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Il genere Comics: il grande ritorno dei supereroi sul grande schermo

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Chi non ha mai sfogliato un comic (fumetto statunitense il cui nome deriva dal tipo di formato utilizzato) o visto qualche film di supereroi? Anche se non si è un assiduo frequentatore di fumetterie o un patito del genere è impossibile non essersi mai imbattuti in qualche eroe in tuta attillata pronto a difendere il mondo (o il più delle volte l’America)!
Ma quando i supereroi hanno cominciato ad invadere la terra e in che periodo il comic ha preso piede nel mondo cinematografico?

Il filone dei fumetti statunitensi ha inizato a farsi strada sin dal suo inizio nel 1934 con la nascita della DC Comics (frutto della casa editrice di fumetti National Allied Publications). Da molti schizzi e disegni della DC sono nati personaggi memorabili come Superman (giugno 1938), Batman (maggio 1939) e Lanterna Verde (luglio 1940). Ma oltre la Dc Comics nasce succesivamente anche la sua eterna rivale: nel 1939 viene fondata da Martin Goodman, con la lungimirante mente di Walt Disney e la sua The Walt Disney Company, la Marvel Comics (conosciuta inizialmente come MC e anche come La Casa delle Idee). Con la MC viene creato un vero e proprio universo Marvel: Capitan America (luglio 1917), Hulk (maggio 1962), Thor (agosto 1962) , Spider-Man (agosto 1962), gli X-Men (aprile 1963), Iron Man (marzo 1963), Daredevil (aprile 1964), I Fantastici Quattro (giugno 1966) e molti altri sono tutti stati creati dal grande e ormai conosciutissimo fumettista Stan Lee che ha reso la Marvel una fantastica macchina di intrattenimento e ottima antagonista della DC Comics. Dopo un periodo altalenante che varia da un periodo d’oro (The Golden Age) dei comic (da fine anni ’30 a fine anni ’40) ad un periodo di grande crisi(dovuto anche a causa dello scoppio della II Guerra Mondiale) per poi riprendersi verso la fine degli anni ’50 (The Silver Age), la lotta tra le due case editrici dalla carta stampata si sposta successivamente anche sul grande schermo.

Marvel-Comics-Supereroi

Anche al cinema il primo a fare il primo passo è la DC Comics con Superman (interpretato dall’indimenticabile Christopher Reeve) nel 1978. Il film riscuote un enorme e anche un po’ inaspettato (ma certamente sperato) successo, dovuto senza dubbio agli allora fantastici effetti speciali e scene d’azione, ma anche grazie alla splendida colonna sonora firmata John Williams e a quell’idea di invincibilità ultraterrena ma comunque avvicinamento ed empatia col personaggio e la sua storia (con richiami prettamente biblici). Dopo il filone Superman (Superman II nel 1980, Superman III nel 1983 e Superman IV nel 1987) e il suo ormai confermato successo, la DC si butta nel nuovo filone di Batman nel 1989 (Batman Returns nel 1992, Batman Forever nel 1995, Batman Robin nel 1997) continuando a riscuotere incassi stratosferici. La Marvel Comics, vedendo l’ottima risposta del nuovo genere di film con supereroi, decide così di provare come la DC e fa il suo debutto negli schermi con Blade nel 1998. Il film ottiene una buona risposta e Blade successivamente diventa una trilogia ma, dopo un periodo di quasi disinteresse da parte dello spettatore per il genere comic e il dubbio di abbandonare i successivi progetti di trasposizione dai fumetti, è rischiando con gli X-Men nel 2000 e Spider-Man nel 2002 che la Marvel raggiunge il successo di incassi, superando e quasi oscurando la potenza della DC Comics sino ad allora imbattuta. Con l’avvento dei filoni Iron Man nel 2008 e Vendicatori – The  Avengers nel 2012 (che ha ottenuto i maggiori incassi per una pellicola di supereroi con ben 1.511.800.000 di dollari) la Marvel è prima incontrastata nel genere film-comic. Ma non è ancora detta l’ultima parola poiché la DC Comics ora ha in cantiere l’uscita a breve del nuovo Superman Man Of Steel e il progetto per la realizzazione di una serie di film quali Justice League, Wonder WomanThe Flash, Aquaman, Green Arrow, Lobo e Shazam.

