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Cinema

Le terrificanti avventure di Sabrina | cosa guardare dopo aver finito la terza stagione

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La terza stagione de Le terrificanti avventure di Sabrina, reboot in chiave moderno e dark della popolare serie televisiva degli anni ’90 Sabrina, vita da strega, è stato un ambizioso passo in avanti per Netflix, tale da aver aperto un universo di interessanti possibilità per gli anni a venire e sul relativo proseguo.

Gran merito della riuscita dell’operazione è dato dal calibrato mix tra influenze pop, rimandi mitologici e citazioni storiche che invita il pubblico ad informarsi su quanto sia venuto prima. Abbiamo deciso di stilare una lista delle fonti alla base dei numerosi omaggi presenti in questi ultimi episodi, un’occasione per riscoprire inseme a voi dei cult del cinema di genere degli anni passati, probabilmente meno conosciuti dalle nuove generazioni.

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The Wicker Man (1973) e Midsommar (2019)

Il primo è il capostipite dell’horror pagano, oggetto anche di un infelice remake con protagonista Nicolas Cage, il secondo è una sorta di suo recentissimo erede spirituale. Due folk horror dove la natura e l’ambientazione giocano un ruolo fondamentale e che vengono citati nell’episodio La luna della lepre, dove Sabrina e la sua congrega praticano un rituale nel quale sono vestite con abiti bianchi e corone fatte di fiori, con la protagonista quasi identica nell’aspetto al personaggio del film di Ari Aster. La presenza di un inserto musicale riporta invece alla mente i passaggi canori del cult con Christopher Lee, con un altra puntata, Il bacio di Giuda, che ne omaggia l’iconica statua usata a scopo sacrificale.

Scontro di titani (1981)

Anche questo fantasy mitologico, ricco di momenti scult ma potente contare sui magnifici effetti speciali in stop motion dello specialista Ray Harryhausen, è tra le probabili fonti di ispirazione. Il film originale degli anni ’80, e non il mediocre rifacimento del 2010, prendeva ispirazione dalla mitologia e dalle leggende greche in chiave fantasy e la sequenza del duello contro Medusa, sconfitta dopo essere stata costretta a guardare il suo riflesso, ha fatto storia. Ne Le terrificanti avventure di Sabrina Harvey utilizza lo stesso metodo per neutralizzare la dea dai capelli “serpentati”.

Il mago di Oz (1939) e Ritorno a Oz (1985)

 

Parliamo ovviamente del grande classico del 1939 con protagonista Judy Garland, e della nuova incursione nel fantastico mondo di Oz, un sequel ufficiale aggiornato agli effetti speciali e le tecnologie dell’epoca. Il primo episodio della terza stagione, Il cuore all’inferno, vede Sabrina e la sua compagnia entrare nell’Ade per salvare Nicholas dal Pandemonio. Il viaggio attraverso la capitale dell’Underworld è ricco di pericoli e i protagonisti devono affrontare orribili demoni, tra cui un minuscolo avversario che è un chiaro riferimento ai Mastichini de Il mago di Oz. Le atmosfere del primo, grande, fantasy per il grande schermo si incupiscono ulteriormente nel sequel, per una visione forse più indirizzata al pubblico moderno, ma il nostro consiglio è di recuperarli, o rivederli, entrambi.

Ritorno al futuro (1985)

L’episodio finale della stagione si concentra sul viaggio nel tempo compiuto dalla protagonista per salvare i suoi amici e la famiglia. Prima che la missione abbia inizio, un doppelganger di Sabrina compare e spiega che le dinamiche da seguire saranno le stesse di Ritorno al futuro. Roberto Aguirre-Sacasa, creatore della serie, ha spiegato che il concetto di time-travel è stato ispirato proprio dal classico con Michael J.Fox e confermato l’intento di creare un vero e proprio paradosso temporale.

