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La 10 migliori star dei film d’azione

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Il film d’azione è diventato un fiore all’occhiello nel mondo di Hollywood, arrivando al risultato attuale dopo aver lavorato per raggiungere l’eccellenza dagli anni ’70 e ’80. Nel corso degli anni abbiamo imparato a definire la grandezza delle star del cinema d’azione attraverso i titoli secondo cui il film è basato o attraverso il successo Blockbuster rispetto ad altre pellicole concorrenti. Dopo essermi consultata con esperti del settore e magari davanti ad una birra, sono fiduciosa che questa classifica delle più grandi star del cinema d’azione di tutti i tempi sia una rappresentazione veritiera e accurata. Se non siete d’accordo o pensate che ci sia qualcuno al posto di un altro commentate l’articolo!

  1. TOM CRUISE

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La carriera di Tom Cruise è cambiata radicalmente nel corso degli anni. Partendo come un rubacuori per poi andare verso ruoli drammatici di grande rilievo e Oscar, Cruise ha trovato uno spazio ideale nella sua carriera ormai già ben avviata, rispetto ad altri suoi colleghi, trasformandosi  in una star d’azione molto affidabile. Che si tratti di film come Edge of Tomorrow, Oblivion, Jack Reacher o Collateral, Cruise non ha mai avuto paura di fare l’eroe, o anche il cattivo. Ammettiamo però che il vero Cruise d’azione è Ethan Hunt nel franchising di Mission:Impossible senza controfigura anche nelle scene più pericolose. Inevitabile inserirlo in questa lista.

  1. JACKIE CHAN

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Chan ha una carriera che ha attraversato ben quattro decenni, duranti i quali ha riscosso successo non solo in Cina. I suoi film come Drunken Master e Terremoto nel Bronx sono diventati famosi negli Stati Uniti. Jackie Chan si è messo in linea per ottenere una forma fisica degna di nota, in modo tale da offrire incredibili sequenze d’azione. Mentre si avvicina un’epoca in cui la maggior parte degli attori vanno in pensione, Chan non mostra alcun segno di rallentamento.

  1. BRUCE WILLIS

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Bruce Willis è entrato in quella fase della sua carriera in cui si trovano già alcuni suoi colleghi come John Travolta e Nicolas Cage. Willis inizialmente ha fatto dei film mediocri, che forse non meritano neanche di essere ricordati. Ma la vera svolta di Willis è il personaggio iconico di John McClane nella saga Die Hard. Ad onor del vero hanno contribuito anche altri film come Armageddon, L’ultima alba e L’Ultimo Boyscout tra i suoi film più drammatici e comici.

  1. MEL GIBSON

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Il ragazzo che ha incarnato l’action con Mad Max e il franchising di Arma Letale è anche il regista premio Oscar che ci ha portato il capolavoro di Braveheart, senza dubbio il miglior film d’azione epico. Gibson ha anche fatto numerosi classici di azione in maniera autonoma come Maverick, , Payback, Ransom e The Patriot. Speriamo che prossimamente riesca ad ottenere un ruolo maggiore rispetto ai suoi recenti cammei in Machete Kills e I mercenari 3 riuscendo così a mantenere il suo stato su questa lista.

  1. STEVE MC QUEEN

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A partire con The Blob e poi con I Magnifici Sette, La Grande Fuga, Bullet e altri, Steve McQueen è uno degli archetipi dell’eroe d’azione cinematografico. Non importa se si tratta di film di guerra, western, thriller o poliziesco, McQueen ha incarnato l’uomo invidiato e venerato dagli altri uomini, sperando di avvicinarsi al suo fascino e bravura, e l’uomo con il quale tutte le donne voleva stare. Un amante delle macchine, McQueen ha anche recitato in film con scene iconiche di corsa come Le Mans e The Getaway. Un tuttofare, McQueen è un modello per molti protagonisti di questa lista.

