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Cinema

Maleficent 2: Signora del Male, Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer a Roma (conferenza stampa)

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Maleficent 2 (In uscita il 17 ottobre prossimo). Un mondo di fiaba tra creature magiche, principesse e regine. Ma anche un mondo fatto di donne dolci, forti e volitive, pronte a lottare per il proprio posto nel mondo. Pre-apertura della sezione  – dedicata ai ragazzi – Alice nella città della Festa del Cinema di Roma edizione 2019, è stato presentato alla stampa Maleficent 2: Signora del Male. Presenti alla Conferenza stampa le due bellissime attrici coprotagoniste Angelina Jolie (nei panni dark di Malefica) e Michelle Pfeiffer (nei panni della regina Ingrith).

Nel film ci sono dei personaggi complessi, stratificati. Cosa è stato, davvero, ad appassionarvi di questa storia?

Jolie: La cosa interessante di questo film è la rappresentazione della forza nelle sue varie forme. Ci sono donne forti, ma anche uomini forti, ed è stato interessante vedere l’interrelazione esistente tra tutti questi elementi.

M. Pfeiffer: Credo che Angie abbia detto bene. Nel film noi siamo  – Aurora (interpretata da Elle Fanning), Malefica, e Ingrith – tutte donne  molto forti anche se in maniera estremamente diversa, e credo che di fatto sia questa la parte più interessante del film.

Nel film si parla di maternità, vissuta diversamente dalle due protagoniste. Cosa ne pensate e cosa pensate in generale del concetto di famiglia?

Jolie: Il personaggio di Malefica diventa madre in un modo del tutto particolare, e probabilmente lei stessa pensava che non sarebbe mai diventata madre, ovvero un po’ quello che è successo anche a me. Da giovane pensavo che non sarei mai stata abbastanza “brava” da poter essere una madre, anche se mia madre diceva che proprio il fatto di dubitare mi avrebbe reso una brava madre. Eppure, in fondo Malefica crede di essere la persona giusta per Aurora e si impegna molto nel suo ruolo, impara a suo modo a essere madre. E in quella sorta di lotta con sé stessa lei diventa più sicura del suo ruolo, e in qualche modo è proprio la maternità a salvarla, a darle equilibrio, dal momento che di suo Malefica non è proprio un personaggio così stabile o equilibrato.

Sono sicura che la famiglia non sia solo quella rappresentata dai legami di sangue, e credo di essere stata molto fortunata ad avere la famiglia che ho sempre voluto, con tanti figli, e da ognuno di loro ho imparato qualcosa. Per questo motivo, per il fatto di condividere l’esperienza di una maternità “diversa”, il personaggio di Malefica mi sta molto a cuore, tocca delle corde legate a un’esperienza che in fondo ci accomuna.

M. Pfeiffer: Spesso si sente fare dalle persone domande come: è il tuo vero figlio? Sei la sua vera madre? – E penso che queste domande siano davvero fuori luogo, e che fondamentalmente le persone le facciano per superficialità, ignoranza. Io ho cercato di interpretare il mio ruolo di madre nella maniera più naturale, e innocente possibile.

Di solito un attore/un’attrice si cimenta con personaggi tratti dalla realtà. In questo caso invece siamo in una dimensione prettamente di favola. Quali sono le difficoltà nell’interpretare ruoli come questi?

Jolie: A essere onesti è davvero divertente. Senz’altro voi penserete che vestirmi da grande uccello nero con le ali non sia stata proprio la mia felicità, ma in realtà è stato molto divertente. Interpretare un ruolo così ti dà una libertà estrema che non hai con altri ruoli. Hai le ali, le corna e di fatto sei mentalmente proiettato in un mondo parallelo. A volte come attore devi interpretare ruoli davvero seri e devi cercare di ricreare fedelmente un personaggio, ma in film come questi noi attori giochiamo anche molto e invitiamo il pubblico a giocare con noi. 