Hellbound: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno (1988)

Il primo episodio della terza stagione, già citato in precedenza, si intitola in originale The Hellbound Heart, esattamente omonimo del romanzo di Clive Barker che ha dato origine alla serie cinematografica di Hellraiser. La puntata è ispirata dall’ambizioso secondo capitolo del franchise, nel quale i protagonisti entrano all’Inferno ed esplorano il demoniaco labirinto: anche qui Sabrina e i suoi amici si trovano ad affrontare figure del loro passato la cui morte li ha influenzati in una maniera o nell’altra, e alcune grottesche caratterizzazioni estetiche riportano alla mente proprio le iconiche figure dei Cenobiti.

Dracula 2000 (2000)

Tra le rivisitazioni più controverse della figura vampiresca per eccellenza, Dracula 2000 merita una riscoperta. Il film con assoluto protagonista un giovane e non ancora famoso Gerard Butler poteva contare su una colonna sonora rockeggiante, con diverse canzoni di molti gruppi metal del periodo. Oltretutto nella pellicola Dracula si scopre essere Giuda, condannato a trascorrere l’eternità come vampiro per aver tradito Gesù. Ne Le terrificanti avventure di Sabrina, Vlad l’impalatore, la figura storica che ha ispirato la leggenda del succhiasangue, è presentato come il figlio di Giuda-

Ragazze nel pallone (2000)

Quando Sabrina non è impegnata coi suoi doveri sovrannaturali, cerca di trovare una sorta di normalità nella sua vita adolescenziale iscrivendosi ad un team di cheerleader: con le compagne si esercita in complesse coreografie a ritmo di musica, e questo è un elemento fondamentale per ricordare al pubblico come la protagonista sia comunque ancora una ragazzina. Questa controparte “leggera” serve a bilanciare i toni più oscuri che caratterizzano gran parte degli episodi, e tra le fonti di ispirazione a tema risulta sicuramente anche il film diretto all’inizio del nuovo millennio da Peyton Reed.

Reaper – In missione per il Diavolo (2007 – 2009)

Le terrificanti avventure di Sabrina viene spesso etichettato come il sequel spirituale di un’altra iconica serie quale Buffy l’ammazzavampiri, ma anche un’altra produzione, durata soltanto due stagioni, come Reaper può essere addotta come fonte d’ispirazione. La trama si concentra infatti su un Sam, dipendente di un grande magazzino, e sul gruppo di suoi amici, impegnati a dare la caccia alle anime fuggite dall’Inferno per rispedirle indietro. Anche in quest’occasione il protagonista è figlio del diavolo, con i genitori che hanno venduto la sua anima al satanasso prima della nascita ed entrambi i personaggi cercano di conciliare le loro avventure di stampo sovrannaturale con la ricerca di una vita normale.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

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Cinema

Big | perché rivedere il cult con Tom Hanks da oggi su Disney+

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Big, la commedia del 1988 diretta da Penny Marshall con Tom Hanks e Elizabeth Perkins, è ufficialmente disponibile in streaming da oggi su Disney Plus. Ecco perché rivederlo. 

Big | perché rivederlo su Disney+

Prima di diventare il “padre di tutti gli americani”, l’ordinary man rassicurante, per bene e onesto, quello a cui guardare con ammirazione ma anche con tenero affetto, Tom Hanks è stato lo sciocco, il ragazzo con la faccia buffa, il gran commediante di film svelti e fracassoni come La retata, Turner e il casinaro e, appunto, Big, sicuramente il più conosciuto e apprezzato di quella fase della sua filmografia. Il film, infatti, fu un vero e proprio successo di pubblico e la Marshall, all’epoca, diventò la prima regista donna ad aver diretto un film riuscito ad incassare più di 100 milioni di dollari al box office.

Protagonista del film è un 12enne di New York, tale Josh Baskin (interpretato da giovane da David Moscow e da grande, ovviamente, da Tom Hanks), innamorato segretamente di Cynthia, una sua compagna di scuola molto più grande di lui. Un giorno, mentre si trova al luna park, si avvicina ad una macchinetta del mago Zoltar ed esprime il suo più grande desiderio: quello di diventare grande. Il giorno dopo, Josh si sveglia e si accorge di essere diventato un affascinante 30enne. 

