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Cinema

Il Primo Uomo, secondo trailer italiano

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La Universal Pictures ha pubblicato sul proprio canale Youtube il secondo trailer dell’attesissimo nuovo film di Damien Chazelle, presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, ovvero: Venezia 75.

Potete leggere la nostra recensione de Il Primo Uomo a questo link .

Il Primo Uomo: La trama ufficiale

Sulla scia del grande successo di La La Land, vincitore di sei premi Oscar, il regista premio Oscar Damien Chazelle e il protagonista Ryan Gosling tornano a lavorare insieme nel film Il Primo Uomo First Man della Universal Pictures, che narra l’avvincente storia della prima missione della NASA sulla luna, focalizzandosi sulla figura di Neil Armostrong e sui dieci anni che precedono la storica missione dell’Apollo 11.
Resoconto intimo e viscerale raccontato dal punto di vista di Armstrong, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplorerà i sacrifici e il costo – per Armstrong, per la sua famiglia e per l’intera nazione stessa – di una delle missioni più pericolose della storia. Scritto dal premio Oscar Josh Singer (Il caso Spotlight, The Post), questo epico dramma è prodotto da Wyck Godfrey e Marty Bowen (La saga di Twilight, Colpa delle stelle) per la Temple Hill Entertainment, insieme ad Isaac Klausner (Love, Simon) e a Chazelle. I produttori esecutivi sono Steven Spielberg, Isaac Klausner, Adam Merims e Josh Singer. La DreamWorks Pictures co-finanzia il film.

Il primo uomo – Ryan Gosling nel film

Il Primo Uomo: il cast

Il Primo Uomo è interpretato da Ryan Gosling, Jason Clarke, Claire Foy, Kyle Chandler, Corey Stoll, Ciaran Hinds, Christopher Abbott, Patrick Fugit, Lukas Haas. Basato sul libro di James R. Hansen, prodotto da Wyck Godfrey, Marty Bowen, Isaac Klausner,Damien Chazelle. I produttori esecutivi sono: Steven Spielberg, Isaac Klausner, Adam Merims, Josh Singer.

Il Primo Uomo (First Man) sarà nei cinema italiani dal 31 ottobre 2018. Scriveteci e fateci sapere quanto attendete il film.

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Cinema

Howard e il destino del mondo | come e perché è diventato un cult

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Era il 1973 quando George Lucas, terminata la produzione di American Graffiti, propose di adattare il fumetto dedicato al personaggio di Howard il papero. Dopo molteplici difficoltà di produzione e risposte contrastanti alle proiezioni di prova, il film venne distribuito nelle sale il 1° agosto 1986. Al suo debutto, il film si rivelò un flop sia di critica che di pubblico, ottenendo sette nomination ai Razzie Awards, vincendo nelle categorie di peggior film, peggior esordiente, peggiori effetti visivi e peggior sceneggiatura. Nonostante ciò, negli anni il film di George Lucas si è guadagnato lo stato di cult. Ecco perché.

Howard e il destino del mondo | genesi di un cult

Il personaggio di Howard il papero, pur non toccando gli eccessi di “sesso, droga e alcol” che caratterizzavano altri animali antropomorfi di quel periodo, come Fritz il gatto, rappresentò una piccola rivoluzione culturale: non solo portò la controcultura dei suoi anni nel mainstream, ma segnò anche il primo tentativo di reale autoparodia da parte del colosso editoriale di New York (poi culminato nei demenziali What The…?! a fine anni ottanta). Qual è la chiave del successo? Howard arriva sul nostro pianeta catapultato da una dimensione di paperi. Non ha alcun potere straordinario, ma è invece un vero e proprio smidollato. Eppure tutti in qualche modo si convincono che abbia effettivamente qualcosa di speciale (un papero proveniente dallo spazio deve avercelo per forza, in un contesto popolato di supereroi). Così si trova suo malgrado a vivere avventure da eroe, trascinato dal caso o da altri personaggi in imprese che vanno dal ridicolo, al surreale, all’avventuroso. Ma, ci si creda o no, Howard e il destino del mondo fu anche il primo film tratto da un fumetto Marvel pensato per essere distribuito in sala. Prima di allora, gli eroi Marvel erano già stati trasposti in versione live action, ma solamente in televisione. E forse proprio a causa del suo insuccesso commerciale i personaggi Marvel, dopo quel film, avrebbero aspettati altri dieci anni prima di cominciare a popolare le sale (se escludiamo il Punisher del 1989).

