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Maleficent 2: impazza sui social #bemaleficent, tutti a caccia delle ali di Malefica

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Dopo Los Angeles e Tokyo, le Wall Wings (ali dipinte sui muri, trend tra i giovani di tutto il mondo) arrivano anche in Italia in versione total black. Sull’ onda del trend americano, nato dell’artista di Los Angeles Colette Miller, che nel 2012 ha lanciato il suo Global Angel Wings Project, molti street artist stanno realizzando in Italia, opere simili ma con un’accezione dark, ispirati a Maleficent il villain protagonista della nota saga cinematografica Disney.

Opere interattive che vengono utilizzate dagli utenti per scattare foto e postarle sui loro social.

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Un trend già virale tra giovani e lanciato da molti influencers come Luciano Spinelli, Chiara e Angela Nasti, Rosalba, Maryna, Claudia Dionigi, Giulia Latini, Ludovica Olgiati che hanno scattato foto e nelle loro città con hashtag #BeMaleficent. Le ali di Maleficent, ognuna realizzata con tecnica e stile diverso, ad oggi sono state avvistate a Roma, Milano, Firenze, Bologna, Napoli.

Maleficent2:Signora del Male sarà nelle sale cinematografiche italiane dal 16 ottobre.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Mrs. March | Elisabeth Moss protagonista del thriller della Blumhouse

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Dopo il successo di critica e al boxoffice del film L’uomo Invisibile, l’attrice vincitrice di un Golden Globe ed Emmy Elisabeth Moss ha ufficialmente avviato la sua prossima collaborazione con la casa di produzione Blumhouse con il nuovissimo film thriller psicologico intitolato Mrs. March . Il progetto sarà basato sull’omonimo romanzo dell’autrice Virginia Feito, previsto per agosto 2021 in tutte le librerie del mondo.

Le dichiarazioni di Jason Blum su Elisabeth Moss

Dopo questa conferma, non potevano mancare le parole del fondatore della casa di produzione, Jason Blum: “Non solo Elisabeth è una delle migliori attrici della sua generazione, ma è una fan sfacciata che ama questo genere di storie ed è un’incredibile collaboratrice. Lindsey ed Elisabeth hanno un gusto impeccabile, quando ci hanno portato la signora March abbiamo colto al volo l’opportunità di lavorare con loro “.

Mrs. March seguirà la storia di una raffinata casalinga dell’Upper East Side che vede sgretolarsi tutte le certezze della sua vita, quando inizia a sospettare che l’odioso protagonista dell’ultimo romanzo bestseller del marito sia basato su di lei. L’adattamento cinematografico sarà scritto da Feito con la Moss in veste di protagonista.

Leggi anche: L’uomo invisibile | La recensione del film di Leigh Whannell

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Leggi anche: L’Uomo Invisibile | Impressioni a caldo | reggetevi forte

Le parole di Elisabeth Moss sul romanzo Mrs. March

“Ho letto il romanzo di Virginia e ne sono rimasta così affascinata che ho capito che dovevo farlo e dovevo interpretare la signora March.” ha detto la Moss. “Come personaggio, è affascinante, complessa e profondamente umana e non vedo l’ora di affondare i denti dentro di lei. Mrs. March è esattamente il tipo di progetto femminile coinvolgente e stimolante per cui la Love And Squalor Pictures è stata creata. Come azienda, siamo entusiasti di annunciare il nostro debutto come partner della Blumhouse. Avendo lavorato con Jason negli Stati Uniti e con la compagnia ne L’Uomo Invisibile, sono costantemente colpita dalla loro creatività e intelligenza. Jason Blum è una forza potente nel mondo della narrazione e sono personalmente onorato di far parte della famiglia Blumhouse”.

Il film sarà prodotto da Moss insieme a Lindsey McManus attraverso il loro banner Love and Squalor Pictures. Insieme a loro come produttori esecutivi ci sono Carla Hacken, Bea Sequeira e Jason Blum.

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Cena con delitto | in che modo il film di Rian Johnson ha cambiato il “whodunit”

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Numerose arene estive hanno scelto di rimettere in programmazione, data la mancanza di nuove uscite, il film Cena con delitto – Knives Out, giallo del 2019 scritto e diretto da Rian Johnson, già divenuto un piccolo cult, potendo contare su di un cast corale di prim’ordine che comprende Daniel Craig, Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Toni Collette, Don Johnson, Michael Shannon, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer.

Cena con delitto | whodunit postmoderno

Come in tutti i film appartenenti al genere del whodunit, anche in Cena con delitto – Knives Out la grande domanda a cui il film deve rispondere è: “Chi è l’assassino?”. Ma Rian Johnson sceglie Harlan Thrombey come nome dell’assassinato, esplicitando già il gusto postmoderno della sua operazione cinematografica. Nel nome di Thrombey, infatti, si nasconde un omaggio al librogame Who Killed Harlowe Thrombey?, edito nel 1981 all’interno della collana Choose Your Own Adventure. Accogliendo l’irriverenza come elemento indispensabile del postmoderno, Rian Johnson sceglie di stravolgere il classico dénouement alla Agatha Christie, dove tutti sono riuniti nella stessa stanza e il detective spiega per filo e per segno come sono andate le cose. Johnson fa con il giallo quello che Jordan Peele ha fatto con l’horror in Scappa – Get Out, condannando l’élite fintamente liberale americana. 