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Il talento di Tom Hanks

Furono evidenti fin da subito le eccezionali capacità mimetiche di Tom Hanks, che ottenne il ruolo nel film dopo i rifiuti ricevuti da Robert De Niro, Harrison Ford e John Travolta. Ancora oggi stupisce la sua abilità nell’apparire realmente un bimbo diventato improvvisamente un 30enne, sfruttando quasi esclusivamente la mimica facciale e le espressioni del viso. Meritatamente, infatti, per la sua performance fu premiato con il Golden Globe al “miglior attore in un film commedia o musicale” e ottenne anche la nomination agli Oscar come Miglior attore protagonista. Oltre ad Hanks, anche gli sceneggiatori Gary Ross e Anne Spielberg ebbero una nomination agli Oscar e a Penny Marshall andò la Menzione Speciale del Festival di Venezia del 1988.

Un remake di Da Grande?

Prima del suo lavoro su Big, Penny Marshall, nota anche come attrice, aveva girato da regista solo Jumpin’ Jack Flash nel 1986, commedia con Whoopi Goldberg. Ma con il film con Tom Hanks riuscì a raggiungere un pubblico vastissimo, grazie anche alla presenza dell’attore protagonista, già famoso per Splash – Una sirena a Manhattan. Non tutti ricordano però la lunghissima polemica secondo cui la Marshall si sarebbe ispirata alla commedia Da grande del regista Franco Amurri, uscita un anno prima, con protagonista Renato Pozzetto. Le similitudini tra le due opere sono effettivamente tante, ma nella storia del cinema americano c’erano già due precedenti. Il primo è il film ad episodi Storia di tre amori, del 1953, diretto da Gottfried Reinhardt e Vincente Minnelli (in uno degli episodi, l’attore Farley Granger viene trasformato in adulto da un incantesimo che scade a mezzanotte per conquistare una bellissima ragazza). Il secondo è Tutto accadde un Venerdì, dove Barbara Harris e Jodie Foster si ritrovano l’una nei panni dell’altra. Inoltre Big arrivò nelle sale solo sei mesi dopo l’uscita del film con Pozzetto, ma la sua realizzazione iniziò molto tempo prima. 

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Cinema

Matrix 4 | Keanu Reeves rivela nuovi importanti dettagli

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Ormai non si contano più le notizie giunte in questi mesi dalla produzione di uno dei sequel più attesi di tutti i tempi. Stiamo ovviamente parlando di Matrix 4, la pellicola diretta da Lana Wachowski, che vede il ritorno di Keanu Reeves nei panni di Neo.

Keanu Reeves parla di Matrix 4

Ed è proprio dalla voce dell’attore nato a Beirut che scopriamo nuovi dettagli circa il progetto. Durante un paio di interviste infatti, sia lui che il collega Neil Patrick Harris (il celebre Barney di How I met your mother), hanno svelato dei retroscena che faranno sicuramente la felicità di milioni di fan sparsi in tutto il mondo.

Leggi anche: Matrix 4, tutto quello che sappiamo della nuova avventura di Neo

Si parte con la smentita di un prequel, data dallo stesso Reeves durante la sua partecipazione al The One Show della BBC: Matrix 4 sarà quindi un vero e proprio sequel, agganciandosi alle vicende narrate in Revolutions.

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Carrie-Ann Moss e Keanu Reeves in una scena di Matrix

La pellicola è attualmente in fase di riprese; la location prescelta è Berlino. Del cast faranno parte anche Carrie-Ann Moss, Jada Pinkett-Smith, Lambert Wilson, mentre non dovrebbe tornar Laurence Fishburne, interprete del mitico Morpheus.