Il primo film Marvel per il cinema

La Universal affidò a Lucas un budget di 35 milioni di dollari (solo tre anni prima Il ritorno dello Jedi ne costò 32). Ma Howard e il destino del mondo nasceva spacciato per un motivo preciso: non esistevano ancora le tecnologie necessarie per rendere credibile un personaggio di quel tipo. Non si trattava di mettere in scena un personaggio praticamente muto come un Ewom, ma un papero che doveva muoversi ed essere espressivo come un umano. La Industrial Light & Magic era l’azienda leader nel campo degli effetti speciali, ma nel 1986 anche loro non erano in grado di rispondere alle esigenze del film. Così idearono un costume dentro al quale si alternarono otto nani guidati da Ed Gale (l’unico nome che compare credits) ed una maschera semi-meccanica capace di qualche abbozzata espressione. Il film, venduto come una versione live action di Fritz il gatto, si rivelò invece un film tutto sommato innocuo, nel quale i riferimenti più adulti non si amalgamavano con il tono del resto del racconto.

Un cast perfetto

Nonostante questi problemi di fondo, Howard e il destino del mondo era un film tanto convenzionale quanto realizzato con grande competenza. Lea Thompson, fra le più spigliate giovani attrici della sua generazione, azzeccò il giusto equilibrio fra simpatia, ingenuità e sensualità. Tim Robbins, allora emergente, dimostrò a tutti il suo talento comico nei ruoli del personaggio tonto ma inguaribilmente entusiasta. Jeffrey Jones riuscì persino a reggere una intera sequenza di “possessione spaziale” grazie unicamente alla sua capacità mimica e ai suoi sbalzi di voce. Howard stesso, limiti tecnici a parte, venne caratterizzato ed interpretato con la giusta dose di carisma per poter reggere il film da protagonista (la voce originale è di Chip Zien, quella italiana di Vittorio Stagni).

Il film andrà in onda lunedì 3 agosto alle ore 21.00 sul canale Iris.

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Cinema

Cobra | 5 motivi per rivedere il film con Sylvester Stallone

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Cobra è un film del 1986, diretto da George Pan Cosmatos – sebbene ci sia la diffusa convinzione che lo stesso Sylvester Stallone, interprete principale e sceneggiatore, abbia messo mano e bocca su tutte le decisioni importanti – liberamente ispirato al romanzo di Paula Gosling, Bersaglio facile. Durante le riprese tra l’attore e Brigitte Nielsen c’erano delle simpatie, che furono molto chiacchierate sul set e fuori…

Cobra | Il contributo di Sly e la performance sul set

La performance del mitico Sly è frutto di un intenso lavoro, non solo dal punto di vista fisico. L’attore avrebbe dovuto infatti interpretare il protagonista di Beverly Hills Cop, ma alla fine il ruolo andò a Eddie Murphy. Fatto sta che Stallone aveva già messo mano alla sceneggiatura, riscrivendo molte sequenze per adattarle a lui e al suo phisique du role, e nel momento in cui il progetto è saltato, quelle modifiche furono apportate in Cobra. Da qui le voci che il regista fosse solo un nome sul cartellone. Si pensi inoltre che durante le riprese non era permesso a nessuno del cast secondario e della troupe di parlare con l’attore.

Leggi anche: Sylvester Stallone, 70 anni da Rocky

Cobra | Più morti che in un videogioco

In tutto, nel corso della narrazione, vengono uccise ben 52 persone. Provate a indovinare quante per mano dello stesso Cobra… Ve lo diciamo noi: 41! Ma provate a immaginare di poter controllare voi le azioni di Cobretti – ciò è stato reso possibile dal videogioco della Ocean Software per i computer Commodore 64, ZX Spectrum e Amstrad CPC – e di combattere contro le “belve della notte”. Avreste fatto di “meglio”?