Il genere comic riscuote così tanto successo probabilmente per una voglia di vivere in una dimensione di giovinezza e ricordi ormai lontana, forse per una voglia di sognare e di riscatto che caratterizzava quell’epoca, ma che continua ancora oggi a non abbandonarci. Abbiamo trovato per voi due curiosi tributi ai due grandi colossi comics americani, Buona Visione!

 

 DC COMICS TRIBUTE di Matthew Coleman

MARVEL COMICS TRIBUTE

Fervida comunicatrice e irrimediabile giramondo, scopre le sue prime scene dai palcoscenici teatrali alle sale di cinema, passando a passi spediti tra la triennale DASS, il master Silvio D'Amico e la magistrale CORIS. Critica da anni per lavoro e passione e accanito studio e dedizione, le storie dagli schermi sono per lei come un inseparabile strato di burro al suo pane.

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Cinema

E’ stata la mano di Dio | Paolo Sorrentino scrive e dirige un nuovo film Netflix

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E' stata la mano di Dio

Il premio Oscar® Paolo Sorrentino scriverà e dirigerà E’ stata la mano di Dio per Netflix. Il film è prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, del gruppo Fremantle, e da Paolo Sorrentino. Le riprese partiranno a breve a Napoli.

“Sono emozionato all’idea di tornare a girare a Napoli, vent’anni esatti dopo il mio primo film – dichiara Paolo Sorrentino – È stata la mano di Dio è, per la prima volta nella mia carriera, un film intimo e personale, un romanzo di formazione allegro e doloroso. Sono felice di condividere questa avventura col produttore Lorenzo Mieli, la sua The Apartment e Netflix. La sintonia con Teresa Moneo, David Kosse e Scott Stuber – di Netflix, sul significato di questo film, è stata immediata e folgorante. Mi hanno fatto sentire a casa, una condizione ideale, perché questo film, per me, significa esattamente questo: tornare a casa”.

Dichiara Lorenzo Mieli, CEO di The Apartment: “Lavorare con Paolo è sempre un immenso piacere. Farlo questa volta, per produrre un film, mi rende ancora più felice ed emozionato. Come succede sempre, quando affrontiamo un nuovo progetto insieme, Paolo mi sorprende per la capacità che ha di sparigliare le carte e di rinnovarsi. Una capacità di guardare ostinatamente avanti che ci ha fatto trovare in Netflix – protagonista assoluto dell’innovazione – il partner ideale per affrontare insieme questo nuovo, emozionante, viaggio”.

David Kosse, Vice Presidente, International Original Film di Netflix ha aggiunto: “Sono sempre stato un grande fan di Paolo Sorrentino, quindi non appena ci è stato presentato È STATA LA MANO DI DIO, abbiamo capito che volevamo collaborare con lui e Lorenzo su questo progetto. È un onore lavorare con uno dei più grandi cineasti d’Europa e portare la sua incredibile storia al mondo”.

Scott Stuber, Head of Films, Netflix afferma: “Paolo è un autore straordinario, uno dei protagonisti del cinema mondiale. Un film personale che lo riporta a Napoli, la sua città, ed è una storia scritta splendidamente con il suo stile inconfondibile. Per costruire una grande casa di produzione, servono grandi filmmaker da ogni parte del mondo, che raccontino storie in tutte le lingue. Con la maggior parte dei nostri abbonati fuori dagli Stati Uniti, sotto la guida di David, nell’ultimo anno abbiamo sviluppato la nostra iniziativa cinematografica internazionale e non vediamo l’ora di portare la storia di Paolo e molte altre a un pubblico globale”.

