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Critiche per Sotto il cielo delle Hawaii, il nuovo film di Cameron Crowe

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Sotto il cielo delle Hawaii

Sotto il cielo delle Hawaii, il prossimo film diretto da Cameron Crowe ambientato nello splendido background tropicale delle Hawaii, ha già ricevuto non poche critiche. In particolare, il Media Action Network for Asian-AmericansMANAA, ha accusato il film prodotto dalla Columbia Pictures di presentare allo spettatore una versione “sbiancata” delle Hawaii, escludendo le reali popolazioni autoctone dallo schermo.

I caucasici rappresentano solo il 30 % della popolazione – sostiene Guy Aoki, co-fondatore del MANAA – ma, guardando questo film, sembrano farne parte al 99 %”. Aoki continua: “Questo accade in molti filmParadiso Amaro, 50 volte il primo bacio, Blue Crush e Pearl Harbor –  le Hawaii vengono usate come fondale esotico, e vengono escluse dallo sguardo le persone che realmente le abitano”. I reali isolani che appaiono in Sotto il Cielo delle Hawaii sono, perlopiù, senza nome – alcuni di questi sono descritti semplicemente come passanti, turisti o commensali. Come potete educare gli spettatori alla ricchezza storica delle Hawaii, usando esclusivamente persone bianche, e quindi escludendo la maggior parte della popolazione che vive lì ed ha contribuito a farne la storia?”.

La Sony non ha risposto alle accuse, perciò la querelle non è stata alimentata. Tuttavia, pare che nessuno dei membri di MANAA abbia ancora preso visione del film o dello script, e che il fulcro del racconto sia proprio lo spirito della popolazione hawaiana. L’anno scorso la 20th Century Fox ha dovuto fronteggiare critiche analoghe per Exodus – per via del fatto che gli egiziani fossero interpretati da attori bianchi. Al “dramedy” – commistione di dramma e commedia – parteciperanno Bradley Cooper nei panni di un militare e la bella Emma Stone, membro dell’Air Force che lo farà innamorare sotto il cielo delle Hawaii. Il discusso film di Cameron Crowe, uscirà nelle sale il 29 Maggio.

Il cinema è la mia più grande passione, e spogliare ogni film per arrivare all’essenza di ogni dettaglio che genera più o meno consciamente un’emozione, mi entusiasma. Dalla maraviglia dei suoi albori, agli stupefacenti effetti speciali di oggi, il cinema è una macchina che fabbrica sogni su misura per ogni spettatore ed ogni epoca. Perciò, ogni settimana entro in sala e mi faccio raccontare una favola: indosso il pigiama a righe del bambino ebreo, mi lascio invadere dalle ossessioni del filantropo miliardario con un passato misterioso, corro al fianco della ragazza che sorride davanti alle telecamere, indossa abiti di fuoco ed un paio di occhi tristi che non sanno fingere. Questa sono io, con un libro su Tim Burton e Johnny Depp che voglio pubblicare, un fiume di parole scritte ed emozioni sparse, e tanti progetti da realizzare.

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Cinema

J.K. Rowling | Le accuse di transfobia e la risposta dei colleghi di Harry Potter

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j.k. rowling

Proprio vero che negli ultimi tempi bisogna stare attenti a ciò che si dice, giacché anche la minima parola fuori posto o una semplice, innocente, battuta può diventare un pericoloso boomerang dopo che finisce prima in mani giornalistiche e poi nel tritacarne dei fan, spesso pronti a cogliere intenti discriminatori ovunque. Lo ha recentemente scoperto a proprie spese J.K. Rowling, attaccata a spada tratta sul web dagli oltranzisti del politically correct per un commento ironico postato su Twitter e relativo ad un articolo che invogliava a creare un mondo post-Covid-19 più giusto per le persone che hanno le mestruazioni.

La creatrice di Harry Potter aveva risposto in maniera sarcastica, sostenendo come esistesse una parola per definire quella determinata categoria e cioè “donne“. Una precisazione che non è piaciuta ed è stata considera razzista nei confronti delle persone trans, ancor oggi doventi fare i conti con la lotta per l’identità di genere.

J.K. Rowling | Fiumi di parole

daniel radcliffe

Daniel Radcliffe

Il caos mediatico che ne è scaturito mette ancora una volta in mostra, come nel caso di qualche anno fa coinvolgente James Gunn (anche se lì almeno i vecchi post contestati erano effettivamente controversi e di cattivo gusto), come un personaggio pubblico abbia poca convenienza ad esporsi e debba centellinare le proprie parole con la massima attenzione, soprattutto in un tweet. Per chi scrive è difficile trovare un vero motivo polemico, giacché il commento della Rowling appare volutamente ironico e da non essere preso alla lettera e non incita all’odio manco lontanamente, ma molte altre personalità dello showbiz hanno invece voluto dire la propria e criticato aspramente il suddetto, a cominciare proprio da due attori che devono alla penna della scrittrice gran parte della loro fama: stiamo parlando di Daniel Radcliffe ed Emma Watson.

Leggi anche: Harry Potter e La Maledizione dell’Erede a Broadway nel 2018

J.K. Rowling | Cause e ragioni

emma watson

Emma Watson

I due interpreti, lanciati al successo dai ruoli di Harry Potter ed Hermione Granger nella saga cinematografica tratta dai romanzi dell’iconico maghetto, hanno voluto dire la loro e si sono apertamente schierati contro la Rowling. Radcliffe, testimonial per l’organizzazione LGBT Trevor Project, ha infatti dichiarato: “Le donne transgender sono donne come tutte le altre e qualsiasi parere contrario offende la loro dignità, negando quanto sostenuto da persone che hanno molta più esperienza della Rowling e anche di me stesso“. Qualche ora più tardi si è accodata anche la Watson, mandando un messaggio di amore a tutti suoi fan transessuali.

