Connettiti a NewsCinema!
white god e1425899306971 white god e1425899306971

Cinema

Cinque film che affrontano il tema della perdita di un amico a quattro zampe

Pubblicato

:

Wamiz ha realizzato un sondaggio internazionale per capire se il dolore per la perdita di un animale domestico può essere paragonabile a quello per la perdita di un essere umano. In Italia, Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna e Polonia il famoso portale dedicato agli animali, ha intervistato più di 10000 proprietari di cani e/o gatti su questo argomento delicato e in ogni paese è emersa una realtà simile che potete leggere qui: Inchiesta Lutto WAMIZ Italia. Per questo ci è venuta l’idea di ricordare cinque film che trattano questo argomento, ovvero l’elaborazione del lutto di un amico a quattro zampe, a cui non vorremmo pensare, ma che è spesso inevitabile.

L’isola dei cani 

Fino a dove si è disposti a spingersi per recuperare il proprio cane scomparso? Il piccolo Atari Kobayashi del film di Wes Anderson, nipote del sindaco della città di Megasaki, responsabile di un decreto che bandisce tutti i cani, ruba addirittura un piccolo aeroplano per raggiungere l’Isola sulla quale gli animali sono stati trasferiti per motivi di sicurezza. La sua unica missione è quella di ritrovare il suo amato Spots. L’Isola dei Cani gioca nell’esagerare l’indolenza (solo fisica) delle persone e degli animali di cui narra e conferma ciò che forse era già chiaro dal Fantastic Mr. Fox del 2009, ovvero che l’animazione frame by frame è la maniera migliore che Wes Anderson ha a propria disposizione per inscenare le sue fiabe di ribellione, nelle quali i personaggi compiono una serie lunghissima di peripezie ma sono quasi sempre ripresi da fermi. 

isola dei cani

L’Isola dei Cani

Wendy and Lucy

Il meraviglioso film di Kelly Reichardt, fra le autrici più apprezzate del cinema indipendente americano, mette in scena il viaggio attraverso la solitudine di Wendy (Michelle Williams), giovane ragazza senza fissa dimora diretta verso l’Alaska insieme all’amata cagnetta Lucy, nella speranza di trovare un lavoro e con esso una necessaria stabilità. Fermata dalla polizia per aver rubato del cibo per cani in un supermercato, Wendy perderà di vista Lucy. Cercherà di ritrovarla con la determinazione propria di chi non ha più nulla da perdere e con l’aiuto di un generoso signore che lavora come sorvegliante. Un film dal commovente minimalismo, in cui lo spazio vuoto lasciato dall’assenza di intreccio narrativo si riempie dell’eco delle grida silenziose della protagonista. 

White God – Sinfonia per Hagen

A Budapest una disposizione di legge, per favorire l’allevamento dei cani di razza, prevede che sui bastardi venga applicata una costosa tassa statale. Per questa ragione, molti ungheresi decidono di abbandonare i propri animali nei canili. Succede questo anche ad Hagen, il cane di Lili, una giovane ragazza di 13 anni costretta a vivere con suo padre mentre la mamma è fuori per un prolungato impegno di lavoro. Il papà, che non ha alcuna voglia di farsi carico della nuova tassa, decide quindi di abbandonare Hagen in strada. Lili, sconvolta, si mette alla ricerca dell’animale. Ma la grande intuizione del film di Kornel Mundruczo sta nel mostrare questa vicenda dal punto di vista dell’animale. Mentre la sua padroncina lo cerca, infatti, Hagen sta cominciando a sperimentare il traumatico passaggio da una situazione di protezione ad un’altra in cui, insieme ad altri suoi simili, diviene oggetto di persecuzione. Distopia canina. 

wendy and lucy

Wendy and Lucy

Umberto D. 

Capolavoro del 1952 diretto da Vittorio De Sica, Umberto D. è un’evoluzione di quello stile personalissimo utilizzato dal maestro italiano già nel precedente Ladri di biciclette per mettere in scena la realtà. Tornato a casa dopo aver pranzato alla mensa dei poveri, Umberto Domenico Ferrari scopre che la sua camera è stata occupata da una coppietta a cui la padrona di casa ha subaffittato la stanza in sua assenza. Egli protesta ma la proprietaria, per tutta risposta, lo minaccia di sfratto se non paga gli arretrati. L’anziano signore, affetto da tonsillite, si fa quindi ricoverare in ospedale per risparmiare sulla pigione e per poter pagare la padrona di casa. L’unico suo amico in questa storia è il cane Flaik. Una volta dimesso dall’ospedale, però, Umberto non riuscirà a trovare l’animale e si metterà sulle sue tracce. Non più una bicicletta rubata da recuperare, ma un cane scomparso da ritrovare. Esattamente come in Ladri di biciclette, però, nel quale il destino del protagonista dipendeva dal mezzo di locomozione che gli era stato sottratto, così il destino di Umberto D. dipenderà dal suo amico a quattro zampe. 

dogcrop

Heart of a dog

Aderendo alla sua esperienza da performer multimediale, Laurie Anderson comincia dalla morte del suo amato rat terrier Lolabelle, avvenuta nel 2011, per intraprendere una ricerca personale nel suo passato, attraverso memorie dell’infanzia e diari video, con uno sguardo però sempre teso verso il futuro. Il film della Anderson è però anche un omaggio agli scrittori, musicisti e ai pensatori che l’hanno ispirata. Non un vero e proprio flusso di coscienza, ma un’opera in cui sogno e realtà si mescolano in una confessione cinematografica inclusiva e stratificata. La tenera Lolabelle diventa uno strumento di indagine su se stessi e sul mondo in cui si vive. 

