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Cinema

Green Book, la conferenza stampa

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Green Book è un film che fa bene al cuore. L’amicizia nata nel 1962 tra un uomo di colore e un uomo bianco, sono al centro del film diretto da Peter Farrelly, con Viggo Mortensen e Mahershala Ali. In questi 130 minuti dove a regnare sono le tante risate e i momenti di riflessione, i due protagonisti dimostrano che il sentimento come l’amicizia, non si ferma davanti a differenze di sesso e di razza. Durante la conferenza stampa, l’attore Viggo Mortensen ha stupito l’intera platea ascoltando le domande dei giornalisti in Sala Petrassi totalmente privo di cuffiette per le traduzioni, e risposto in maniera esaustiva alle domande con un italiano a tratti maccheronico.

Questo film è tratto da una storia vera. Come hai reso tuo questo personaggio?

Quando ho letto la sceneggiatura ho capito subito che era tra le più complete che avessi mai ricevuto. Ho trovato una storia vera basata su eventi veri, che fanno ridere e piangere. Io non sono italiano ma ho lavorato con attori italo-americani davvero bravi. L’importante era non farne una caricatura. Mi ha aiutato molto avere a che fare con la famiglia Vallelunga. È stato un film davvero importante. Green Book non ti dice cosa fare, cosa pensare, cosa dire o pensare. È un viaggio che ti fa ridere, piangere e riflettere allo stesso tempo. È una storia del passato che fa riflettere sul presente.

Per la prima volta dirigerai un film. Che tipo di regista sei?

Nella mia carriera ho trovato dei grandissimi registi. Tutti hanno delle tecniche di regia diverse, ma l’importante è fare lavoro di squadra. Non voglio fingere di fare tutto, ma voglio fare questo film ed ho bisogno dell’aiuto di tutta la squadra. Infatti ho detto al mio staff che se hanno idee per il film, devono parlarmene, senza avere paura di farlo. Potrebbe sembrare una storia noiosa il viaggio di due persone in una macchina, ma con il lavoro di squadra si è trasformato in qualcosa di formidabile.

Questo è un film importante, soprattutto per gli ultimi tempi. Cosa ne pensi?

Onestamente questo film non è importante solo per questi tempi. Storie come questa, aiutano ad essere meno ignoranti. Non è un problema che riguarda solo l’Italia o l’America ma tutto il resto del mondo. La cosa peggiore è che ci sono leader politici che dovrebbero essere informati ma in realtà, spesso sono quelli più ignoranti o a volte fingono di esserlo per restare al potere. Per questo ci si chiede: ma cosa votiamo a fare, se non abbiamo voce in capitolo per cambiare le cose? Basta poco anche uno “scusa” per avere un po’ di umanità verso il prossimo. Questa è una storia che ti invita a riflettere ed è un esempio per i giovani.

Per interpretere Tony Lip hai dovuto ingrassare e parlare italiano. Che tipo di preparazione hai effettuato?

Ho preso 20kg per questo ruolo. È stato più facile ingrassare che dimagrire, in questo anno, soprattutto per la mia età. Per quanto riguarda l’italiano, è una lingua che conosco e quando sul copione era scritto di parlarci, improvvisavo. Stando a contatto con la famiglia Vallelonga ho scoperto un mix tra italiano e dialetto calabrese. D’altronde si capisce che la famiglia appartiene al sud Italia. Divertente è stato l’aneddoto al ristorante della famiglia di Tony Lip, dove il figlio del protagonista ha iniziato a portarmi portate diverse, come quattro piatti di pasta che ho dovuto mangiare per non offenderli, entrando nel mood della tipica famiglia italiana. Il cibo mi ha schiacciato, ma per me è stata una sfida. Ho anche fatto delle ricerche sulla loro famiglia.

Visto che conosci l’italiano, ti piacerebbe lavorare con un regista italiano?

