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Cinema

Piccole Donne: le quattro personalità delle sorelle March lo rendono un classico senza tempo

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Le sorelle più famose della letteratura tornano al cinema con l’adattamento cinematografico di Piccole Donne diretto da  Greta Gerwig. Tratto dal famoso romanzo del 1868 nato dalla penna di Louisa May Alcott, il film ripercorre la storia delle sorelle March interpretate da Emma Watson (Meg), Saoirse Ronan (Jo), Eliza Scanlen (Beth) e Florence Pugh (Amy) durante gli anni della Guerra Civile Americana.

In un periodo storico dilaniato dal conflitto che prevede il coinvolgimento di tutti gli uomini al fronte, Piccole Donne mostra una famiglia tipica dell’800, nella quale la mamma (Laura Dern) si trova a dover gestire da sola le sue adorabili figlie. A rompere la solita routine, ci sarà la voglia di emancipazione e ribellione mostrata da Jo, la ragazza che farà di tutto per rompere le catene di una società che concepisce la figura della donna solo come moglie e madre. Il suo desiderio di diventare scrittrice – professione alquanto bislacca in quegli anni per una donna – sarà il primo passo per convincere le sorelle a pensarla come lei. Nel cast ci sono anche l’attore del momento Timothée Chalamet nel ruolo di Theodore ‘Laurie’ Laurence, Meryl Streep come la zia March insieme a Louis Garrel nei panni di Friedrich Bhaer.

Che caratterino le sorelle March!

In occasione dell’uscita al cinema di Piccole Donne è stato ideato un test della personalità per scoprire a quale delle quattro sorelle March siete più affini. Meg è la più responsabile; Jo è quella più ardente e ambiziosa; Beth la più timida e sensibile mentre Amy è quella più aperta alla vita sociale. Il lettore spesso ama identificarsi con la figura di Jo, trattandosi del personaggio più combattivo del romanzo. Per ricollegarsi alla psicologia greca si può prendere in prestito la teoria dei quattro temperamenti: sanguigno, collerico, malinconico e flemmatico. Nel caso di Piccole Donne è possibile sintetizzarli come: socievole (sanguigno), ambizioso (collerico), sensibile (malinconico) e pacifico (flemmatico).

Conoscendo la storia di Piccole Donne e il temperamento di ognuna è un gioco da ragazzi associare ogni caratterista elencata al personaggio di riferimento: Amy è sanguigna, Jo è colerica, Beth è malinconica e Meg è flemmatica. Jo è la leader delle sorelle, quella più ambiziosa ed indipendente che cerca di coinvolgere le ragazze in ogni iniziativa artistica che le passa per la mente. Amy al contrario, è la più socievole e quella più attaccata al tessuto sociale dell’epoca. Beth rappresenta la coscienza morale delle sorelle March, la più profonda delle sorelle e infine Meg, cerca di fare da moderatrice e paciere nelle dispute tipiche tra sorelle, vista la mancanza di una figura paterna all’interno della famiglia.

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Questa differenza caratteriale non è motivo di giudizi da parte delle ragazze. Questo pensiero è dimostrato in una battuta detta da Amy verso Jo nella quale dice: “Solo perché i miei sogni sono diversi dai tuoi, non significa che non siano importanti“, la quale aveva preferito convolare a nozze e crearsi una famiglia, piuttosto che vivere in nome del teatro e della libertà.

Verso l’età adulta

Le quattro sorelle raccontate dalla Alcott riescono a mostrare il passaggio tra l’infanzia e l’età adulta della donna e la regista Greta Gerwig riesce a mostrarlo in maniera assolutamente convincente anche in questo adattamento cinematografico. Nel romanzo viene mostrato quanto sia dura la consapevolezza che crescere inevitabilmente porta con sé scelte da dover prendere, a volte anche dolorose, difficili e apparentemente impossibili. La Alcott svela cosa significa diventare adulti.

Quando Meg, la più grande delle sorelle March decide di sposarsi, dall’altro lato c’è Jo che decide di andare a vivere a New York per inseguire i suoi sogni, stessa cosa che farà anche Amy andando in Europa ed infine, l’unica a rimanere a casa sarà Beth per motivi di salute. Così come svanisce l’infanzia per far posto all’età adulta, anche il gruppo affiatato delle sorelle March si sgretola per cercare di vivere una vita appagata e in linea con il proprio temperamento.