Studente presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Autore di diversi articoli pubblicati su mensili locali quali Bisceglie in Diretta e Il Biscegliese e siti d’informazione online locali e non. Ha collaborato con siti di informazione videoludica, come GameBack, GamesArmy e gamempire.it. Attualmente è redattore di Bisceglie24 e gestisce il blog cinematografico Strangerthancinema.it.

Clicca per commentare

Lascia qui il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cinema

La formula della felicità | il ruolo di Sam Rockwell ispirato una persona vera

Pubblicato

:

la formula felicita newscinema compressed

 Per la serie “A volte ritornano” , a distanza di sei anni dall’uscita del film indipendente La formula della felicità diretto da Geoffrey Moore e David Posamentier è emerso un dettaglio che riguarda il ruolo del protagonista interpretato dall’attore Sam Rockwell, davvero molto interessante. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Il personaggio di Sam Rockwell ispirato a una persona vera

Il ruolo principale di Doug Varney è stato frutto di un’ispirazione dei due registi del film, i quali avevano il loro ufficio in una strada non particolarmente sicura di Hollywood. A distanza di pochi metri, vi era una farmacia (Rite Aid) nelle quali andavano abitualmente per acquistare medicinali di uso comune. Rispetto agli altri giorni, incontrarono il proprietario dell’esercizio commerciale particolarmente provato e per tanto deciso di indagare su cosa gli fosse accaduto.

Da qui iniziò per loro due il gioco del ‘E se…abitasse in una piccola città?” Entrambi i cineasti cresciuti in un piccole realtà capirono che da quella situazione avrebbero potuto ricavare qualcosa di interessante. Frasi come ” Il farmacista conosce tante cose sui suoi clienti e sicuramente sarà preoccupato anche per il lavoro, che necessita responsabilità e attenzione.” Il passo successivo, fu solo uno: scrivere la sceneggiatura su questo personaggio e realizzarne un film. Detto fatto.

Leggi anche: Fosse/Verdon, la recensione della serie tv con Michelle Williams e Sam Rockwell

Leggi anche: Sam Rockwelle e Olivia Wilde nel trailer di Better Living Through Chemistry

La sinossi de La formula della felicità

Il protagonista è Doug Varnery, un farmacista che lavora per il suocero, dal carattere particolarmente aggressivo e antipatico. Sposato con Kara, la moglie non pensa ad altro che alla sua forma fisica e allo sport. Doug padre di un ragazzo un po’ strano, un giorno si trova a dover consegnare dei medicinali a una donna, Elisabeth. Con lei inizierà per la prima volta un rapporto di amicizia fatto di medicinali ed esperimenti. Strane combinazioni tra farmaci li terranno occupati per buona parte della giornata.

Questo cambiamento giova a suo favore da un punto di vista caratteriale, visto che agli occhi di tutti risulta essere più sicuro e spavaldo rispetto a prima. Se da un lato migliore, dall’altro, questo atteggiamento insospettisce la DEA che inizia a indagare su di lui e sulla possibilità di aver creato delle droghe. In realtà il piano è un altro: uccidere il marito super ricco per poter scappare con i soldi.

Continua a leggere

Cinema

Knives Out 2 | il personaggio di Benoit Blanc verrà sviluppato nel sequel?

Pubblicato

:

knives out sequel newscinema compressed

Se sei rimasto ipnotizzato dal detective Benoit Blanc interpretato da Daniel Craig in Knives Out e hai pensato: “Spero davvero che un possibile sequel possa far luce sulle origini di questo personaggio”, toglietevelo dalla testa. Lo sceneggiatore e regista Rian Johnson, al lavoro su Knives Out 2 che vedrà Craig nuovamente nei panni di Blanc, ha detto apertamente che non indagherà sul passato dell’uomo.

Continua il mistero su Benoit Blanc in Knives Out 2

Il retroscena di Benoit Blanc rimarrà per molto tempo un mistero senza via di risoluzione. A parte una menzione disinvolta riguardo suo padre, il detective della polizia, che conosceva il patriarca Harlan Thrombey (Christopher Plummer), non sappiamo molto sul suo background. In una recente intervista con Vulture, ha spiegato perché ha deciso di prendere questa decisione:

“Ottenere piccoli dettagli allettanti è divertente. Ma a volte c’è la tendenza a scambiare il retroscena per il personaggio. In definitiva, non è così interessante. Soprattutto quando hai un omicidio misterioso, con un gran numero di sospettati e solo due ore per risolverlo. Gli immobili diventano incredibilmente preziosi. Quindi l’idea di prendere anche poche righe di dialogo per fargli parlare di dove è cresciuto alla fine non interesserebbe nessuno.”

