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Andiamo a quel paese, la recensione

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e Picone hanno ufficialmente chiuso la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma con Andiamo a quel paese, brillante commedia che vede due amici, Valentino (Valentino Picone) e Salvo (Salvo Ficarra) costretti a trasferirsi dalla città al piccolo comune siciliano di Monteforte per limitare le spese. Superato l’impatto traumatico con la vita di paese i due decidono di trasformare la piccola casa che condividono in un ospizio improvvisato in modo da riscattare le pensioni dei vari zii e nonni che ospitano. Gli affari inizialmente fioriscono ma una serie sfortunata e improbabile di incidenti mortali convince gli “ospiti” a credere la casa stregata e così rimane solo Lucia (Lily Tirrinnanzi) l’anziana zia della moglie di Salvo. Ma nessuna pensione è per sempre. E l’unica soluzione a tutti i problemi può essere solo far sposare Zia Lucia a Valentino. Ma un impensabile imprevisto sconvolgerà i loro piani e quelli dell’intero paese.

Andiamo a quel paeseFicarra e Picone, giunti al loro quinto film, costruiscono una commedia alla Franco Franchi e Ciccio Ingrassia su una idea vincente ma sviluppata solo in parte. Le gag e gli sketch prendono il sopravvento sulla storia e Andiamo a quel paese da black comedy che era diventa una sorta di commedia romantica di cui tutti conosciamo l’epilogo. L’umorismo, a tratti irresistibile e mai volgare di Ficarra e Picone, eleva Andiamo a quel paese rispetto alle altre commedie italiane ma alcune situazioni, veramente troppo forzate, riportano il film in basso tra critiche un tantino fuori luogo alla chiesa e le solite stilettate alla politica, i raccomandati e i laureati disoccupati. Il problema principale di Andiamo a quel paese è proprio l’eccesso di tematiche e gag viste e riviste, forse più adatte ad un prodotto teatrale o televisivo che ad un lungometraggio vero e proprio. Ma la simpatia dei protagonisti, ancora una volta sceneggiatori e registi, conferisce ad Andiamo a quel paese qualcosa in più rispetto ad altre commedie di stampo simile grazie anche al supporto di eccezionali comprimari del calibro di Lilly Tirrinnanzi, Fatima Trotta e Francesco Paolantoni. Aspetti che rendono Andiamo a quel paese la commedia perfetta per chiudere con un pizzico di leggerezza e ironia questa nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.

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Carlo Andriani
Carlo Andriani
Segnato da un amore incondizionato per la settima arte, cresciuto a pane e cinema e sopravvissuto ai Festival Internazionali di Venezia, Berlino e Cannes. Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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