Una critica all’élite liberale

I membri della famiglia Thrombey si dicono contrari ai toni violenti utilizzati dalla destra (criticando il figlio di Walt per dei commenti apertamente razzisti sui social e ostracizzando il marito di Linda per aver votato Trump) ma sono mossi da sentimenti ugualmente deprecabili quali l’avidità e la gelosia nei confronti dei successi altrui. Mentono costantemente (come Linda, che si presenta come “imprenditrice che si è fatta da sé”, omettendo di aver ottenuto un prestito da un milione di dollari da parte del padre) e si disinteressano alla provenienza della domestica che, non essendo americana, può essere ugualmente uruguaiana, paraguaiana, brasiliana o ecuadoriana. 

Il ruolo di Ana de Armas

Proprio come in Scappa – Get Out, la vera protagonista del film (ovvero Ana de Armas) appartiene ad una minoranza etnica che viene regolarmente umiliata, oggetto di una finta integrazione che in realtà acuisce le differenze e le disparità. “Per film come War Dogs, o Knock Knock o Blade Runner le parti erano scritte per delle americane. Quando ho fatto l’audizione, hanno cambiato idea e hanno fatto in modo che la sceneggiatura funzionasse per me. Marta è stato un ruolo scritto per qualcuno di origine latina, e ciò ha aggiunto molto alla storia. Questi personaggi non esistono in genere. Certe opportunità sono davvero rare”, ha dichiarato l’attrice. 

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The Greatest Showman | perché vedere il musical su Disney+

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Continua l’ondata di film 20th Century Fox in arrivo sulla piattaforma Disney+ a seguito della recente fusione tra le due compagnie. Non fa eccezione The Greatest Showman, musical con Hugh Jackman diretto da Michael Gracey ed interpretato da un cast d’eccezione composto da Zac Efron, Michelle Williams, Zendaya e Rebecca Ferguson. Ecco perché vederlo.

Conoscere la figura di Barnum

Barnum è stato l’imprenditore che ha creato la formula del freak show. Dopo di lui molti altri circensi hanno seguito il suo esempio, andando a caccia dei personaggi più bizzarri da poter coinvolgere nella propria scuderia. Molti di loro all’epoca diventarono delle vere e proprie celebrità nell’ambiente, arrivando a guadagnare molti soldi. Altri, invece, vennero abbandonati al loro destino non appena la loro popolarità cominciò a scemare.

Leggi anche -> The Greatest Showman: intervista a Jonathan Redavid, l’unico italiano nel cast

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La bravura di Hugh Jackman

È Hugh Jackman, con la sua bravura, a tenere ogni scena, recitando, suggerendo, emozionando, soffrendo e poi ballando e cantando. Il motivo per il quale Jackman si è dimostrato subito interessato al progetto lo ha spiegato lui stesso in una intervista: “Per Barnum il successo non era semplicemente un sogno, ma una necessità” ci ha detto l’attore, “Vedeva il mondo con occhi diversi: per me è come Steve Jobs, ha cambiato il mondo dello spettacolo per sempre. Bisogna essere fieri di essere diversi, non ci si deve conformare: ciò che ti rende diverso ti rende speciale. Sono affascinato da chi ha il coraggio di vivere la vita come vuole e di percorrere nuove strade”.

L’esaltazione dell’artificio

Il reale interesse cinematografico di The Greatest Showman sta nel modo in cui esalta l’artificiosità del set e l’irrealtà degli effetti visivi (di cui si è fatto ingente uso, facendo lievitare sensibilmente il budget). Con i suoi sfondi in digitale, i suoi colori accesi e la volontà di creare un mondo sempre percepibile come irreale, esagerato e teatrale, in cui ogni dolore viene sfumato dalla passione dalla quale tutti sembrano dipendere, il film sembra costantemente ricordare allo spettatore la natura fittizia di ciò che sta vedendo. Il film è vicino a Chicago e a quell’estetica fondata sullo sfarzo, in cui la coreografia dei balli è sempre sofisticata ed elaborata, anche se tutto avviene attorno ai personaggi che non ballano. Chi ha nostalgia di quel cinema potrà trovare in The Greatest Showman molti elementi di interesse.

La colonna sonora

La colonna sonora del film ha riscosso un grande successo a livello mondiale, raggiungendo la prima posizione in molti Paesi come gli Stati Uniti, Australia, Regno Unito e Giappone. Inoltre, è arrivando in prima posizione in 77 Paesi del mondo su ITunes. La canzone This Is Me ha vinto il Golden Globe per la migliore canzone originale e ha conquistato una nomination al Critics’ Choice Movie Award per la miglior canzone e all’Oscar per la migliore canzone originale. 

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