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Christoph Waltz compie 60 anni: 10 ruoli con cui ci ha conquistato

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Quando si pensa agli attori e attrici del cinema, le celebrità sembrano essere legate soprattutto agli Stati Uniti o alla Gran Bretagna. Tuttavia molti personaggi di talento sono originari di paesi che potrebbero essere dimenticati. Un esempio è l’attore austriaco Christoph Waltz, che dopo una carriera nel cinema austriaco, ha cominciato a comparire nei film in inglese. Interpreta spesso il villain e ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista per il suo ruolo in Bastardi senza Gloria di Quentin Tarantino. La critica lo ha apprezzato molto nei film in qui è apparso. Non sorprende che Waltz sia stato nominato ben otto volte agli Academy Awards.

Nel giorno in cui compie 60 anni, 4 ottobre 2016, vogliamo ricordare dieci ruoli in cui ha confermato il suo talento.

Il crudele soldato di Bastardi Senza Gloria

Questo film di Quentin Tarantino può essere accreditato forse come il momento più alto della carriera di Waltz. Insieme a Brad Pitt l’attore è protagonista di questa storia ambientata in Francia dopo che l’invasione dei soldati tedeschi nella seconda guerra mondiale. Il New York Times ha dichiarato che “Mr. Waltz, come notato da molti critici a Cannes, possiede il film“. Questo sentimento è stato confermato dalla sua vittoria agli Oscar per il suo ruolo.

L’artista fasullo di Big Eyes

Basato sulla vita reale dei Keanes, Big Eyes racconta la storia dell’artista Margaret (interpretata da Amy Adams) osservata dal marito che approfitta miseramente del suo lavoro facendo credere al mondo di realizzare lui le sue opere. Diretto da Tim Burton, Waltz qui è protagonista di un’ affascinante trasformazione e l’evoluzione di una menzogna, e diventa un violento truffatore in modo sorprendente. La sua nomination al Golden Globe nel 2015 è ben meritata.

Il cacciatore di taglie di Django Unchained

Questa performance ha fatto guadagnare a Waltz il suo secondo Oscar come miglior attore non protagonista. Qui ha recitato con Jamie Foxx, Leonardo DiCaprio, Kerry Washington e Samuel L. Jackson sempre per la regia di Tarantino. Ha interpretato il cacciatore di taglie tedesco in questo sanguinoso e acclamato film.

Marito tradito e violento in Come l’acqua per gli elefanti

Robert Pattinson è un giovane veterinario che si unisce a un circo e si innamora della bella Marlene che è interpretata da Reese Witherspoon. Tuttavia, Waltz si mette di mezzo, come padrone crudele e marito della donna. Emotivamente instabile e possessivo Waltz ha guadagnato una nomination per la Jupiter Award come miglior attore internazionale per questo ruolo.

Padre e marito assente in Carnage

Due coppie di genitori si incontrano nella speranza di riappacificare i rispettivi figli che si sono presi a pugni, ma finiscono per litigare loro stessi diretti da Roman Polanski. Questo è uno dei pochi momenti in cui Waltz è affidabile per mostrare il suo lato più divertente ed umoristico, invece della versione drammatica. Kate Winslet, John C. Reilly e Jodie Foster si uniscono a lui in questo cast per renderlo un film pieno di talento.

Giovane in conflitto con la madre in Kopfstand

Questa è la prima performance di Waltz sul grande schermo, e si tratta di un altro film austriaco uscito nel 1981. Qui l’attore interpreta un adolescente che, dopo un conflitto con la madre, viene accusato di essere schiavo della droga e viene mandato in un manicomio. Il ruolo è svolto dal giovane Waltz con grande sensibilità e forza di carattere. Per chi fosse interessato a vedere il film in un ruolo diverso rispetto ad altri più noti, questo è un film da guardare.

Psichedelico in The Zero Theorem

Nel film diretto da Terry Gilliam Waltz interpreta il personaggio principale in questo film che mette in discussione lo scopo della vita e dell’umanità, pur rimanendo ricco di azione e suspense.