La discesa in campo delle due popolari star e di diversi colleghi ha provocato una sorta di scuse da parte della Rowling, che sostiene di essere stata fraintesa e di come la sua netta contrarietà all’entrata in vigore di una controversa legge che permetterebbe ad uomini che dichiarano di sentirsi donne di entrare in spazi femminili sia dovuta ad un tentativo di violenza subito in gioventù. L’autrice va detto non è nuova ad esporsi sulla tematica, come quando qualche anno fa mise un like ad un post parzialmente più scomodo, e forse proprio per questo motivo la sua nuova uscita ha causato un putiferio così fuori misura.

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Coronavirus | Riverdale 4 sospeso a causa di un caso positivo

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Riverdale

Le riprese della serie tv Riverdale sono state sospese poiché un membro dello staff è stato recentemente a contatto con qualcuno che è risultato positivo al Coronavirus.

I portavoce della Warner Bros hanno dichiarato che il membro del team è costantemente controllato dai medici e che stanno lavorando a stretto contatto con le autorità e responsabili della salute a Vancouver per identificare e contattare tutte le persone che potrebbero aver avuto dei contatti diretti con lui. Ha inoltre precisato “La salute e la sicurezza dei nostri dipendenti, membri del cast e della troupe è sempre la nostra priorità. Abbiamo preso, e continueremo a farlo, le precauzioni necessarie a proteggere tutte le persone che lavorano nelle nostre produzioni in tutto il mondo. Per un eccesso di precauzione, la produzione di Riverdale è attualmente sospesa“.

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Cinema

Coronavirus | Le conseguenze dell’epidemia per Hollywood

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coronavirus

Se la sorprendente vittoria di Parasite agli Oscar, con ben quattro statuette portate a casa (le più importanti, inclusa quella di miglior film), sembrava aver acceso nuovamente i riflettori sul cinema e la cultura provenienti dal profondo est, il coronavirus ha immediatamente montato un panico su scala globale nel quale proprio le popolazioni asiatiche si trovano al cento del mirino, tra ingiustificato razzismo e isteria di massa. Ma come sta reagendo Hollywood al diffondersi dell’epidemia? La Mecca del cinema sta cercando di contenere l’impatto, sia umano che economico, di una delle moderne tragedie di questo nuovo secolo.

Le mosse delle compagnie

hollywood

La celebra scritta sulla collina di Hollywood

Sony Pictures, uscita con successo dalla cerimonia degli Academy con riconoscimenti per C’era una volta… a Hollywood (2019), Piccole donne (2019) e il cortometraggio Hair Love, ha rilasciato una nota in cui invitava i dipendenti dello studio giapponese ad evitare trasferte non previste e a seguire le regole disposte dall’organizzazione mondiale per la sanità riguardo gli spostamenti. “La diffusione del coronavirus continua a impattare sulla popolazione di tutto il mondo ed è in rapida evoluzione giorno dopo giorno” si legge in un testo estrapolato da Variety. I viaggi di lavoro da o per la regione dell’Asia sono stati rinviati, e i dipendenti devono considerare l’utilizzo di video-conferenze o altre alternative.

Anche Paramount Pictures e Universal Pictures stanno monitorando la situazione e decidendo come comportarsi col proprio staff. Universal ha vietato ai dipendenti di viaggiare in Cina, con solo alcuni casi di estrema urgenza e importanza permessi dietro l’approvazione della direzione, e la stessa procedura è stata seguita da Paramount. I membri cinesi di IMAX e di Legendary Entertainment stanno lavorando tramite conferenze via internet con i loro colleghi di New York.

Leggi anche: Kirk Douglas muore a 103 anni | Addio alla leggenda di Hollywood

La situazione in Cina

mulan

Mulan

Nel frattempo nel Paese asiatico, là dove ha avuto origine il virus, i cinema sono stati chiusi e qualsiasi produzione cinematografica è stata sospesa fino a data da destinarsi, una situazione che potrebbe aumentare notevolmente il tasso di disoccupazione. Molti progetti per il piccolo e il grande schermo, tra i quali anche l’attesa serie tv Tong Wars prodotta dal maestro Wong Kar-wai, sono stati cancellati, e diverse compagnie rischiano la bancarotta.

Li Dan, organizzatore del film-festival di Pechino, ha dichiarato “nei brevi termini l’impatto è stato brutale e la cosa peggiore è che non sappiamo quando l’epidemia avrà fine“. A pagare la situazione sono anche i kolossal hollywoodiani, che da tempo basano molto delle loro fortune sugli incassi del mercato cinese e che con tale situazione potrebbero perdere ingenti guadagni. Basti pensare alle premiere cinese di No Time to Die, nuovo film di 007, che è stata annullata proprio per la paura del possibile contagio, e al rinvio della distribuzione di titoli di peso come 1917, Jojo Rabbit e Piccole donne. Il massimo delle perdite potrebbe essere toccato da un film Disney, ossia il live-action di Mulan incentrato proprio sulla leggendaria eroina cinese, qualora le circostanze non dovessero cambiare nei prossimi mesi.

Come abbiamo visto il coronavirus, oltre alla tragica perdita di vite umane e al pericolo di diffusione su scala globale, sta colpendo anche il mondo del cinema, non solo autoctono, con conseguenze tutt’oggi imprevedibili che potrebbero causare gravi danni economici a lungo andare.

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