Sarebbe una bella sfida. Ho fatto una volta un film con un regista francese pur non conoscendo approfonditamente la lingua. Conosco anche l’arabo. Il cinema italiano ha ottimi registi. Da quando sono qui ho conosciuto solo Tornatore, ma nonostante questo, non mi sento di fare un nome con la quale lavorare. Vedremo…

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

Cinema

E’ stata la mano di Dio | Paolo Sorrentino scrive e dirige un nuovo film Netflix

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E' stata la mano di Dio

Il premio Oscar® Paolo Sorrentino scriverà e dirigerà E’ stata la mano di Dio per Netflix. Il film è prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, del gruppo Fremantle, e da Paolo Sorrentino. Le riprese partiranno a breve a Napoli.

“Sono emozionato all’idea di tornare a girare a Napoli, vent’anni esatti dopo il mio primo film – dichiara Paolo Sorrentino – È stata la mano di Dio è, per la prima volta nella mia carriera, un film intimo e personale, un romanzo di formazione allegro e doloroso. Sono felice di condividere questa avventura col produttore Lorenzo Mieli, la sua The Apartment e Netflix. La sintonia con Teresa Moneo, David Kosse e Scott Stuber – di Netflix, sul significato di questo film, è stata immediata e folgorante. Mi hanno fatto sentire a casa, una condizione ideale, perché questo film, per me, significa esattamente questo: tornare a casa”.

Dichiara Lorenzo Mieli, CEO di The Apartment: “Lavorare con Paolo è sempre un immenso piacere. Farlo questa volta, per produrre un film, mi rende ancora più felice ed emozionato. Come succede sempre, quando affrontiamo un nuovo progetto insieme, Paolo mi sorprende per la capacità che ha di sparigliare le carte e di rinnovarsi. Una capacità di guardare ostinatamente avanti che ci ha fatto trovare in Netflix – protagonista assoluto dell’innovazione – il partner ideale per affrontare insieme questo nuovo, emozionante, viaggio”.

David Kosse, Vice Presidente, International Original Film di Netflix ha aggiunto: “Sono sempre stato un grande fan di Paolo Sorrentino, quindi non appena ci è stato presentato È STATA LA MANO DI DIO, abbiamo capito che volevamo collaborare con lui e Lorenzo su questo progetto. È un onore lavorare con uno dei più grandi cineasti d’Europa e portare la sua incredibile storia al mondo”.

Scott Stuber, Head of Films, Netflix afferma: “Paolo è un autore straordinario, uno dei protagonisti del cinema mondiale. Un film personale che lo riporta a Napoli, la sua città, ed è una storia scritta splendidamente con il suo stile inconfondibile. Per costruire una grande casa di produzione, servono grandi filmmaker da ogni parte del mondo, che raccontino storie in tutte le lingue. Con la maggior parte dei nostri abbonati fuori dagli Stati Uniti, sotto la guida di David, nell’ultimo anno abbiamo sviluppato la nostra iniziativa cinematografica internazionale e non vediamo l’ora di portare la storia di Paolo e molte altre a un pubblico globale”.

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Resistance – La voce del Silenzio | La recensione del film con Jesse Eisenberg

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resistance

Resistance – la voce del silenzio, arriva in Italia direttamente on demand su diverse piattaforme: Chili, Infinity, Rakouten, Sky primafila, the film club, apple tv, google play, TIM Vision, CG Entarteiment. Sicuramente un film da non perdere. 

Resistance | La sinossi del film

Il film racconta la vera storia di Marcel Marceu, attore, mimo e inventore del celebre passo Moonwalk, ma soprattutto un eroe nascosto che aiutò milioni di bambini a fuggire dai nazisti portandoli in Svizzera. 

Resistance | La recensione del film

Marcel rischiò la propria vita numerose volte portando i bambini ebrei in Svizzera, salvando così direttamente e indirettamente milioni di vite. Il film racconta, anche attraverso la sua arte, la vita di Marcel. Il suo amore per il teatro e per il modo in cui poteva esprimere sé stesso attraverso questo. Proprio con il suo talento e con la sua comicità, Marcel ottiene la fiducia dei bambini, portando loro quel sorriso che la guerra aveva spento.  All’inizio del film il regista presenta il protagonista agli spettatori: la passione per la recitazione, le abilità artistiche, il rapporto con la famiglia e il suo carattere che l’esperienza diretta con la guerra e con la resistenza cambierà rendendolo molto più altruista, e arrivando infine a diventare un eroe nascosto. 

