Connettiti a NewsCinema!

Festival

Intervista a Gabriele Salvatores e Nicolai Lilin: dalla Siberia a Courmayeur

Pubblicato

:

gabriele1

Previsto in uscita per il 28 febbraio del prossimo anno, il nuovo film di Gabriele Salvatores é una nuova prima volta, come l’ha definita lui stesso. Tratto dal romanzo di Nicolai Lilin, L’Educazione Siberiana, racconta dell’infanzia di due ragazzi cresciuti da una comunità di criminali nella Transnistria, regione dell’ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. Al Courmayeur Noir in Festival, il regista e l’autore del romanzo sono venuti a presentare il trailer e a parlarci del film.

Quando ti sei fidato di lasciare il tuo romanzo nelle mani di Gabriele Salvatores?

Nicolai Lilin: Per me Gabriele era un regista importante. Io conoscevo i suoi film già quando stavo in Russia. Ho rifiutato otto proposte cinematografiche per l’adattamento del mio libro, da produttori statunitensi importanti, però nessuno si è dimostrato così profondamente convinto e così sincero e umano come Gabriele. Mi colpì perché aveva colto dalla lettura del libro, il nucleo di ciò che io ho cercato di raccontare. Il senso. Non è un libro sulla criminalità, non è un giallo, anche se le circostanze sono piene di situazioni criminali. Gabriele quando mi ha incontrato mi ha detto che per lui era un romanzo che parla di uomini che si trovano di fronte ad un cambiamento, al crollo di un vecchio mondo e all’inizio di uno nuovo. “Ci sono tradimenti, temi shakespeariani che io vorrei tirar fuori“. Io ho ringraziato Gabriele.

Che ricordo hai dei fatti che racconti nel tuo romanzo e cosa é cambiato da allora?

Nicolai Lilin: L’educazione siberiana racconta una parte della mia infanzia, e anche se molto violenta, io porto con me bei ricordi. Ho avuto una buona infanzia. Sono sopravvissuto, non sono diventato tossicodipendente, non sono diventato schiavo di un sistema. Io credo che gli uomini sono in continua evoluzione, non si fermano mai. Non siamo mai uguali, un giorno dopo l’altro viviamo un cambiamento. Siamo sempre diversi. Il mio libro, come un treno, adesso va da solo, ma é una vita separata dalla mia vita di adesso. Quello che porto nella mia memoria cambia sempre, e scopro me stesso pensando ai periodi che ho vissuto. Per il personaggio di John Malkovic, per esempio, nel romanzo, era molto importante il discorso della perdita della propria posizione, della sua autorità, attraverso il cambiamento che vive. Cambia il mondo e lui diventa un altro uomo. É una crescita una trasformazione. Io credo che sia importante raccontare qualsiasi storia attraverso le esperienze umane. Noi siamo capaci di riconoscerci nell’altro, nel dolore, nella felicità di un’altro.

Sei stato coinvolto anche nella preparazione del film?

Nicolai Lilin : Ho accettato la proposta del film perché Riccardo Tozzi, a cui sono sinceramente grato, e la sua produzione mi ha cercato, ed è venuta a parlare con me direttamente faccia a faccia. Mi dissero che erano consapevoli che non potevano raccontare la storia senza il mio aiuto. Anche per costruire i piccoli particolari, perché le storie sono fatte di piccoli particolari. Gabriele poi é riuscito a trasportare i sentimenti del libro e i temi principali, nel linguaggio cinematografico basandosi su quello che é il libro ma su una storia creata da tutti noi, gabriele, io, Rulli e Petraglia che hanno lavorato alla sceneggiatura. Quando ho visto il film mi sono sentito completamente rispecchiato.

Cosa ha aggiunto da autore Gabriele alla storia ?