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Il poster del film

Cobra | Un cult all’epoca bistrattato

Dalle varie tagline con cui è stato pubblicizzato il film nell’ormai lontano 1986 – “Qui la legge si ferma, e comincio io.”, “La società sta allevando un nuovo tipo di criminale. Sta anche allevando un nuovo tipo di poliziotto.”, “Il crimine è una piaga… Lui è la cura.” – sembra di trovarsi davanti a un perfetto mix tra Robocop, Rambo e Callaghan. Non a caso c’è chi ha sollevato il confronto con quest’ultimo, dal quale Cobra ne esce inevitabilmente sconfitto.

Cobra | I tagli necessari a evitare la censura hanno condotto ai Razzie Awards

Non tutti lo sapranno ma Cobra è tra le pellicole che ha subito più tagli nella storia del cinema: dai circa 120 minuti iniziali, si è arrivati infine ad 84 per evitare il visto censura. Ma il risultato di una simile scelta pesò molto sul progetto. Ed è forse uno dei motivi per cui la critica lo stroncò e arrivò a ottenere ben sei candidature ai Razzie Awards, tra cui quella per il peggior film. Oggi è invece considerato un vero e proprio cult.

Leggi anche: Morto per overdose il figlio di Stallone

Cobra | La California al centro della storia di Cobretti

Uno dei motivi di interesse della pellicola è senza dubbio rappresentato dalle suggestive e riconoscibilissime location californiane, che fanno da sfonfo alle vicende. Dal porto di Los Angeles a Venice Beach, da Long Beach a Santa Clarita. Tra inseguimenti – la macchina che si vede è quella reale di Sly, una Ford Custom Mercury del 1950, di cui è stata fatta una copia per le scene più pericolose – sparatorie e attimi di relax, sarà un piacere per chi conosce la zone riconoscerne gli scenari e i punti più celebri.

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Cinema

The Space Cinema | la riapertura di tutte le sale avverrà in due fasi

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Mentre l’emergenza sanitaria inizia a concedere una sorta di tregua, la riapertura di molte attività commerciali sta ormai diventando un realtà a tutti gli effetti. E la catena The Space Cinema è pronta a seguire l’onda

La seconda catena cinematografica più grande d’Italia è pronta a riaprire tutte le sale

Per quanto riguarda le sale cinematografiche, dopo l’UCI Cinemas, anche la seconda catena più grande d’Italia, è pronta a riaprire i battenti dei suoi cinema. La riapertura totale dovrebbe infatti avvenire entro il 20 agosto – si consideri che tale processo è cominciato il 26 giugno – quando tutte le sale The Space, presenti sul territorio italiano, saranno finalmente pronte a riaccogliere i loro spettatori.

Leggi anche: Come la pandemia del Coronavirus ha influito sul cinema e sui videogames

In questa nuova ed attesa fase sono previsti due momenti ben distinti, programmati per il 14 e il 19 agosto: Beinasco, Milano Odeon, Montebello della Battaglia, Lugagnano di Sona Pradamano, Sestu, Torri di Quartesolo, Trieste, Corciano, Montesilvano, Parma Campus, Napoli, Catanzaro, Belpasso e Salerno sono nella prima tranche; alla seconda appartengono Vimercate, Firenze, Terni, Roma Moderno, Cerro Maggiore, Genova, Guidonia, Lamezia, Limena, Livorno, Nola, Quartucciu, Roma Parco De Medici, Rozzano, Surbo e Torino.

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L’ingresso di un The Space Cinema

The Space Cinema | Quali saranno i primi titoli a tornare sul grande schermo

Tra i primi titoli che torneranno a emozionare sul grande schermo ci sono Onward – Oltre la magia, l’apprezzatissimo film Disney/Pixar, Inception e Interstellar del maestro Christopher Nolan (in attesa di veder finalmente uscire Tenet, che pare arriverà prima da noi che negli Stati Uniti), Shining e Arancia Meccanica di Stanley Kubrick. La scelta degli esercenti appare alquanto evidente, si punta a riportare spettatori in sala con grandi e rinomati titoli, in modo da avere una base solida su cui contare.

Prezzo del biglietto per il ritorno in sala fissato a 4,90 euro.

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