Anche Neil Patrick Harris in un ruolo marginale

La Wachowski siede in cabina di regia e collabora alla sceneggiatura con David Mitchell e Aleksander Hemon. Entrambi gli autori hanno già lavorato in precedenza con Lilly e Lana per l’acclamata serie Netflix Sense8.

Leggi anche: Matrix 4 | Primissimi video e foto dal set del film

Dal canto suo Harris, durante un’altra intervista (al Jess Cagle Show), ha fatto sapere che il prossimo Matrix rappresenterà un cambiamento a livello visivo. Non si conosce ancora il ruolo che ricoprirà l’attore divenuto celebre sul piccolo schermo, ma non dovrebbe essere uno principale. Inoltre si parla di un’“energia inclusiva”, il che farebbe pensare a qualcosa di davvero innovativo e importante dal punto di vista della narrazione e della simbologia che essa esibisce.

Matrix 4 sbarcherà nelle sale statunitensi il primo di aprile dell’anno 2021.

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Cinema

Welcome to the Blumhouse | Amazon Prime rilascia i trailer dei nuovi horror

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Ben quattro gustosi e imperdibili trailer, facenti parte dell’antologia Welcome to the Blumhouse, sono stati rilasciati in queste ultime ore da Amazon Prime.

In arrivo quattro nuovi horror su Amazon Prime

I video mostrano le prime immagini dei nuovi horror in arrivo sulla piattaforma streaming, a cui si deve la nascita di questo atteso progetto. Dalla collaborazione tra Amazon e alcuni specialisti nei generi thriller e horror della Blumhouse Productions è nata infatti l’antologia di cui sopra.

Leggi anche: Cobweb | Lizzy Caplan protagonista dell’horror diretto da Samuel Bodin

I quattro titoli sbarcheranno online nel mese di ottobre, in tempo in tempo per festeggiare alla grande la notte di Halloween, e saranno presentati in anteprima a coppie: il 6 ottobre arrivano The Lie e Black Box; il 13 Evil Eye e Nocturne.

Welcome to the Blumhouse | Trame e trailer

Per quanto riguarda le pellicole, Evil Eye prende origine dal pluripremiato audiolibro originale di Madhuri Shekar e vedrà schierati nel cast Sarita Choudhury (vista in Lady in the water), Sunita Mani di GLOW, Omar Maskati di Unbelievable e Bernard White (Silicon Valley). Una storia d’amore all’apparenza perfetta è al centro del racconto, sino a quando arriva il dubbio si insinua nella madre della protagonista, convinta che il fidanzato della figlia abbia un legame oscuro con il suo passato. Tra i produttori spuntano i nomi di Jason Blum e Priyanka Chopra Jonas.

The Lie riporta sotto la luce dei riflettori la Mireille Enos di Hannah, affiancata da Peter Sarsgaard e Joey King (The Act, Kissing Booth). La trama verte sul tentativo di due genitori di coprire il terribile segreto riguardo la figlia adolescente, colpevole di aver ucciso la sua migliore amica. La pellicola è scritta e diretta da Veena Sud.

Leggi anche: L’Esorcista | Morgan Creek realizzerà un reboot del film horror anni ’70

Black Box narra le vicende di un padre single che ha perso la memoria e la moglie in un incidente e decide di recuperare qualcosa sulla sua identità tramite un trattamento sperimentale e doloroso. Protagonisti del film Mamoudou Athie (Jurassic World 3), Phylicia Rashad (Creed), Amanda Christine, Troy James e Charmaine Bingwa. Emmanuel Osei-Kuffour Jr. siede in cabina di regia e collabora alla sceneggiatura insieme a Stephen Herman.

Nocturne è ambientato all’interno di un’accademia d’arte, dove una studentessa di musica timida e dimessa riesce a mettere in ombra la gemella ben più esperta ed estroversa, grazie al ritrovamento di un oggetto. Scritto e diretto da Zu Quirke, è un’opera prima, con Sydney Sweeney (Euphoria), Madison Iseman (Jumanji: The next level), Jacques Colimon e Ivan Shaw.

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