Insieme a Marcel vi sono suo fratello, Emma, ovvero la donna amata da Marcel, e la sorella di quest’ultima. I quattro si uniscono alla resistenza a Lione consci del pericolo che li attende. Nonostante le possibili conseguenze non lasciano che la paura prenda il controllo. Non sono estranei al pericolo, al rischio, al dolore, alla perdita e alla sete di vendetta placata da un unico pensiero: più importante è salvare delle vite che distruggerne altre, solo salvandole si indebolirà l’esercito e l’ideologia nazista. 

Jonathan Jakubowicz predilige una regia lineare ed efficace mostrando, soprattutto nella prima parte del film, l’importanza dell’arte in un periodo buio come la guerra. Molto buona anche la fotografia. Bravissimi gli interpreti tra cui spicca Jesse Eisenberg nei panni di Marceu, in una delle sue migliori performance. Una storia vera da scoprire, da conoscere. La storia di un mimo e dei suoi compagni, uomini e donne dotati di grande coraggio, che salvarono milioni di vite.  

Resistance | Il post di QueiCinefili

 

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Resistance La vera storia di Marcel Marceau, attore e mimo famosissimo per aver inventato il passo moonwalk ma soprattutto un eroe nascosto, Marcel, infatti ha aiutato milioni di bambini ebrei a fuggire dai nazisti, portandoli in Svizzera, rischiando la propria vita. Il film racconta, anche attraverso la sua arte la vita di Marcel, il suo amore per il teatro e per il modo in cui poteva esprimere sé stesso attraverso questo. Proprio attraverso le sua abilità artistiche, Marcel ottiene la fiducia e la stima dei bambini, vedendo nei loro volti un sorriso che prima era stato spento. Insieme a Marcel vi sono suo fratello, la donna che ama e la sorella di quest’ultima. I quattro si uniscono alla resistenza consci del pericolo che li attende. Il pericolo è vicinissimo a loro ma ciò non li ferma, sono pronti a rischiare per salvare le vite dei bambini a cui era già stata strappata la famiglia e l’infanzia. Dunque, non sono estranei al rischio, al dolore, alla perdita, alla sete di vendetta placata da un unico pensiero: più importante è salvare delle vite, solo salvandole si indebolirà l’esercito e l’ideologia nazista. La regia è lineare ed efficace, molto buona anche la fotografia. Bravissimi tutti gli interpreti tra cui spicca Jesse Eisenberg in una delle sue migliori performance. Una storia vera da scoprire, da conoscere, la storia di un mimo e dei suoi compagni, uomini semplici dotati di grande coraggio, uomini e donne che salvarono milioni di bambini. Finale poetico. #resistance #marcelmarceau . . Lo avete visto ? Cosa ne pensate?

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Cinema

Venezia 77: Anna Foglietta apre e chiude il festival italiano

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anna foglietta venezia 77

L’attrice Anna Foglietta condurrà le serate di apertura e di chiusura della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2020, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia.

Anna Foglietta aprirà la 77. Mostra di Venezia nella serata di mercoledì 2 settembre 2020, sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido) in occasione della cerimonia di inaugurazione, e guiderà la cerimonia di chiusura il 12 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali della 77. Mostra.

Anna Foglietta muove i suoi primi passi nella recitazione già al liceo, che rappresenta solo l’inizio di un percorso che passa attraverso la pubblicità, il teatro, la televisione e approda infine al cinema. Arriva alla sua prima esperienza televisiva con La Squadra in cui rimane per quattro anni e a cui seguono due stagioni di Distretto di Polizia. Il primo film per il cinema è Sfiorati di Angelo Orlando e nel 2008 Solo un padredi Luca Lucini. Con il ruolo di Eva in Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno ottiene la candidatura ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento riceve il premio come miglior attrice di commedia per il 2011.