  1. HARRISON FORD

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Parlando di Harrison Ford potremmo citare film come Il Fuggitivo, Blade Runner, Air Force One, o Giochi di potere per giustificare il suo posizionamento in questa lista, ma basterebbero solo due esempi: Han Solo e Indiana Jones. Entrambi i personaggi creati da George Lucas sono diventati alcune tra le creazioni più iconiche del cinema di tutti i tempi. Ford per quanto abbia lavorato costantemente negli ultimi anni, le soddisfazioni più grandi le ha avute proprio dalle interpretazione dei due film precedenti. Il suo ritorno a Star Wars questo dicembre ha significato un grande ritorno sul grande schermo per la gioia dei fans.

  1. BRUCE LEE

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Bruce Lee purtroppo è morto troppo giovane, ma ci ha lasciato con un corpo che crea invidia e rivalità con molte star di Hollywood. Abilità nelle arti marziali e la scalata al successo nella sua nativa Cina, Bruce Lee è leggenda e ha garantito alcuni film biografici della sua vita veramente classici. I motivi che giustificano il suo posizionamento vanno dalla lotta con Chuck Norris in L’urlo di Chen nel quale terrorizza anche l’occidente e nella lotta a specchio in Enter the Dragon con tanto di tuta che ha ispirato in seguito Kill Bill in Game of Death.

  1. ARNOLD SCHWARZENEGGER

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Arnold non ha davvero fatto molti sequel nella sua carriera al di fuori del franchise di Terminator, ma il suo terzo posto è dovuto a vari ruoli. Da Predator a Red Heat, a Commando fino a True Lies, Schwarzenegger ha incarnato la star d’azione degli anni ’80. Anche nei suoi film comici, come un Poliziotto alle elementari e Last Action Hero ci sono state le maggiori sparatorie ed esplosioni di sempre. Non è possibile vedere Arnold Schwarzenegger non assumere un ruolo da duro in un film.

  1. CLINT EASTWOOD

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Potrebbe essere stato l’uomo senza nome sullo schermo, ma fuori sappiamo tutti chi è Clint Eastwood. Molto prima che la sua carriera iniziasse dietro la macchina da presa, Eastwood era Josey Wales e Dirty Harry. Dal suo primo protagonista in film come Fuga da Alcatraz e Il guanto di sfida attraverso i suoi anni in film come Potere assoluto e True Crime, Eastwood e la sua voce sono un marchio di fabbrica.

1.   SYLVESTER STALLONE

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Da Rocky a Rambo attraverso The Expendables, Sylvester Stallone è stato il modello per la moderna star d’azione. Ha fatto film come Tango & Cash, di  fantascienza Demolition Man, il thriller poliziesco Cobra, il braccio di ferro epico in Over the top, il campione d’incassi Cliffhanger, e Flicks assassino grintoso in Assansins e La vendetta di Carter . Attraverso tutto questo, e ultimamente con l’assunzione di un ruolo di supporto in Creed, è tornato nel cuore di tutti. Stallone merita senza dubbio il primo posto in questa lista.

Fonte: Joblo

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Coronavirus | I segnali incoraggianti sull’epidemia

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In questo periodo buio, dove l’attuale situazione in cui si trova il nostro Paese ha portato alla chiusura di attività ricreative, culturali e di svago, incluse le nostre amate sale cinematografiche, esuliamo per un momento dall’ambito filmico e cerchiamo di guardare avanti sulla possibile evoluzione del contagio, in questo caso riepilogando le notizie più positive riguardo al coronavirus.

Senza voler minimizzare in nessun modo l’epidemia e le restrizioni prese a riguardo, approfondiamo alcuni eventi che potrebbero portare, il condizionale è più che d’obbligo, ad un cambiamento progressivamente in meglio.

Il vaccino per il coronavirus è vicino?

scienziati al lavoro per il vaccino 1

Scienziati al lavoro per il vaccino

Da tempo si rincorrono le voci sulla scoperta di un vaccino che possa finalmente debellare il morbo, ma ad oggi ancora nessuno è riuscito a sviluppare un antidoto efficace. La nota positiva è che la globalità del fenomeno ha messo al lavoro gli scienziati in ogni angolo del mondo e amplificato la collaborazione tra i vari centri di ricerca. Le ultime voci vedono Israele quale la nazione più vicina all’effettiva soluzione, ma al momento un vaccino è stato sì ottenuto ma per ciò che concerne la bronchite infettiva, un ceppo del coronavirus che si diffonde tra il pollame: sembrerebbe una battuta fuori luogo, ma in realtà è una delle basi da cui si può partire per creare un prodotto che abbia il medesimo risultato sull’uomo.

