima vista, potrebbe sembrare fuori luogo per Margot Robbie, più giovane di sei anni rispetto a Tom Holland (che sembra già molto più giovane di quanto sia), interpretare Felicia Hardy, nota per avere una seria cotta per Spider-Man. Tuttavia, la Marvel Cinematic Universe è notoriamente libera da regole e potrebbe ridefinire la risposta biondo platino della Marvel a Catwoman facendone, magari, una mentore improbabile o, meglio ancora, una collaboratrice riluttante, per la quale Peter Parker prende una sbandata, in un’intrigante inversione di ruoli.

O forse è semplicemente il momento di dare a Gatta Nera, un’eroina con un passato da scassinatrice, il suo film e quale modo migliore di scaldare il pubblico se non quello di affidare a Robbie il ruolo di protagonista?

Emma Frost

Nonostante Harley Quinn avesse già una fanbase consolidata prima di Suicide Squad, grazie a un’impressionante presentazione in Batman: The Animated Series, che ha portato poi a diverse apparizioni in fumetti classici e alla sua serie, la rappresentazione di Margot Robbie è riuscita a rielaborare questo vantaggio, infondendo un certo fascino in grado di rendere estremamente attraente il cattivo, altrimenti caratterizzato dal solo disturbo mentale.

Forse potrebbe infondere lo stesso guizzo al ruolo di Emma Frost, missione che a quanto pare non è riuscita a January Jones in X-Men – L’inizio. Conosciuta anche come la Regina Bianca, la bionda Frost è all’altezza del suo nome, con alcune abilità letteralmente glaciali, che utilizza sia contro, che, in alcuni casi, al fianco degli X-Men.

Leggi anche: Margot Robbie, 10 cose che (forse) non sapete sulla star di Suicide Squad

She-Hulk

Probabilmente non c’è anima al mondo che voglia vedere l’aspetto impeccabile di Margot Robbie alterato ulteriormente rispetto al trucco di Harley Quinn, ma la natura non ortodossa di questa semplice idea intriga a tal punto che viene spontaneo raccomandarle di interpretare un personaggio dei fumetti che nessuno avrebbe il coraggio di proporle.

Poche eroine della Marvel si comportano come Jennifer Walters, meglio conosciuta come She-Hulk. L’interprete della cugina verde e quasi altrettanto forte di Bruce Banner deve ancora essere scelta per la serie tv incentrata su di lei in arrivo su Disney + e se Robbie sarebbe perfetta per lo show, il suo aspetto e il suo talento potrebbero essere proprio ciò di cui il personaggio ha bisogno per brillare davvero.

Leggi ancheBirds of Prey | 10 cose da sapere sul film con Margot Robbie

La Donna Invisibile

In vista di una selezione di casting, per questo ruolo verrebbe spontaneo pensare a Margot Robbie, una delle più talentuose attrici di Hollywood, conosciuta anche per la sua folta chioma di capelli biondi. Se poi si pensa che la Donna Invisibile condivide con la Robbie svariati aspetti, non ultimo la passione per la recitazione, la scelta sembra quasi scontata.

Il talento di Margot Robbie nell’interpretare personaggi femminili forti e coinvolgenti, capaci di spiccare in modo energico in un cast dominato da uomini, la renderebbe una grande Susan Storm, facendo del ritorno sul grande schermo e dell’introduzione dei Fantastici Quattro nell’MCU un motivo d’orgoglio per tutti gli appassionati della prima famiglia Marvel.

Qualunque sarà il destino di questi personaggi sul grande e piccolo schermo, siamo convinti che Margot Robbie potrebbe essere un’interprete in grado di dargli lustro, con la forza e la raffinatezza a cui ci ha abituato nel tempo con le sue grandi prove d’attrice. Soltanto il tempo ci svelerà se le nostre previsioni avevano qualche fondamento.

 

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