M.Pfeiffer: Di base l’approccio è esattamente lo stesso a quello di un personaggio reale, ovvero si cerca di rintracciarne l’umanità. Ovviamente si tratta un po’ di una sfida quando devi interpretare una fata con le ali, ma penso che allo stesso tempo sia più divertente perché puoi sottrarti a molte regole. Nel film io interpreto un’umana quindi non c’è stato tutto il divertimento che si sperimenta a interpretare un essere magico, però sono anche piuttosto maligna e cattiva e quindi per me il divertimento  e la sfida sono stati tutti nel rendere il mio personaggio multi cromatico, con varie sfaccettature. Il fatto di essere cattiva, di spaventare le persone e di rappresentare una minaccia per Malefica sono stati tutti elementi di estremo divertimento. 

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Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer a Roma

M. Pfeiffer, come si fa a invecchiare con tanta grazia?

M. Pfeiffer: Beh ainvecchiare con grazia non so in realtà come si faccia. Si cerca di fare del proprio meglio considerando che c’è molta pressione in particolare sulle donne e sul loro processo d’invecchiamento. Credo che ognuna di noi faccia del proprio meglio e credo sia davvero la risposta più saggia che io possa darti. 

Nel film c’è un invito all’inclusione e alla diversità. Quanto è importante oggi questo tipo di messaggio?

Jolie: Si tratta di un messaggio estremamente importante perché oggigiorno i ragazzi delle nuove generazioni sono sempre più interconnessi tra loro. Eppure, nonostante siamo così connessi e vicini, assistiamo a una crescente ondata di odio, indipendenza, divisioni, tanto è vero che anche la politica riesce a ottenere appoggio cavalcando queste visioni. Si tratta di un processo destabilizzante e dettato perlopiù dall’ignoranza, però è anche vero che questo tipo di idee non potranno mai vincere perché il mondo è in realtà un posto bello e pieno di diversità, multiculturalità. E tutti noi in fondo sappiamo che possiamo solo restare uniti e accettare le diversità se vogliamo un mondo migliore per i nostri figli. 

Nel film ci sono dolo due scene in cui siete entrambe sullo schermo. Vi sarebbe piaciuto fare qualche scena in più insieme?

Jolie:  Sì assolutamente, mi sarebbe piaciuto perché ci siamo divertite davvero tanto insieme. Però è anche vero che è stato divertente sapere che stavamo andando una incontro all’altra. Magari però nel prossimo film…

Le protagoniste sono tre donne.  Secondo voi è vero che negli ultimi anni le donne al cinema stanno conquistando maggiori ruoli da protagoniste?

Jolie: No, in realtà non credo. Anche sei anni fa eravamo due donne. Il fatto è che in questo film anche il cattivo, ovvero l’antagonista, è una donna. Credo che in questo film però sia importante anche vedere il rapporto che le donne hanno con gli uomini, e quanto apprendono da loro, quanto si affidino all’idea di costruire dei legami, una famiglia.

D’altro canto è pur vero che c’è in atto una discussione sulle donne e su come dovrebbero essere, magari più forti, o combattive. Per esempio, per il film abbiamo discusso molto sul ruolo di Aurora. Ci siamo domandati se infine avesse dovuto prendere la spada e combattere, ma poi abbiamo creduto che fosse giusto lasciare che Aurora restasse dolce e mite, perché la forza di Aurora è proprio nella sua dolcezza. E infine abbiamo pensato come sia sempre giusto lasciare a ogni donna il proprio ruolo, lasciare che segua la propria indole, lasciare che resti così com’è.   

In me la passione per il cinema non è stata fulminea, ma è cresciuta nel tempo, diventando però da un certo punto in poi una compagna di viaggio a dir poco irrinunciabile. Harry ti presento Sally e Quattro matrimoni e un funerale sono da sempre i miei due capisaldi in fatto di cinema (lato commedia), anche se poi – crescendo e “maturando” – mi sono avvicinata sempre di più e con più convinzione al cinema d’autore cosiddetto di “nicchia”, tanto che oggi scalpito letteralmente nell’attesa di vedere ai Festival (toglietemi tutto ma non il mio Cannes) un nuovo film francese, russo, rumeno, iraniano, turco… Lo so, non sono proprio gusti adatti ad ogni palato, ma con il tempo (diciamo pure vecchiaia) si impara anche ad amare il fatto di poter essere una voce fuori dal coro...