Colleghi del laboratorio della University of Queensland di Brisbane, in Australia, avrebbero anch’essi sviluppato un vaccino, con i test che inizieranno nei prossimi mesi, mentre studiosi del Massachusetts Moderna hanno già realizzato un vaccino sperimentale la cui sperimentazione non avrà però inizio prima di maggio. Pur se non in tempi rapidi e immediati, l’impegno degli scienziati garantisce prima o poi l’arrivo di una cura.

Leggi anche: Coronavirus | Le conseguenze dell’epidemia per Hollywood 

A Shanghai riapre il Disney Resort

La situazione in Cina, con ogni cautela del caso, pare in netto miglioramento, con un cospicuo calo dei contagiati registrato negli ultimi giorni. Una diminuzione che ha spinto i gestori del Disney Resort di Shanghai, un parco divertimenti a tema Topolino & Co., a riaprire parzialmente, pur con numerose e comprensibili limitazioni. Soltanto alcune attrazioni infatti sono visitabili dal pubblico, il quale dovrà entrare in numero limitato ed esclusivamente in determinati orari per evitare la nascita di un nuovo focolaio. Questo non è certo il momento di divertirsi ma il segnale è comunque indicatore di ottimismo: se nella nazione maggiormente colpita dal coronavirus iniziano a riprendere alcune attività, il peggio potrebbe essere alle spalle.

Coronavirus | anche gli anziani possono guarire

xi jinping in visita ad un centro di ricerca

Xi Jinping in visita ad un centro di ricerca

Come è tragicamente noto, il virus colpisce particolarmente la popolazione anziana che, per basse difese immunitarie o patologie di altro tipo, tende ad essere un terreno più fertile per il morbo. Ciò nonostante molte persone di una certa età vittime del contagio sono perfettamente guarite, come dimostra l’emblematico caso di Zhou, un arzillo nonno cinese di 101 anni che, dopo aver trascorso la quarantena in un ospedale di Wuhan, è tornato a casa per prendersi, parole sue, cura della moglie novantaduenne. Il più vecchio paziente ad oggi confermato che ha sconfitto il morbo: chi meglio di lui può fungere a simbolo di speranza per il mondo intero?

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Cinema

Shutter Island compie 10 anni | 5 motivi per rivedere il film di Scorsese

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Il 17 febbraio 2010 usciva nelle sale americane una delle opere più sottovalutate e atipiche nella carriera di Martin Scorsese, pronto a cimentarsi in un thriller dai toni mystery ricco di colpi di scena e poggiante su un’atmosfera plumbea e tenebrosa ricca di grande fascino.

Il film, trasposizione del romanzo L’isola della paura del celebrato scrittore Dennis Lehane (dalle cui opere sono stati tratti altri cult quali Mystic River e Gone Baby Gone), ha incassato nel mondo quasi trecento milioni di dollari ed è stato inserito dal National Board of Review americano tra i dieci migliori titoli dell’anno. In occasione della ricorrenza e invitandovi alla revisione o alla scoperta di Shutter Island, analizziamo insieme cinque motivi di vanto dell’adattamento.

Una storia ricca di sorprese

La vicenda ha inizio a metà degli anni ’50, quando gli agenti federali Edward Daniels e Chuck Aule vengono inviati a Shutter Island, nel porto di Boston, per indagare sulla sparizione di una paziente scomparsa nel nulla. Sull’isola ha infatti sede una struttura specializzata nella cura e detenzione di criminali con problemi mentali. La ricerca dei due uomini svelerà non solo un vero e proprio complotto ma li metterà di fronte ai propri demoni personali, con risvolti del tutto inaspettati riguardanti soprattutto la figura di Daniels.

Senza svelare troppo per non rovinarvi la sorpresa, basti sapere che nulla è come sembra e nel corso delle due ore e venti di visione i colpi di scena e un poderoso cliffhanger rivoluzionano completamente quanto visto in precedenza, spingendo il pubblico ad un ulteriore rewatch per cogliere tutti gli indizi disseminati in precedenza e degeneranti in quell’evoluzione così piacevolmente “assurda”.