Nicolai Lilin: lui è un genio nel mostrare sentimenti senza utilizzare le parole. In questo film ho visto piani di paesaggi che raccontano sentimenti ma senza uomini, senza dialoghi. Questo é un grande talento. Questo lo faceva Tolstoj in letteratura, lo faceva Cecov. I più grandi scrittori russi che sono i più grandi del mondo. Noi siamo un popolo complesso, ma nel balletto e nella letteratura siamo unici. Forse Gabriele in una vita precedente era un russo perché é riuscito a raccontare attraverso la fotografia, attraverso le scene più semplici, dei sentimenti che non si potrebbero raccontare neanche con venti pagine di dialoghi. Un film molto poetico.

Come volevi rendere cinematograficamente la Russia?

Gabriele Salvatores : il film in conferenza stampa é stato paragonato a Nirvana. Io credo sia un buon paragone, lo abbiamo detto spesso durante la preparazione. Si é trattato di ricreare un mondo. Philip K. Dick diceva che per creare un mondo devi essere sicuro che non ti crolli dopo i primi secondi. Qui tutta la storia é vera, la Russia esiste. Non é solo la Russia degli oligarchi di cui si parla tanto. É anche la Russia di Cecov, quella contadina. La Russia come alteritá. La Siberia, in particolare é percepita come un mondo altro. Questo in qualche modo volevo raccontare. Quindi mi sono rifatto più che alla cronaca contemporanea della criminalità, a quello che era il racconto della tradizione russa.

Hai detto che é un film di prime volte. Come e cosa hai dovuto adattare del tuo stile alla materia nuova?

Gabriele Salvatores : io credo che lo stile al cinema sia determinato da molte cose ma sostanzialmente dal tuo sguardo. Un regista si identifica attraverso lo sguardo che ha sulle storie che racconta, quindi mantenendo un tuo sguardo interno, la tecnica di ripresa va cambiata a seconda dei film. Almeno a me piace fare così, anche per imparare qualcosa di nuovo. In questo caso ho dovuto cambiare la tecnica che conoscevo. Io di solito giro pochi ciak ma molte inquadrature. Normalmente sono sulle 700 inquadrature a film. Questa volta con tre macchine da presa siamo arrivati a mille trecento. È veramente tanto.

É la prima volta che non lavori con “tuoi” attori, ne con attori italiani, ma la troupe al tuo fianco é quella che ti segue più o meno da sempre..

Gabriele Salvatores: per la verità è una troupe mista, italiana e lituana. Per darvi dei numeri: 105 persone sul set. Io in genere quando vado via alla fine del set saluto tutti quanti uno per uno, mi piace farlo. In questo caso è stato impossibile. Ci sono delle persone che hanno lavorato in questo film che non ho mai incontrato. Mi fa piacere che lo sottolinei perché questo non è per certi versi un film italiano, non ha attori italiani, non è una storia italiana, é girato in una lingua che non è l’italiano, però quelli che lo hanno fatto fisicamente sono italiani. Allora siamo capaci di fare cose che magari non facciamo molto nel cinema italiano, non per colpa di chi lo fa ma forse in parte di chi lo produce, che ha un po’ più di paura. È anche la prima volta che lavoro con una produzione che non é mia.

Questo film é anche un modo per staccare un po’ dal tuo paese?

Gabriele Salvatores: motivi per staccare dal mio paese in questo preciso momento storico ce ne sono tanti. Ma non era questo il motivo. Il motivo é più inconscio ed è il fatto che forse era il momento di diventare adulti, di uscire dal guscio di protezione di certe cose e provare a fare una cosa che avevo paura di fare.

Cosa impedisce al nostro cinema di raccontare una storia che faccia un analisi tra il nostro passato e il nostro presente?