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Cinema

La formula della felicità | il ruolo di Sam Rockwell ispirato una persona vera

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 Per la serie “A volte ritornano” , a distanza di sei anni dall’uscita del film indipendente La formula della felicità diretto da Geoffrey Moore e David Posamentier è emerso un dettaglio che riguarda il ruolo del protagonista interpretato dall’attore Sam Rockwell, davvero molto interessante. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Il personaggio di Sam Rockwell ispirato a una persona vera

Il ruolo principale di Doug Varney è stato frutto di un’ispirazione dei due registi del film, i quali avevano il loro ufficio in una strada non particolarmente sicura di Hollywood. A distanza di pochi metri, vi era una farmacia (Rite Aid) nelle quali andavano abitualmente per acquistare medicinali di uso comune. Rispetto agli altri giorni, incontrarono il proprietario dell’esercizio commerciale particolarmente provato e per tanto deciso di indagare su cosa gli fosse accaduto.

Da qui iniziò per loro due il gioco del ‘E se…abitasse in una piccola città?” Entrambi i cineasti cresciuti in un piccole realtà capirono che da quella situazione avrebbero potuto ricavare qualcosa di interessante. Frasi come ” Il farmacista conosce tante cose sui suoi clienti e sicuramente sarà preoccupato anche per il lavoro, che necessita responsabilità e attenzione.” Il passo successivo, fu solo uno: scrivere la sceneggiatura su questo personaggio e realizzarne un film. Detto fatto.

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La sinossi de La formula della felicità

Il protagonista è Doug Varnery, un farmacista che lavora per il suocero, dal carattere particolarmente aggressivo e antipatico. Sposato con Kara, la moglie non pensa ad altro che alla sua forma fisica e allo sport. Doug padre di un ragazzo un po’ strano, un giorno si trova a dover consegnare dei medicinali a una donna, Elisabeth. Con lei inizierà per la prima volta un rapporto di amicizia fatto di medicinali ed esperimenti. Strane combinazioni tra farmaci li terranno occupati per buona parte della giornata.

Questo cambiamento giova a suo favore da un punto di vista caratteriale, visto che agli occhi di tutti risulta essere più sicuro e spavaldo rispetto a prima. Se da un lato migliore, dall’altro, questo atteggiamento insospettisce la DEA che inizia a indagare su di lui e sulla possibilità di aver creato delle droghe. In realtà il piano è un altro: uccidere il marito super ricco per poter scappare con i soldi.

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Knives Out 2 | il personaggio di Benoit Blanc verrà sviluppato nel sequel?

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Se sei rimasto ipnotizzato dal detective Benoit Blanc interpretato da Daniel Craig in Knives Out e hai pensato: “Spero davvero che un possibile sequel possa far luce sulle origini di questo personaggio”, toglietevelo dalla testa. Lo sceneggiatore e regista Rian Johnson, al lavoro su Knives Out 2 che vedrà Craig nuovamente nei panni di Blanc, ha detto apertamente che non indagherà sul passato dell’uomo.

Continua il mistero su Benoit Blanc in Knives Out 2

Il retroscena di Benoit Blanc rimarrà per molto tempo un mistero senza via di risoluzione. A parte una menzione disinvolta riguardo suo padre, il detective della polizia, che conosceva il patriarca Harlan Thrombey (Christopher Plummer), non sappiamo molto sul suo background. In una recente intervista con Vulture, ha spiegato perché ha deciso di prendere questa decisione:

“Ottenere piccoli dettagli allettanti è divertente. Ma a volte c’è la tendenza a scambiare il retroscena per il personaggio. In definitiva, non è così interessante. Soprattutto quando hai un omicidio misterioso, con un gran numero di sospettati e solo due ore per risolverlo. Gli immobili diventano incredibilmente preziosi. Quindi l’idea di prendere anche poche righe di dialogo per fargli parlare di dove è cresciuto alla fine non interesserebbe nessuno.”

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Rian Johnson e la citazione su Agatha Christie

Blanc è un ragazzo intrigante e sicuramente Johnson si è lasciato ispirato dalla grande scrittrice di gialli Agatha Christie. Nei suoi romanzi di Poirot, è un investigatore che ricopre un ruolo principale e di supporto che è attratto da un mistero dall’esterno. Non domina mai le dinamiche del personaggio, ma preferisce sedersi e osservare la situazione, raccogliendo indizi basati su battute che ascolta e informazioni che non potrebbe mai captare se si mettesse al centro dell’attenzione.