La differenza tra la versione letteraria della Alcott e quella cinematografica della Gerwig è il modo con il quale ha rappresentato le loro quattro diversità comportamentali, mostrando al contempo, come sia possibile tenere insieme tutti questi temperamenti in un unico abbraccio.

 

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Martin Scorsese | firmato accordo pluriennale con Apple

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Dopo la chiusura dell’accordo sul nuovo film Killers of The Flower Moon, Apple ha raggiunto un accordo con il pluripremiato regista Martin Scorsese per la realizzazione di film e serie tv per la piattaforma streaming Apple TV+, come parte di un accordo pluriennale con la sua società Sikelia Productions.

Martin Scorsese | accordo con Apple

Apple chiude un importantissimo accordo pluriennale di prelazione sulle opere di Martin Scorsese: il leggendario regista, che ha già messo in cantiere il suo prossimo film Killers of the Flower Moon con il sostegno economico proprio della casa di Cupertino, produrrà e dirigerà film per la piattaforma streaming Apple TV+ nel prossimo futuro. La notizia arriva ad una settimana dall’annuncio che Apple ha conquistato diritti di prelazione su produzioni televisive di Leonardo DiCaprio e la sua società Appian Way.

Leggi anche -> Come è cambiato Scorsese dai tempi di Quei Bravi Ragazzi a The Irishman

Il destino del nuovo film

Killers of The Flower Moon, nuovo e attesissimo film diretto da Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio e Robert De Niro, sarà prodotto da Apple insieme alla Paramount Pictures. L’intervento del colosso di Cupertino è stato necessario a causa del budget molto alto del progetto. Per il nuovo film di Scorsese si parla infatti di una cifra che va dai 180 ai 200 milioni di dollari. Il lungometraggio, a differenza del precedente The Irishman, anch’esso costosissimo, non è stato “salvato” stavolta da Netflix. Il film verrà quindi distribuito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo e solo in un secondo momento sarà disponibile in streaming sulla piattaforma online Apple Tv+.

Di cosa parlerà Killers of The Flower Moon

“Il film racconterà della tribù indiana degli Osage, alla quale venne affidato un territorio orribile che, però, amavano. Pensavano infatti che i bianchi non si sarebbero mai interessati a quella terra. Solo che poi scoprirono il petrolio e, per circa dieci anni, gli Osage diventarono le persone più ricche della Terra se parliamo di reddito pro capite”, spiega Scorsese sul suo nuovo film. “Poi, come accaduto nello Yukon e nelle regioni minerarie del Colorado, ci fu l’arrivo degli avvoltoi, dei bianchi, degli europei e tutto andò perduto. Gli interessi erano tali che era più facile finire in galera per aver ammazzato un cane che un indiano”.

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James Bond | i film con Daniel Craig dal peggiore al migliore

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Il prossimo film della saga di James Bond, l’ultimo che avrà come protagonista Daniel Craig, arriverà in sala il prossimo 20 novembre, dopo lo slittamento da aprile causato dall’emergenza sanitaria. In attesa di capire se la data di uscita No Time to Die, diretto da Cary Fukunaga, rimarrà quella annunciata (si vocifera di un ulteriore rinvio al 2021), riscopriamo i precedenti film della saga con Daniel Craig, classificandoli dal meno riuscito al più riuscito. 

4. Spectre (2015)

Era il film che avrebbe dovuto chiudere la “miniserie” in quattro parti di 007 scritta da Neal Purvis e Robert Wade (con l’aiuto di Paul Haggis per i primi due capitoli e di John Logan per gli altri due), portando a compimento il percorso di rifondazione dell’eroe a partire da un romanzo originale (Casino Royale) mai portato sullo schermo (almeno seriamente, se si esclude il film del 1976 con Peter Sellers). Il tono della saga cambia definitivamente: essere James Bond non è la cosa più desiderabile al mondo. Osservando Bond nella sua intimità, distrutto per la morte della sua prima bond-girl (Eva Green, alias Vesper Lynd), il film lo segue fin dentro al suo appartamento di Londra: un luogo triste, vuoto e solitario. Nonostante ciò, l’ultimo film diretto da Sam Mendes manca completamente di inventiva e affossa quasi del tutto la “coolness” del personaggio.