Gabriele Salvatores: quello che frena come sempre é la paura. È ovvio che se tu fai una commedia in questo momento é facile avere successo, e costa meno. È vero che ci auto-censuriamo anche, specie da parte degli autori.
Ma la storia dell’Italia oggi, é molto difficile da raccontare secondo me perché non é cinematografica. Non ha il respiro del grande schermo, é roba piccola, non é emozionante. Non so se attraverso il racconto della realtà piatta riesci a capire il paese. Si riesce di più guardando Reporter, e andando in rete. Il grande potere del cinema é rievocare fantasmi. E noi abbiamo un po’ paura di questo forse.

Enhanced by Zemanta

Cinema

Venezia 77 | tanti italiani in programma, da Rosi a Susanna Nicchiarelli

Pubblicato

:

miss marx newscinema

Saranno numerosi i film italiani che comporranno il programma (atipico e poco “glamour”, a causa dell’assenza delle grandi produzioni nordamericane) della 77esima Mostra internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia. Tra i titoli più attesi c’è sicuramente Notturno, il nuovo documentario di Gianfranco Rosi, già Leone d’oro nel 2013 con Sacro GRA e Orso d’Oro nel 2016 con Fuocoammare

Venezia 77 | il Notturno di Gianfranco Rosi

Gianfranco Rosi, che ha trascorso gli ultimi tre anni sui confini fra Siria, Iraq, Kurdistan e Libano, tornerà a Venezia con l’atteso Notturno (un film che tutti i festival del mondo si contendevano e che sarà anche l’unica opera italiana al Toronto Film Festival). “È un film ambientato in Siria. Ma non vedrete nemmeno una scena di guerra e di morte”. È così che lo ha annunciato in conferenza stampa Alberto Barbera, Direttore della Mostra.

Rosi in questi anni ha raccontato l’emarginazione ai confini di Roma (Sacro GRA) e il dramma dei naufragi a Lampedusa (Fuocoammare), sempre adottando uno sguardo “nuovo” e diverso sugli eventi, allo stesso tempo lirico e indagatore della materia (intesa anche nel suo senso organico) umana. Il nuovo film, attraverso incontri e immagini, metterà in scena la quotidianità messa in discussione dalle guerre civili, dittature feroci, dalle invasioni e dalle ingerenze straniere. La guerra, come specificato da Barbera, non appare direttamente: la comprendiamo attraverso i canti luttuosi delle madri, nei balbettii di bambini feriti per sempre.

Leggi anche -> Venezia 77 | Il programma ufficiale dell’edizione influenzata dalla pandemia

Un festival a trazione italiana

Ma in Concorso a Venezia spiccano anche due opere al femminile (in un’edizione che vede otto film diretti da donne in concorso): Miss Marx di Susanna Nicchiarelli e Le sorelle Macaluso di Emma Dante. Se il primo, sulla figlia di Karl Marx, racconta le contraddizioni e la lotta di un personaggio che si spende in prima persona per l’emancipazione femminile, il secondo tratteggia i legami famigliari di cinque donne appartenenti a generazioni diverse e apparentemente inconciliabili.

Il tema della guerra torna in uno dei documentari italiani fuori concorso, Guerra e pace di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, riflessione per immagini sulla lunga relazione tra cinema e guerra, di filmati dei pionieri del cinema nel 1911, al momento dell’invasione italiana in Libia, fino alla digitalizzazione del conflitto. La grande piaga del nostro presente, il Covid-19, sarà invece al centro di Molecole di Andrea Segre, girato a Venezia e scelto per la pre-apertura del festival. Segre ci parla della pandemia attraverso il racconto dello svuotamento del capoluogo veneto e di questi mesi sospesi.

Le sezioni parallele

Ambientato nel nord-est anche Non odiare di Mauro Mancini, presente alle Giornate degli Autori, che pone il suo sguardo sul mondo delle frange neonaziste attraverso il personaggio di un chirurgo di origine ebraiche interpretato da Alessandro Gassman. Sempre alle Giornate degli Autori, Giorgio Diritti (presto “nuovamente” al cinema con Volevo nascondermi) presenterà un cortometraggio dal titolo Zombie, che avrà come tema l’alienazione parentale. 