Detective in Das jüngste Gericht

Un altro film straniero, questo è un thriller sempre austriaco che è stato fatto per la televisione. Il titolo si traduce approssimativamente in Il Giudizio Universale, perché parla dei dieci comandamenti come il famoso Seven. Waltz è un investigatore, non il criminale tanto per cambiare. Per qualcuno potrebbe risultare un film sconvolgente a causa della violenza e dell’atmosfera dark.

Der alte Affe Angst

Questo film tedesco è una storia di perdono. Waltz ha un ruolo abbastanza minore ma comunque prova a rubare la scena, dimostrando il talento che ha sempre avuto.

Come uccidere il capo e vivere felici 2

La maggior parte dei film di Waltz prevedono il dramma, la criminalità, il thriller o la storia. Ma questa recente commedia dimostra che lui può far ridere o spaventare le persone per la sua versatilità.

Il cinema e la scrittura sono le compagne di viaggio di cui non posso fare a meno. Quando sono in sala, si spengono le luci e il proiettore inizia a girare, sono nella mia dimensione :)! Discepola dell' indimenticabile Nora Ephron, tra i miei registi preferiti posso menzionare Steven Spielberg, Tim Burton, Ferzan Ozpetek, Quentin Tarantino, Hitchcock e Robert Zemeckis. Oltre il cinema, l'altra mia droga? Le serie tv, lo ammetto!

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Cinema

E’ stata la mano di Dio | Paolo Sorrentino scrive e dirige un nuovo film Netflix

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E' stata la mano di Dio

Il premio Oscar® Paolo Sorrentino scriverà e dirigerà E’ stata la mano di Dio per Netflix. Il film è prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, del gruppo Fremantle, e da Paolo Sorrentino. Le riprese partiranno a breve a Napoli.

“Sono emozionato all’idea di tornare a girare a Napoli, vent’anni esatti dopo il mio primo film – dichiara Paolo Sorrentino – È stata la mano di Dio è, per la prima volta nella mia carriera, un film intimo e personale, un romanzo di formazione allegro e doloroso. Sono felice di condividere questa avventura col produttore Lorenzo Mieli, la sua The Apartment e Netflix. La sintonia con Teresa Moneo, David Kosse e Scott Stuber – di Netflix, sul significato di questo film, è stata immediata e folgorante. Mi hanno fatto sentire a casa, una condizione ideale, perché questo film, per me, significa esattamente questo: tornare a casa”.

Dichiara Lorenzo Mieli, CEO di The Apartment: “Lavorare con Paolo è sempre un immenso piacere. Farlo questa volta, per produrre un film, mi rende ancora più felice ed emozionato. Come succede sempre, quando affrontiamo un nuovo progetto insieme, Paolo mi sorprende per la capacità che ha di sparigliare le carte e di rinnovarsi. Una capacità di guardare ostinatamente avanti che ci ha fatto trovare in Netflix – protagonista assoluto dell’innovazione – il partner ideale per affrontare insieme questo nuovo, emozionante, viaggio”.

David Kosse, Vice Presidente, International Original Film di Netflix ha aggiunto: “Sono sempre stato un grande fan di Paolo Sorrentino, quindi non appena ci è stato presentato È STATA LA MANO DI DIO, abbiamo capito che volevamo collaborare con lui e Lorenzo su questo progetto. È un onore lavorare con uno dei più grandi cineasti d’Europa e portare la sua incredibile storia al mondo”.

Scott Stuber, Head of Films, Netflix afferma: “Paolo è un autore straordinario, uno dei protagonisti del cinema mondiale. Un film personale che lo riporta a Napoli, la sua città, ed è una storia scritta splendidamente con il suo stile inconfondibile. Per costruire una grande casa di produzione, servono grandi filmmaker da ogni parte del mondo, che raccontino storie in tutte le lingue. Con la maggior parte dei nostri abbonati fuori dagli Stati Uniti, sotto la guida di David, nell’ultimo anno abbiamo sviluppato la nostra iniziativa cinematografica internazionale e non vediamo l’ora di portare la storia di Paolo e molte altre a un pubblico globale”.