Un cast delle grandi occasioni

La quarta collaborazione tra Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio (la precedente, The Departed – Il bene e il male, aveva garantito al regista il suo primo Oscar) vede il popolare e amatissimo attore con il personaggio forse più ambiguo e complesso dell’intera carriera e i risvolti che si fanno ben presto strada nella narrazione gli permettono di operare su più registri, vedendolo alle prese con sfumature ancora inesplorate.

Ma l’intero cast di Shutter Island ha classe da vendere, cominciando dal “partner” Mark Ruffalo fino ad una Michelle Williams che appare in un paio di struggenti flashback, e con due vecchi leoni quali Ben Kingsley e Max von Sydow alle prese con personaggi altrettanto enigmatici. Tra gli altri interpreti noti al grande pubblico segnaliamo anche la partecipazione di Elias Koteas, John Carroll Lynch, Jackie Earle Haley ed Emily Mortimer, quest’ultima proprio nei panni della pedina scatenante gli eventi.

Leggi anche: The Irishman è al cinema: come è cambiato Scorsese dai tempi di Quei Bravi Ragazzi

Un’ambientazione cupa

L’impatto estetico restituisce appieno quel senso di straniamento che caratterizza la vicenda e la relativa caratterizzazione dei personaggi, con una fotografia tersa che coglie al meglio le inquiete vibrazioni della suggestiva ambientazione. Le riprese hanno avuto luogo tra il Massachusetts e alcune isole del porto di Boston, con alcuni accorgimenti utili a ridurre la presenza di persone o mezzi su schermo: molte scene sono state girate di notte e poi “trasformate”, tramite giochi di luci, in sequenze diurne. Il faro e altri luoghi chiave del racconto, struttura ospedaliera in primis, offrono poi un’atmosfera tenebrosa e malsana che prende alla gola lo spettatore.

Uno sguardo ai classici

Vedere Shutter Island è come fare un salto nel passato, in quegli anni ’50 quando i crime e i noir dominavano il mercato d’Oltreoceano con le storie di investigatori tormentati e senza mezze misure. Il film recupera toni e atmosfere del periodo, dallo stile recitazione all’esposizione dei dialoghi fino allo “schematismo” dei luoghi chiave nei quali avverranno le fondamentali scene madri.

Da Jacques Tourneur a Robert Siodmak sono evidenti le ispirazioni che Scorsese ha omaggiato e reinterpretato in chiave moderna, con un ovvio rimando al cinema di Alfred Hitchcock nella chirurgica evoluzione dei colpi di scena. La cura per le scenografie, i costumi e le ambientazioni completa un quadro complessivo che è puro, consapevole e divertito, citazionismo a suddetta epoca.

Emozioni inaspettate

Shutter Island possiede all’interno del suo essere tutto ciò che un film dovrebbe sempre avere per sorprendere e rispettare il pubblico, ossia la ricerca della meraviglia e quel senso di sospensione capace di mantenere lo spettatore su un costante chi-va-là. La storia infatti non si adagia mai sugli allori e, complice il romanzo alla base, non smette di spiazzare e affascinare nel corso dei sempre più incalzanti eventi, in un crescendo di tensione che si ammanta di potenti squarci emotivi nella gestione psicologica del personaggio di Leonardo DiCaprio, permettendo di rimando un prepotente slancio empatico da parte di chi guarda. Un’operazione cerebrale e raffinata che, oltre all’eleganza e allo spettacolo, non si dimentica un cuore pulsante e sanguigno che lascia con il fiato sospeso fino al giungere dei titoli di coda.

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Cinema

Piccole Donne: le quattro personalità delle sorelle March lo rendono un classico senza tempo

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Le sorelle più famose della letteratura tornano al cinema con l’adattamento cinematografico di Piccole Donne diretto da  Greta Gerwig. Tratto dal famoso romanzo del 1868 nato dalla penna di Louisa May Alcott, il film ripercorre la storia delle sorelle March interpretate da Emma Watson (Meg), Saoirse Ronan (Jo), Eliza Scanlen (Beth) e Florence Pugh (Amy) durante gli anni della Guerra Civile Americana.

