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Le pupe dei Transformers, modelle o attrici?

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Il 16 luglio arriva in tutti i cinema italiani il quarto attesissimo capitolo della saga ispirata ai giocattoli Hasbro: Transformers – L’Era della Estinzione. Diretto ancora una volta da Michael Bay e interpretato da Mark Wahlberg e Nicola Peltz il film riavvia in parte la saga iniziata con Shia LaBeouf e Megan Fox nel 2007 introducendo nuovi personaggi e creando nuove dinamiche tra gli autobot e il crudele Megatron, tornato in vita come Galvatron. Ma come spesso accade negli adrenalinici film di Michael Bay alcune dinamiche tendono a ripetersi, in primis l’attenzione un po’ maniacale del regista nei confronti della protagonista femminile, rappresentata sempre come sexy, divertente e incredibilmente bellissima. Vediamo insieme le protagoniste della saga dei Transformers:

1) Megan Fox: Dopo una serie di piccole parti in tv esordisce al cinema nel 2004 nella comedy Quanto è difficile essere teenager!, ma diventa una star internazionale nel 2007 interpretando la bella e seducente Mikaela Banes nel primo indimenticabile Transformers. In seguito prende parte a numerosi film tra cui Star System – Se non ci sei non esisti, Jennifer’s Body in cui interpreta una cheerleader impossessata dal diavolo e il sequel di Transformers, in cui veste per l’ultima volta i panni di Mikaela Banes. Licenziata da Transformers 3 in seguito ad un diverbio con Michael Bay la bella attrice statunitense partecipa al celebre video Love the Way You Lie di Eminem accanto a Dominic Monaghan, al flop Jonah Hex e alle comedy Friends with Kids e Questi sono i 40. Nel 2013 viene scelta per interpretare April O’Neil nell’imminente Le tartarughe ninja di Jonathan Liebesman, film che segna la fine della diatriba con Michael Bay e il probabile ritorno in vetta tra le star dei film campioni al box office.

2) Rosie Huntington-Whiteley: Supermodella famosa in tutto il mondo, angelo di Victoria’s Secret e protagonista della copertina di Vogue Rosie Huntington-Whiteley esordisce sul grande schermo nel terzo capitolo di Transformers, interpretando la bellissima Carly Brooks Spencer, nuovo interesse amoroso di Shia LaBeouf. Il film ottiene un grande successo internazionale ma la Huntington-Whiteley decide di tornare al suo primo amore, la moda. Almeno fino allo scorso anno, quando viene scelta per interpretare Splendid nell’attesissimo Mad Max: Fury Road di George Miller con Tom Hardy e Charlize Theron.

3) Nicola Anne Peltz: Figlia dell’ex modella Claudia Heffner e Nelson Peltz Nicola Anne Peltz esordisce nel cinema in ruoli minori nei film Conciati per le feste e Harold. Nel 2010 interpreta Katara ne L’ultimo dominatore dell’aria di M. Night Shyamalan, ma diventa una star internazionale nel 2014 quando viene scelta da Michael Bay come nuova protagonista femminile di Transformers 4. Il film è il primo di una nuova trilogia, quindi se Nicola Peltz gioca bene le sue carte e non irrita Michael Bay con dichiarazioni poco professionali come la sua antesignana, può interpretare di diritto altri due capitoli di una delle saghe più redditizie della storia del cinema con oltre due miliardi e mezzo di dollari incassati worldwide.

Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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Cinema

J.K. Rowling | Le accuse di transfobia e la risposta dei colleghi di Harry Potter

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Proprio vero che negli ultimi tempi bisogna stare attenti a ciò che si dice, giacché anche la minima parola fuori posto o una semplice, innocente, battuta può diventare un pericoloso boomerang dopo che finisce prima in mani giornalistiche e poi nel tritacarne dei fan, spesso pronti a cogliere intenti discriminatori ovunque. Lo ha recentemente scoperto a proprie spese J.K. Rowling, attaccata a spada tratta sul web dagli oltranzisti del politically correct per un commento ironico postato su Twitter e relativo ad un articolo che invogliava a creare un mondo post-Covid-19 più giusto per le persone che hanno le mestruazioni.