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Cinema

Margot Robbie | I 30 anni dell’attrice australiana

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margot robbie

Tra le attrici più richieste del momento, Margot Robbie ricalca il prototipo della bellezza classica, bionda e sexy come il ruolo che le compete nel moderno mondo dello star system hollywoodiano. Nel giro di pochi anni l’attrice australiana ha saputo costruirsi una carriera di tutto rispetto – avvantaggiata in questo dal suo prorompente fascino – nella quale è stata candidata sia agli Oscar che ai Golden Globe, in duplice occasione per entrambi e senza nessuna statuetta ottenuta.

Ma siamo sicuri che sia solo questione di tempo prima che Margot possa finalmente mettere le mani su un riconoscimento di peso, giacché l’età è tutta dalla sua parte. Sono trenta le candeline che infatti la Nostra spegne nella giornata di oggi e per l’occasione abbiamo deciso di ripercorrere i passi salienti della sua carriera.

Gli inizi

the wolf of wall street

The wolf of Wall Street

Dopo alcune esperienze televisive in produzioni australiane sbarca Oltreoceano e fa il suo debutto nella serie televisiva Pan Am, incentrata su un team di piloti e assistenti di volo. La critica boccia il progetto ma la Robbie viene considerata tra i pochi elementi positivi, tanto che solo alcuni mesi più tardi viene scelta da Richard Curtis per un ruolo nella commedia romantica Questione di tempo (2012). L’ideale biglietto da visita per il definitivo lancio, che avverrà con la partecipazione a The Wolf of Wall Street (2013) di Martin Scorsese, dove (s)veste i panni della seconda moglie del protagonista, interpretato da Leonardo DiCaprio: la critica la osanna e per il pubblico diventa una sex symbol.

Leggi anche: Margot Robbie | 5 personaggi Marvel per cui sarebbe perfetta

Il successo

harley quinn

Harley Quinn

Il cinema ormai è la sua casa natale e la troviamo in film di diversi generi e ambientazioni: dal drammatico/bellico Suite francese (2014) alla commedia Focus – Niente è come sembra (2015) – dove divide il set con Will Smith – l’attrice è sulla cresta dell’onda. Tra titoli meno conosciuti come Whiskey Tango Foxtrot (2016) e altri fallimentari come The legend of Tarzan (2016) dove interpreta la donna amata dall’eroe, viene scelta per la parte di Harley Quinn nel cinecomic DC Suicide Squad (2016): il film riceve sonore bocciature ma il suo personaggio entra nell’immaginario comune, tanto da diventare uno dei più copiati nel mondo dei cosplay. Con Tonya (2018), operazione biografica ispirata alla vita della pattinatrice Tonya Harding, riceve svariate candidature a premi importanti e si consacra sempre di più, vestendo a breve distanza i panni di un’altra figura realmente esistita, la regina Elisabetta I d’Inghilterra, nel dramma storico Maria regina di Scozia (2018).

La consacrazione e il futuro

cera una volta...a hollywood

C’era una volta…a Hollywood

Il 2019 è un anno altrettanto foriero di soddisfazioni, con la chiamata di Quentin Tarantino che la vuole per darle il ruolo della compianta Sharon Tate nel magnifico C’era una volta… a Hollywood e un altro titolo ispirato a fatti reali, il film di denuncia Bombshell – La voce dello scandalo, per il quale ottiene le sue seconde nomination a Oscar e Golden Globe.

Sarà poi di nuovo il turno di Harley Quinn, con il personaggio assoluto protagonista del cinecomic tutto al femminile, e poco considerato ai botteghini, Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn (2019) – ruolo che tornerà a vestire nel programmato The Suicide Squad (2021). Tra le altre pellicole in cantiere nella quale più la attendiamo citiamo Marian, nuova versione delle leggenda di Robin Hood, e il live-action di Barbie: d’altronde chi, più di lei, poteva interpretare la bambola più famosa al mondo?