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Cinema

Margot Robbie | I 30 anni dell’attrice australiana

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margot robbie

Tra le attrici più richieste del momento, Margot Robbie ricalca il prototipo della bellezza classica, bionda e sexy come il ruolo che le compete nel moderno mondo dello star system hollywoodiano. Nel giro di pochi anni l’attrice australiana ha saputo costruirsi una carriera di tutto rispetto – avvantaggiata in questo dal suo prorompente fascino – nella quale è stata candidata sia agli Oscar che ai Golden Globe, in duplice occasione per entrambi e senza nessuna statuetta ottenuta.

Ma siamo sicuri che sia solo questione di tempo prima che Margot possa finalmente mettere le mani su un riconoscimento di peso, giacché l’età è tutta dalla sua parte. Sono trenta le candeline che infatti la Nostra spegne nella giornata di oggi e per l’occasione abbiamo deciso di ripercorrere i passi salienti della sua carriera.

Gli inizi

the wolf of wall street

The wolf of Wall Street

Dopo alcune esperienze televisive in produzioni australiane sbarca Oltreoceano e fa il suo debutto nella serie televisiva Pan Am, incentrata su un team di piloti e assistenti di volo. La critica boccia il progetto ma la Robbie viene considerata tra i pochi elementi positivi, tanto che solo alcuni mesi più tardi viene scelta da Richard Curtis per un ruolo nella commedia romantica Questione di tempo (2012). L’ideale biglietto da visita per il definitivo lancio, che avverrà con la partecipazione a The Wolf of Wall Street (2013) di Martin Scorsese, dove (s)veste i panni della seconda moglie del protagonista, interpretato da Leonardo DiCaprio: la critica la osanna e per il pubblico diventa una sex symbol.

Leggi anche: Margot Robbie | 5 personaggi Marvel per cui sarebbe perfetta

Il successo

harley quinn

Harley Quinn

Il cinema ormai è la sua casa natale e la troviamo in film di diversi generi e ambientazioni: dal drammatico/bellico Suite francese (2014) alla commedia Focus – Niente è come sembra (2015) – dove divide il set con Will Smith – l’attrice è sulla cresta dell’onda. Tra titoli meno conosciuti come Whiskey Tango Foxtrot (2016) e altri fallimentari come The legend of Tarzan (2016) dove interpreta la donna amata dall’eroe, viene scelta per la parte di Harley Quinn nel cinecomic DC Suicide Squad (2016): il film riceve sonore bocciature ma il suo personaggio entra nell’immaginario comune, tanto da diventare uno dei più copiati nel mondo dei cosplay. Con Tonya (2018), operazione biografica ispirata alla vita della pattinatrice Tonya Harding, riceve svariate candidature a premi importanti e si consacra sempre di più, vestendo a breve distanza i panni di un’altra figura realmente esistita, la regina Elisabetta I d’Inghilterra, nel dramma storico Maria regina di Scozia (2018).

La consacrazione e il futuro

cera una volta...a hollywood

C’era una volta…a Hollywood

Il 2019 è un anno altrettanto foriero di soddisfazioni, con la chiamata di Quentin Tarantino che la vuole per darle il ruolo della compianta Sharon Tate nel magnifico C’era una volta… a Hollywood e un altro titolo ispirato a fatti reali, il film di denuncia Bombshell – La voce dello scandalo, per il quale ottiene le sue seconde nomination a Oscar e Golden Globe.

Sarà poi di nuovo il turno di Harley Quinn, con il personaggio assoluto protagonista del cinecomic tutto al femminile, e poco considerato ai botteghini, Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn (2019) – ruolo che tornerà a vestire nel programmato The Suicide Squad (2021). Tra le altre pellicole in cantiere nella quale più la attendiamo citiamo Marian, nuova versione delle leggenda di Robin Hood, e il live-action di Barbie: d’altronde chi, più di lei, poteva interpretare la bambola più famosa al mondo?