Leggi anche: Cena con delitto | in che modo il film di Rian Johnson ha cambiato il “whodunit”

benoit newscinema compressed

Leggi anche: James Bond | i film con Daniel Craig dal peggiore al migliore

Rian Johnson e la citazione su Agatha Christie

Blanc è un ragazzo intrigante e sicuramente Johnson si è lasciato ispirato dalla grande scrittrice di gialli Agatha Christie. Nei suoi romanzi di Poirot, è un investigatore che ricopre un ruolo principale e di supporto che è attratto da un mistero dall’esterno. Non domina mai le dinamiche del personaggio, ma preferisce sedersi e osservare la situazione, raccogliendo indizi basati su battute che ascolta e informazioni che non potrebbe mai captare se si mettesse al centro dell’attenzione.

“Questo sarà un altro romanzo di Poirot”, ha detto Johnson a Vulture del suo sequel. “Sarà proprio come ha fatto Agatha Christie. È disconnesso da Knives Out. È solo un altro caso.”

Continua a leggere

Cinema

Jennifer Lawrence compie 30 anni | i suoi prossimi film

Pubblicato

:

jennifer lawrence newscinema

Oggi, sabato 15 agosto, Jennifer Lawrence compie 30 anni. La giovanissima attrice, che ha raggiunto la fama internazionale dopo aver vestito i panni di Mystica nella saga degli X-Men (2011-2019) e di Katniss Everdeen (2012-2015) nella saga di Hunger Games, è adesso una delle interpreti più richieste. Ecco in quali film la vedremo prossimamente.

Jennifer Lawrence | il film con Sorrentino

È stato probabilmente il suo ruolo nel film American Hustle a convincere Paolo Sorrentino delle qualità mimetiche della Lawrence, che per lui interpreterà al cinema Arlyne Brickman, donna realmente esistita, invischiata tra gli anni ’70 e ’80 negli ambienti mafiosi di New York e diventata successivamente informatrice dell’FBI. Il film sarà tratto dall’omonimo libro scritto dalla giornalista Teresa Carpenter (premio Pulitzer) nel 1992 sulle vicende che hanno riguardato la Brickman.

Ma guardando alla precedente filmografia di Sorrentino, che spesso ha lavorato sulla trasfigurazione cinematografica di figure realmente esistite, da Andreotti a Berlusconi, è possibile immaginare che il saggio della Carpenter servirà più come fonte di ispirazione che come testo da seguire pedissequamente per rispettare la verità storica nella trasposizione cinematografica. Jennifer Lawrence non si “limiterà” ad interpretare la “mob girl” per il film di Sorrentino, ma produrrà il lungometraggio insieme allo stesso regista e alla compagnia Wildside di Lorenzo Mieli, a dimostrazione di un convinto coinvolgimento nel progetto.

jennifer lawrence newscinema

Il sodalizio con Adam McKay

È stato il magazine Variety ad annunciare qualche mese fa che l’attrice premio Oscar sarà coinvolta nel ruolo di protagonista nel film Don’t Look Up diretto da Adam McKay per Netflix. Non è la prima volta che il regista si approccia al genere satirico, dopo aver ricevuto una nomination e una riconoscimento per il film La grande scommessa nel 2016 e ben tre nomination agli Oscar per Vice nel 2018, compresa quella per il miglior film. Confermando la veridicità della notizia, McKay ha dichiarato: “Sono così entusiasta di fare questo film con Jen Lawrence.

È quello che la gente nel 17esimo secolo chiamava ‘un atto di dinamit’”. E il fatto che Netflix veda questo film come una commedia mondiale, è una sfida ad alto livello per me e il mio team molto motivante”. Ma la Lawrence sarà la protagonista anche del film Bad Blood, scritto da Vanessa Taylor (La forma dell’acqua – The Shape of Water) e diretto ancora una volta da Adam McKay. Il progetto, tratto dal saggio di John Carreyrou, intitolato Bad Blood: Secrets and Lies in Silicon Valley, sarà prodotto dalla Legendary Entertainment e racconterà la storia vera di Elizabeth Holmes, la fondatrice della Theranos, realtà imprenditoriale specializzata in analisi del sangue che ha attirato l’attenzione di Wall Street per il suo valore economico.

Il progetto misterioso di Lila Neugebauer 

Jennifer Lawrence sarà inoltre la protagonista del primo film da regista di Lila Neugebauer, nota principalmente per il suo lavoro a teatro. Il film verrà prodotto dalla A24, celebre casa di produzione indipendente. Si tratta quindi di un “ritorno alle origini” per Jennifer Lawrence, che esordì proprio in un film indipendente sull’adolescenza (The Poker House) e ottenne la prima candidatura ai Premi Oscar con Un gelido inverno. Nel film l’attrice interpreterà una soldatessa costretta tornare a casa a causa di una grave lesione al cervello durante una missione in Afghanistan. A casa la donna dovrà riadattarsi alla sua vita e riprendersi dalla lesione.

Continua a leggere
Pubblicità

Facebook

Pubblicità

Popolari

X