“Questo sarà un altro romanzo di Poirot”, ha detto Johnson a Vulture del suo sequel. “Sarà proprio come ha fatto Agatha Christie. È disconnesso da Knives Out. È solo un altro caso.”

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Jennifer Lawrence compie 30 anni | i suoi prossimi film

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Oggi, sabato 15 agosto, Jennifer Lawrence compie 30 anni. La giovanissima attrice, che ha raggiunto la fama internazionale dopo aver vestito i panni di Mystica nella saga degli X-Men (2011-2019) e di Katniss Everdeen (2012-2015) nella saga di Hunger Games, è adesso una delle interpreti più richieste. Ecco in quali film la vedremo prossimamente.

Jennifer Lawrence | il film con Sorrentino

È stato probabilmente il suo ruolo nel film American Hustle a convincere Paolo Sorrentino delle qualità mimetiche della Lawrence, che per lui interpreterà al cinema Arlyne Brickman, donna realmente esistita, invischiata tra gli anni ’70 e ’80 negli ambienti mafiosi di New York e diventata successivamente informatrice dell’FBI. Il film sarà tratto dall’omonimo libro scritto dalla giornalista Teresa Carpenter (premio Pulitzer) nel 1992 sulle vicende che hanno riguardato la Brickman.

Ma guardando alla precedente filmografia di Sorrentino, che spesso ha lavorato sulla trasfigurazione cinematografica di figure realmente esistite, da Andreotti a Berlusconi, è possibile immaginare che il saggio della Carpenter servirà più come fonte di ispirazione che come testo da seguire pedissequamente per rispettare la verità storica nella trasposizione cinematografica. Jennifer Lawrence non si “limiterà” ad interpretare la “mob girl” per il film di Sorrentino, ma produrrà il lungometraggio insieme allo stesso regista e alla compagnia Wildside di Lorenzo Mieli, a dimostrazione di un convinto coinvolgimento nel progetto.

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Il sodalizio con Adam McKay

È stato il magazine Variety ad annunciare qualche mese fa che l’attrice premio Oscar sarà coinvolta nel ruolo di protagonista nel film Don’t Look Up diretto da Adam McKay per Netflix. Non è la prima volta che il regista si approccia al genere satirico, dopo aver ricevuto una nomination e una riconoscimento per il film La grande scommessa nel 2016 e ben tre nomination agli Oscar per Vice nel 2018, compresa quella per il miglior film. Confermando la veridicità della notizia, McKay ha dichiarato: “Sono così entusiasta di fare questo film con Jen Lawrence.

È quello che la gente nel 17esimo secolo chiamava ‘un atto di dinamit’”. E il fatto che Netflix veda questo film come una commedia mondiale, è una sfida ad alto livello per me e il mio team molto motivante”. Ma la Lawrence sarà la protagonista anche del film Bad Blood, scritto da Vanessa Taylor (La forma dell’acqua – The Shape of Water) e diretto ancora una volta da Adam McKay. Il progetto, tratto dal saggio di John Carreyrou, intitolato Bad Blood: Secrets and Lies in Silicon Valley, sarà prodotto dalla Legendary Entertainment e racconterà la storia vera di Elizabeth Holmes, la fondatrice della Theranos, realtà imprenditoriale specializzata in analisi del sangue che ha attirato l’attenzione di Wall Street per il suo valore economico.

Il progetto misterioso di Lila Neugebauer 

Jennifer Lawrence sarà inoltre la protagonista del primo film da regista di Lila Neugebauer, nota principalmente per il suo lavoro a teatro. Il film verrà prodotto dalla A24, celebre casa di produzione indipendente. Si tratta quindi di un “ritorno alle origini” per Jennifer Lawrence, che esordì proprio in un film indipendente sull’adolescenza (The Poker House) e ottenne la prima candidatura ai Premi Oscar con Un gelido inverno. Nel film l’attrice interpreterà una soldatessa costretta tornare a casa a causa di una grave lesione al cervello durante una missione in Afghanistan. A casa la donna dovrà riadattarsi alla sua vita e riprendersi dalla lesione.

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