La creatrice di Harry Potter aveva risposto in maniera sarcastica, sostenendo come esistesse una parola per definire quella determinata categoria e cioè “donne“. Una precisazione che non è piaciuta ed è stata considera razzista nei confronti delle persone trans, ancor oggi doventi fare i conti con la lotta per l’identità di genere.

J.K. Rowling | Fiumi di parole

daniel radcliffe

Daniel Radcliffe

Il caos mediatico che ne è scaturito mette ancora una volta in mostra, come nel caso di qualche anno fa coinvolgente James Gunn (anche se lì almeno i vecchi post contestati erano effettivamente controversi e di cattivo gusto), come un personaggio pubblico abbia poca convenienza ad esporsi e debba centellinare le proprie parole con la massima attenzione, soprattutto in un tweet. Per chi scrive è difficile trovare un vero motivo polemico, giacché il commento della Rowling appare volutamente ironico e da non essere preso alla lettera e non incita all’odio manco lontanamente, ma molte altre personalità dello showbiz hanno invece voluto dire la propria e criticato aspramente il suddetto, a cominciare proprio da due attori che devono alla penna della scrittrice gran parte della loro fama: stiamo parlando di Daniel Radcliffe ed Emma Watson.

Leggi anche: Harry Potter e La Maledizione dell’Erede a Broadway nel 2018

J.K. Rowling | Cause e ragioni

emma watson

Emma Watson

I due interpreti, lanciati al successo dai ruoli di Harry Potter ed Hermione Granger nella saga cinematografica tratta dai romanzi dell’iconico maghetto, hanno voluto dire la loro e si sono apertamente schierati contro la Rowling. Radcliffe, testimonial per l’organizzazione LGBT Trevor Project, ha infatti dichiarato: “Le donne transgender sono donne come tutte le altre e qualsiasi parere contrario offende la loro dignità, negando quanto sostenuto da persone che hanno molta più esperienza della Rowling e anche di me stesso“. Qualche ora più tardi si è accodata anche la Watson, mandando un messaggio di amore a tutti suoi fan transessuali.

La discesa in campo delle due popolari star e di diversi colleghi ha provocato una sorta di scuse da parte della Rowling, che sostiene di essere stata fraintesa e di come la sua netta contrarietà all’entrata in vigore di una controversa legge che permetterebbe ad uomini che dichiarano di sentirsi donne di entrare in spazi femminili sia dovuta ad un tentativo di violenza subito in gioventù. L’autrice va detto non è nuova ad esporsi sulla tematica, come quando qualche anno fa mise un like ad un post parzialmente più scomodo, e forse proprio per questo motivo la sua nuova uscita ha causato un putiferio così fuori misura.

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Gossip

Coronavirus | Riverdale 4 sospeso a causa di un caso positivo

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Riverdale

Le riprese della serie tv Riverdale sono state sospese poiché un membro dello staff è stato recentemente a contatto con qualcuno che è risultato positivo al Coronavirus.

I portavoce della Warner Bros hanno dichiarato che il membro del team è costantemente controllato dai medici e che stanno lavorando a stretto contatto con le autorità e responsabili della salute a Vancouver per identificare e contattare tutte le persone che potrebbero aver avuto dei contatti diretti con lui. Ha inoltre precisato “La salute e la sicurezza dei nostri dipendenti, membri del cast e della troupe è sempre la nostra priorità. Abbiamo preso, e continueremo a farlo, le precauzioni necessarie a proteggere tutte le persone che lavorano nelle nostre produzioni in tutto il mondo. Per un eccesso di precauzione, la produzione di Riverdale è attualmente sospesa“.