Lavora con i fratelli Vanzina in Ex-Amici come prima (2011) e in Mai stati uniti (2013), con Neri Parenti in Colpi di fulmine nel 2012. Per quest’ultimo vince il Cine Ciak d’Oro come miglior attrice comica e le Chiavi d’Oro per gli incassi.

Ritorna in televisione con L’oro di Scampia e con Ragion di Stato di Marco Pontecorvo, mentre al cinema, nel 2014, è tra i protagonisti di Confusi e felici di Massimiliano Bruno. Nello stesso anno dà sfoggio delle sue qualità da conduttrice presentando al fianco di Paolo Ruffini il premio David di Donatello.  Nel 2015 è la protagonista femminile del terzo film da regista di Edoardo Leo dal titolo Noi e la Giulia in un ruolo che le vale la nomination ai David di Donatello. Il 2015 è anche l’anno in cui gira il fortunatissimo e pluri-premiato film per la regia di Paolo Genovese (col quale Anna aveva già lavorato nel 2014 in Tutta colpa di Freud) Perfetti sconosciuti, dove è una delle protagoniste femminili: vince il Nastro d’argento speciale e riceve un’altra nomination ai David di Donatello.

Nel 2016, è protagonista della serie tv Rai tratta dall’omonimo film La mafia uccide solo d’estate. Dato il successo della serie in onda su Rai 1, prende parte anche alla seconda stagione, in onda nel 2018. Nello stesso anno la vediamo protagonista nel film Che vuoi che sia, subito dopo il quale gira altri due film sempre da protagonista: Il contagio presentato alla 74esima Mostra di Venezia e Il premio per la regia di Alessandro Gassman. Diretta nuovamente da Alessandro Gassman, il 2016 è l’anno in cui si impegna in teatro nel difficile ruolo della poetessa Alda Merini all’interno dello spettacolo La pazza della porta accanto, fortunato spettacolo che le è valso il Premio Maschere d’oro del teatro 2016.

Il 2018 la vede impegnata nelle riprese di due fortunate opere prime molto diverse tra di loro: la prima è una commedia girata a Milano di Laura Chiossone, Genitori quasi perfetti, la seconda un dramma ambientato a Napoli,Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio, presentato alla 75esima Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti, per il quale ha vinto il Nastro d’argento come miglior attrice protagonista. Durante la stagione 2018/2019 è nuovamente protagonista a teatro nello spettacolo Bella Figura di Yazmina Reza diretto da Roberto Andò, e del toccante monologo Una guerra, scritto da Michele Santeramo. Nel 2019, in occasione della 69esima edizione del Festival di Sanremo firmata da Claudio Baglioni, Anna conduce, insieme a Rocco Papaleo il DopoFestival. Lo stesso anno porta sul piccolo schermo per Rai 1 un’altra grande figura femminile, interpretando Nilde Iotti inStoria di Nilde, che raccoglie numerosi consensi raggiungendo il 16.2% di share.

Nel 2020 è interprete di due commedie cinematografiche: la prima è DNA – Decisamente Non Adatti, con la regia di Lillo e Greg, che a causa dell’emergenza COVID-19 debutta in streaming anziché nei cinema. Proprio per la sua singolare interpretazione che la vede interprete di tutte le protagoniste femminili di questo film, riceve una la candidatura ai Nastri D’Argento 2020 come migliore attrice di una commedia.

La seconda è l’atteso film di Carlo Verdone Si vive una volta sola all’interno del quale recita insieme a Max Tortora, Rocco Papaleo e lo stesso Verdone. L’uscita del film è stata sospesa a causa dell’emergenza COVID-19. Anna Foglietta è impegnata attivamente nel sociale con la onlus Every Child Is My Child, di cui è presidente, e che recentemente ha collaborato con Banco Alimentare durante l’emergenza COVID-19 a sostegno dei bambini e delle famiglie più deboli. Di prossima uscita il film di genere e opera prima Il talento del calabrone, all’interno del quale Anna è protagonista femminile al fianco di Sergio Castellitto.

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