In un periodo storico dilaniato dal conflitto che prevede il coinvolgimento di tutti gli uomini al fronte, Piccole Donne mostra una famiglia tipica dell’800, nella quale la mamma (Laura Dern) si trova a dover gestire da sola le sue adorabili figlie. A rompere la solita routine, ci sarà la voglia di emancipazione e ribellione mostrata da Jo, la ragazza che farà di tutto per rompere le catene di una società che concepisce la figura della donna solo come moglie e madre. Il suo desiderio di diventare scrittrice – professione alquanto bislacca in quegli anni per una donna – sarà il primo passo per convincere le sorelle a pensarla come lei. Nel cast ci sono anche l’attore del momento Timothée Chalamet nel ruolo di Theodore ‘Laurie’ Laurence, Meryl Streep come la zia March insieme a Louis Garrel nei panni di Friedrich Bhaer.

Che caratterino le sorelle March!

In occasione dell’uscita al cinema di Piccole Donne è stato ideato un test della personalità per scoprire a quale delle quattro sorelle March siete più affini. Meg è la più responsabile; Jo è quella più ardente e ambiziosa; Beth la più timida e sensibile mentre Amy è quella più aperta alla vita sociale. Il lettore spesso ama identificarsi con la figura di Jo, trattandosi del personaggio più combattivo del romanzo. Per ricollegarsi alla psicologia greca si può prendere in prestito la teoria dei quattro temperamenti: sanguigno, collerico, malinconico e flemmatico. Nel caso di Piccole Donne è possibile sintetizzarli come: socievole (sanguigno), ambizioso (collerico), sensibile (malinconico) e pacifico (flemmatico).

Conoscendo la storia di Piccole Donne e il temperamento di ognuna è un gioco da ragazzi associare ogni caratterista elencata al personaggio di riferimento: Amy è sanguigna, Jo è colerica, Beth è malinconica e Meg è flemmatica. Jo è la leader delle sorelle, quella più ambiziosa ed indipendente che cerca di coinvolgere le ragazze in ogni iniziativa artistica che le passa per la mente. Amy al contrario, è la più socievole e quella più attaccata al tessuto sociale dell’epoca. Beth rappresenta la coscienza morale delle sorelle March, la più profonda delle sorelle e infine Meg, cerca di fare da moderatrice e paciere nelle dispute tipiche tra sorelle, vista la mancanza di una figura paterna all’interno della famiglia.

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Questa differenza caratteriale non è motivo di giudizi da parte delle ragazze. Questo pensiero è dimostrato in una battuta detta da Amy verso Jo nella quale dice: “Solo perché i miei sogni sono diversi dai tuoi, non significa che non siano importanti“, la quale aveva preferito convolare a nozze e crearsi una famiglia, piuttosto che vivere in nome del teatro e della libertà.

Verso l’età adulta

Le quattro sorelle raccontate dalla Alcott riescono a mostrare il passaggio tra l’infanzia e l’età adulta della donna e la regista Greta Gerwig riesce a mostrarlo in maniera assolutamente convincente anche in questo adattamento cinematografico. Nel romanzo viene mostrato quanto sia dura la consapevolezza che crescere inevitabilmente porta con sé scelte da dover prendere, a volte anche dolorose, difficili e apparentemente impossibili. La Alcott svela cosa significa diventare adulti.

Quando Meg, la più grande delle sorelle March decide di sposarsi, dall’altro lato c’è Jo che decide di andare a vivere a New York per inseguire i suoi sogni, stessa cosa che farà anche Amy andando in Europa ed infine, l’unica a rimanere a casa sarà Beth per motivi di salute. Così come svanisce l’infanzia per far posto all’età adulta, anche il gruppo affiatato delle sorelle March si sgretola per cercare di vivere una vita appagata e in linea con il proprio temperamento.

La differenza tra la versione letteraria della Alcott e quella cinematografica della Gerwig è il modo con il quale ha rappresentato le loro quattro diversità comportamentali, mostrando al contempo, come sia possibile tenere insieme tutti questi temperamenti in un unico abbraccio.

 

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