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Cinema

Ritorno al Futuro | I 35 anni di un classico

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ritorno al futuro

Tornare nel passato per cambiare il presente e influenzare il futuro è da sempre uno dei paradossi per eccellenza del cinema di fantascienza, tramite il quale si sono dipanate teorie sempre più varie che hanno influenzato anche il mondo extra-mediatico. Certo è che il grande schermo mai aveva vissuto una così esaltante epopea a spasso nel tempo prima dell’uscita della trilogia di Ritorno al futuro, capace di portare inizialmente nel buio delle sale e poi tra le confortevoli mura domestiche un tema prima noto esclusivamente agli appassionati. Sono passati oggi trentacinque anni dall’uscita ai botteghini d’Oltreoceano, ma film d’apertura – più degli altri – è quello ad essere invecchiato meglio e a portarsi dietro quell’alone di Mito che non svanirà neanche con lo scorrere dei secoli. In occasione dell’anniversario, scopriamone i motivi del successo.

Ritorno al Futuro | Una quadra perfetta

la mitica delorean

La mitica DeLorean

La mano di Re Mida Steven Spielberg nelle vesti di produttore era, soprattutto negli anni ’80, un’assoluta certezza di successo e introiti assicurati in massa. E le atmosfere tipiche di quel decennio sono d’altronde un tratto distintivo sia del capostipite che del secondo episodio, magnificamente ibridate sia al classicismo dei fifties che all’allora futuro nuovo millennio e in grado di catalizzare al meglio l’energia avventurosa scaturente dalle dinamiche narrative.

Dinamiche che sono tutt’oggi ancora oggetto di discussione e che oltre agli ovvi sostenitori – Ritorno al futuro ha una schiera di fan che si sono tramandati il verbo di generazione in generazione – celebranti la magia della Settima Arte, hanno trovato anche diversi “detrattori” pronti a cercare il pelo nell’uovo e ad evidenziare le inesattezze scientifiche o le incongruenze relative all’andare avanti e indietro sulla sabbia della clessidra. Ciò che rimane del progetto è invece proprio la sua indole piacevolmente leggera e scacciapensieri, in grado di offrire un sano divertimento a rotta di collo magnetizzato dai due complementari e alchemici protagonisti.

Leggi anche: Ritorno al Futuro 4, un fan trailer da vedere

Ritorno al Futuro | Una storia “senza tempo”

michael j. fox e christopher lloyd

Michael J. Fox e Christopher Lloyd

E chi meglio di Michael J. Fox e Christopher Lloyd avrebbe potuto interpretare Marty McFly e Doc? In realtà il primo è subentrato in corsa, sostituendo il collega Eric Stoltz che aveva già preso parte a sei settimane di riprese: chissà se senza questo drastico cambio di rotta nelle fasi ancora primordiali il film avrebbe ottenuto la medesima, imperitura, gloria. Difficile dirlo ma è invece facile affermare come il rapporto tra i due protagonisti sia il cuore pulsante dell’intero franchise, con le gag e battute di cui sono protagonisti entrate ormai nell’immaginario comune: dal Grande Giove! (Great Scott nella versione originale) dello scienziato alle sequenze in skateboard o sul palco del suo giovane compagno di viaggio, Ritorno al futuro vive su una piacevole ciclicità e la saga trova nell’autocitarsi uno straordinario, originale, punto di forza.

Dopo l’aperto epilogo che concludeva il capostipite, gli spettatori dovettero attendere ben quattro anni per scoprire il prosieguo della vicenda: un lasso di tempo che oggi pare lunghissimo ma che ai tempi, in un periodo senza internet e potenziali spoiler a tema, esemplificava al meglio il significato del termine hype. E che sottolineava, più o meno involontariamente, l’importanza del tempo nella vita di tutti noi.

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