Continua a leggere

Cinema

Venezia 77 | Due nuovi film Fuori Concorso, c’è anche Pedro Almodovar

Pubblicato

:

venezia almodovar

La Biennale di Venezia ha il piacere di annunciare due film che si aggiungono, Fuori concorso, al programma della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera, in programma dal 2 al 12 settembre 2020 al Lido di Venezia.

Si tratta del nuovo film di Pedro Almodóvar, girato e montato a tempo di record subito dopo la fine del confinamento – The Human Voice tratto da Jean Cocteau e interpretato da Tilda Swinton – e di un film hollywoodiano che rafforza la rappresentanza americana alla Mostra, One Night in Miami del premio Oscar Regina King, una recente acquisizione di Amazon.

Dichiara Pedro Almodóvar: “Sono entusiasta di tornare a Venezia in questo anno speciale, con il Covid 19 come involontario ospite. Tutto sarà differente, e non vedo l’ora di scoprirlo di persona. E’ un onore affiancare Tilda in un anno in cui riceverà un premio meritatissimo. Per la verità, The Human Voice è un festival di Tilda, una rassegna dei suoi infiniti e assortiti registri come attrice. E’ stato uno spettacolo dirigerla.”

E’ uno straordinario piacere e un grande onore – dichiara il direttore della Mostra, Alberto Barberaaccogliere nuovamente Pedro Almodóvar a Venezia, un anno dopo avergli assegnato il Leone d’Oro alla Carriera, con il suo nuovo film tratto da La voce umana di Jean Cocteau e interpretato da Tilda Swinton, il Leone d’Oro alla carriera di quest’anno. E’ una circostanza eccezionale, in un anno fuori dell’ordinario: il modo più bello per celebrare insieme il desidero di tornare al cinema in compagnia di uno dei più grandi registi contemporanei”.

Leggi anche: Le misure anti-Covid di Venezia 77

La regista di One Night in Miami, Regina King, dice: “Mi sono data un pizzicotto quando ho saputo di essere stata selezionata per la Mostra di Venezia, un festival così prestigioso. Felice di annunciare un’altra tappa nel viaggio di questo film”.  “Il film di Regina King – afferma Barbera su One Night in Miami – non potrebbe essere più in sintonia con gli avvenimenti degli ultimi mesi e la necessità di combattere ogni forma di razzismo che ancora alligna nelle nostre società. Siamo felici che Venezia possa contribuire a far conoscere un film importante per i suoi contenuti e la conferma del talento di una grande attrice al suo debutto come regista”.

The Human Voice di Pedro Almodóvar

The Human Voice (30’) è un libero adattamento dell’originale pièce teatrale di  Jean Cocteau, su cui Pedro Almodóvar ha sognato per decenni. Racconta la storia di una donna disperata (Tilda Swinton), che aspetta la telefonata dell’amato che l’ha appena abbandonata. Si tratta del primo film in inglese di Pedro Almodóvar. El Deseo ha prodotto The Human Voice, con José Luis Alcaine direttore della fotografia e Alberto Iglesias compositore.

One Night in Miami di Regina King

Ambientato durante la notte del 25 febbraio 1964, One Night in Miami racconta la storia del giovane Cassius Clay, in seguito noto col nome di Muhammad Ali, nel momento in cui diventa il nuovo campione dei pesi massimi al Miami Beach Convention Center. Contro ogni aspettativa, Clay sconfigge Sonny Liston con la sorpresa di tutto il mondo sportivo. Mentre una grande folla si raduna a Miami Beach per festeggiare la vittoria, Clay, che non può restare sull’isola a causa delle leggi di Jim Crow sulla segregazione razziale, trascorre la nottata all’Hampton House Motel in uno storico quartiere nero di Miami. Qui Clay celebra la vittoria assieme a tre dei suoi amici più stretti: l’attivista Malcom X, il cantante Sam Cooke e la star del football americano Jim Brown. La mattina seguente, i quattro sono determinati come non mai a costruire un mondo nuovo per se stessi e per la loro comunità. In One Night in Miami, lo sceneggiatore Kemp Powers esplora cosa è accaduto quella notte, soffermandosi sul rapporto tra i quattro, sulla loro amicizia e sulle battaglie che li accomunavano, aspetti che li avrebbero portati a diventare quelle icone dei diritti civili che sono oggi.