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Cinema

Coronavirus | Le conseguenze dell’epidemia per Hollywood

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Se la sorprendente vittoria di Parasite agli Oscar, con ben quattro statuette portate a casa (le più importanti, inclusa quella di miglior film), sembrava aver acceso nuovamente i riflettori sul cinema e la cultura provenienti dal profondo est, il coronavirus ha immediatamente montato un panico su scala globale nel quale proprio le popolazioni asiatiche si trovano al cento del mirino, tra ingiustificato razzismo e isteria di massa. Ma come sta reagendo Hollywood al diffondersi dell’epidemia? La Mecca del cinema sta cercando di contenere l’impatto, sia umano che economico, di una delle moderne tragedie di questo nuovo secolo.

Le mosse delle compagnie

hollywood

La celebra scritta sulla collina di Hollywood

Sony Pictures, uscita con successo dalla cerimonia degli Academy con riconoscimenti per C’era una volta… a Hollywood (2019), Piccole donne (2019) e il cortometraggio Hair Love, ha rilasciato una nota in cui invitava i dipendenti dello studio giapponese ad evitare trasferte non previste e a seguire le regole disposte dall’organizzazione mondiale per la sanità riguardo gli spostamenti. “La diffusione del coronavirus continua a impattare sulla popolazione di tutto il mondo ed è in rapida evoluzione giorno dopo giorno” si legge in un testo estrapolato da Variety. I viaggi di lavoro da o per la regione dell’Asia sono stati rinviati, e i dipendenti devono considerare l’utilizzo di video-conferenze o altre alternative.

Anche Paramount Pictures e Universal Pictures stanno monitorando la situazione e decidendo come comportarsi col proprio staff. Universal ha vietato ai dipendenti di viaggiare in Cina, con solo alcuni casi di estrema urgenza e importanza permessi dietro l’approvazione della direzione, e la stessa procedura è stata seguita da Paramount. I membri cinesi di IMAX e di Legendary Entertainment stanno lavorando tramite conferenze via internet con i loro colleghi di New York.

Leggi anche: Kirk Douglas muore a 103 anni | Addio alla leggenda di Hollywood

La situazione in Cina

mulan

Mulan

Nel frattempo nel Paese asiatico, là dove ha avuto origine il virus, i cinema sono stati chiusi e qualsiasi produzione cinematografica è stata sospesa fino a data da destinarsi, una situazione che potrebbe aumentare notevolmente il tasso di disoccupazione. Molti progetti per il piccolo e il grande schermo, tra i quali anche l’attesa serie tv Tong Wars prodotta dal maestro Wong Kar-wai, sono stati cancellati, e diverse compagnie rischiano la bancarotta.

Li Dan, organizzatore del film-festival di Pechino, ha dichiarato “nei brevi termini l’impatto è stato brutale e la cosa peggiore è che non sappiamo quando l’epidemia avrà fine“. A pagare la situazione sono anche i kolossal hollywoodiani, che da tempo basano molto delle loro fortune sugli incassi del mercato cinese e che con tale situazione potrebbero perdere ingenti guadagni. Basti pensare alle premiere cinese di No Time to Die, nuovo film di 007, che è stata annullata proprio per la paura del possibile contagio, e al rinvio della distribuzione di titoli di peso come 1917, Jojo Rabbit e Piccole donne. Il massimo delle perdite potrebbe essere toccato da un film Disney, ossia il live-action di Mulan incentrato proprio sulla leggendaria eroina cinese, qualora le circostanze non dovessero cambiare nei prossimi mesi.

Come abbiamo visto il coronavirus, oltre alla tragica perdita di vite umane e al pericolo di diffusione su scala globale, sta colpendo anche il mondo del cinema, non solo autoctono, con conseguenze tutt’oggi imprevedibili che potrebbero causare gravi danni economici a lungo andare.

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