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Cinema

Ritorno al Futuro | I 35 anni di un classico

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ritorno al futuro

Tornare nel passato per cambiare il presente e influenzare il futuro è da sempre uno dei paradossi per eccellenza del cinema di fantascienza, tramite il quale si sono dipanate teorie sempre più varie che hanno influenzato anche il mondo extra-mediatico. Certo è che il grande schermo mai aveva vissuto una così esaltante epopea a spasso nel tempo prima dell’uscita della trilogia di Ritorno al futuro, capace di portare inizialmente nel buio delle sale e poi tra le confortevoli mura domestiche un tema prima noto esclusivamente agli appassionati. Sono passati oggi trentacinque anni dall’uscita ai botteghini d’Oltreoceano, ma film d’apertura – più degli altri – è quello ad essere invecchiato meglio e a portarsi dietro quell’alone di Mito che non svanirà neanche con lo scorrere dei secoli. In occasione dell’anniversario, scopriamone i motivi del successo.

Ritorno al Futuro | Una quadra perfetta

la mitica delorean

La mitica DeLorean

La mano di Re Mida Steven Spielberg nelle vesti di produttore era, soprattutto negli anni ’80, un’assoluta certezza di successo e introiti assicurati in massa. E le atmosfere tipiche di quel decennio sono d’altronde un tratto distintivo sia del capostipite che del secondo episodio, magnificamente ibridate sia al classicismo dei fifties che all’allora futuro nuovo millennio e in grado di catalizzare al meglio l’energia avventurosa scaturente dalle dinamiche narrative.

Dinamiche che sono tutt’oggi ancora oggetto di discussione e che oltre agli ovvi sostenitori – Ritorno al futuro ha una schiera di fan che si sono tramandati il verbo di generazione in generazione – celebranti la magia della Settima Arte, hanno trovato anche diversi “detrattori” pronti a cercare il pelo nell’uovo e ad evidenziare le inesattezze scientifiche o le incongruenze relative all’andare avanti e indietro sulla sabbia della clessidra. Ciò che rimane del progetto è invece proprio la sua indole piacevolmente leggera e scacciapensieri, in grado di offrire un sano divertimento a rotta di collo magnetizzato dai due complementari e alchemici protagonisti.

Leggi anche: Ritorno al Futuro 4, un fan trailer da vedere

Ritorno al Futuro | Una storia “senza tempo”

michael j. fox e christopher lloyd

Michael J. Fox e Christopher Lloyd

E chi meglio di Michael J. Fox e Christopher Lloyd avrebbe potuto interpretare Marty McFly e Doc? In realtà il primo è subentrato in corsa, sostituendo il collega Eric Stoltz che aveva già preso parte a sei settimane di riprese: chissà se senza questo drastico cambio di rotta nelle fasi ancora primordiali il film avrebbe ottenuto la medesima, imperitura, gloria. Difficile dirlo ma è invece facile affermare come il rapporto tra i due protagonisti sia il cuore pulsante dell’intero franchise, con le gag e battute di cui sono protagonisti entrate ormai nell’immaginario comune: dal Grande Giove! (Great Scott nella versione originale) dello scienziato alle sequenze in skateboard o sul palco del suo giovane compagno di viaggio, Ritorno al futuro vive su una piacevole ciclicità e la saga trova nell’autocitarsi uno straordinario, originale, punto di forza.

Dopo l’aperto epilogo che concludeva il capostipite, gli spettatori dovettero attendere ben quattro anni per scoprire il prosieguo della vicenda: un lasso di tempo che oggi pare lunghissimo ma che ai tempi, in un periodo senza internet e potenziali spoiler a tema, esemplificava al meglio il significato del termine hype. E che sottolineava, più o meno involontariamente, l’importanza del tempo nella vita di tutti noi.

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