One Night in Miami è diretto da Regina King. Sceneggiatura: Kemp Powers. Produttori: Jess Wu Calder, Keith Calder e Jody Klein. Produttori esecutivi: Regina King, Kemp Powers, Paul Davis e Chris Harding

 

Continua a leggere

Cinema

Venezia 77: tutte le misure anti Covid-19 previste al festival

Pubblicato

:

unnamed

La Biennale di Venezia sta seguendo con la massima attenzione l’evoluzione dell’emergenza sanitaria per il coronavirus attualmente in atto e sta elaborando, in accordo con gli organi di controllo nazionali e regionali,  un piano di sicurezza anti covid-19 da attuare per l’organizzazione della 77^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (qui puoi vedere il programma ufficiale di Venezia 77)

Venezia 77 | Le principali misure Anti Covid-19

Controllo della temperatura corporea 

All’area della Mostra del Cinema si accederà attraverso i consueti 7 varchi stradali / lagunari che saranno attrezzati con sistemi di rilevazione della temperatura dei partecipanti che a vario titolo accederanno all’area di Mostra. Non sarà consentito  l’accesso in caso di temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. 

Ulteriori sistemi di controllo della temperatura saranno inoltre collocati all’ingresso delle sale cinematografiche del Lido non incluse nell’area della Mostra quali: Palabiennale, Astra e nuova Arena all’aperto. 

Igienizzazione delle mani

Sanificanti liquidi e gel saranno disponibili per il pubblico in tutte le aree (sale cinematografiche, ingressi e hall, meeting points, ecc.)

Distanziamento sociale nelle sale

Sarà effettuata la riduzione dei posti disponibili applicando in tutte le sale l’alternanza del posto a sedere  

Distanziamento sociale per tutte le attività

Un protocollo di salvaguardia del distanziamento sociale sarà messo in atto per tutte le attività con sedie numerate e accesso ridotto alle aree interne. Sul red carpet i fotografi saranno  distanziati in accordo con i protocolli.

Mascherine obbligatorie

Le mascherine dovranno essere utilizzate in tutte le aree esterne quando il distanziamento non è possibile o difficoltoso da attuare. La mascherine dovranno essere indossate mentre si accede alle sale, mentre si è in fila, e – ad oggi    fino al momento in cui ci si siede.

Biglietteria online

La biglietteria sarà esclusivamente online, in modo da evitare code. 

Tracciamento di tutti i partecipanti 

Tutti i partecipanti – accreditati alla Mostra, possessori di pass, biglietti e abbonamenti – saranno tracciati mentre accedono alle sale o alle altre aree funzionali all’interno degli edifici. 

Riduzione dei materiali stampati

La maggior parte delle informazioni concernenti la Mostra sarà data al pubblico in formato elettronico, riducendo la distribuzione dei materiali stampati. 

Presenza nell’area delle autorità sanitarie

L’area della Mostra avrà, come sempre, un servizio di pronto soccorso organizzato dalle locali autorità sanitarie a disposizione del pubblico, come per le passate edizioni, per tutte le azioni ritenute necessarie.

Assistenza speciale alle delegazioni e agli attori

Le delegazioni dei film saranno assistite per le loro necessità, i trasporti saranno organizzati ad hoc per evitare assembramenti, sarà garantita assistenza per accesso ai servizi sanitari qualora necessaria. 

Continua a leggere
Pubblicità

Facebook

Pubblicità

Popolari

X