3. Quantum of Solace (2008)

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Marc Forster non riesce a replicare la “gioiosa macchina da guerra” che Martin Campbell e Paul Haggis avevano messo su per il precedente Casino Royale. A differenza dei successivi due film, Quantum Of Solace è ancora legato alla concezione del film di James Bond alimentato dal desiderio di imitazione del pubblico nei confronti del personaggi. Grazie ad una discreta qualità nell’azione, diretta sempre in maniera poco convenzionale, arrivando persino a sfiorare vette molto alte (la sequenza sulle impalcature o sugli aerei, con la macchina da presa che segue gli spari) il film riesce a vincere sul montaggio confusionario e dozzinale che in alcuni momenti affossa il ritmo della narrazione. Marc Forster si dimostra abile nel delineare i sentimenti e i rapporti (approfondendo in maniera eccellente quello con M) ma poco incline a raccontare intrighi affascinanti e coinvolgenti.

2. Skyfall (2012)

Diretto da una mano pesante come quella di Sam Mendes e fotografato dal più audace, interessante e significativo direttore della fotografia attivo ad Hollywood, ovvero Roger Deakins, Skyfall si regge sulle sue immagini ma fallisce nel tentativo di definire una volta per tutte la mitologia del personaggio interpretato da Daniel Craig. L’entrata in scena di Bond, con il taglio di luce sull’occhio, è una sequenza bellissima in grado di riassumere perfettamente il senso che il film vuole dare al suo protagonista. La scazzottata nel grattacielo di Shanghai, che riprende tutte le sigle di Saul Bass in un tripudio estetico e cinetico meraviglioso, è uno dei momenti più alti della saga. Nel finale ci si distacca definitivamente da quello che era stato il “cinema di 007”, scegliendo una direzione meno raffinata e più gretta. 

1. Casino Royale (2006)

Fin dal primo film della saga, è chiaro che con Daniel Craig si tenta una svolta per il personaggio di James Bond. Rispetto ai suoi predecessori, il nuovo agente segreto è decisamente più rude e sbrigativo, più ingenuo e spiccio nei modi. Meno raffinato o ammiccante. Martin Campbell sfodera le sue armi migliori e confeziona un film dal ritmo impeccabile, senza pause, indecisioni, o momenti di stanchezza. La narrazione non segue più la consueta struttura dei precedenti film della saga (chiamata, missione, showdown finale, coda), ma viene concentrata in avvenimenti che si svolgono nell’arco di pochissimo tempo e che sono determinati dalla disperata esigenza di sopravvivenza del protagonista. 

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Alicia Keys produrrà una commedia romantica per Netflix

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Deadline fa sapere che Alicia Keys è in trattative per produrre una nuova commedia romantica targata Netflix, dal titolo ancora da definire, alla cui regia troveremo Steven Tsuchida.

Alicia Keys pronta a produrre la nuova commedia romantica targata Netflix

La vincitrice di un Grammy Award e già produttrice del recente e apprezzato Work It, disponibile sempre sulla celebre piattaforma streaming, sarebbe quindi dietro questo appetibile progetto, incentrato sui legami affettivi della vita di coppia e della famiglia.

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Work It, una scena del film

Leggi anche: Robert Downey Jr. | l’attore produrrà una serie tv poliziesca su Apple Tv+

La storia sarebbe infatti incentrata sulla figura di una pop star in ascesa, di nome Erica, che finisce per esibirsi al matrimonio del suo ex fidanzato. L’ambientazione sullo sfondo è un resort di lusso su un’isola. La giovane tenterà in tutti i modi di tenere la passata relazione fuori dai giochi, ma non sarà così semplice.

Erica riscopre l’antico sentimento nei confronti del suo ex, Jason, presto sull’altare con la bella e ignara Beverly. Nel frattempo il fratello di lui, Caleb, ce la mette tutta pur di impedire che i due si innamorino di nuovo.

Chi saranno i protagonisti del progetto tra romance e pop music

Protagonisti della pellicola saranno Christina Milian (Be Cool), Jay Pharaoh (Saturday Night Live) e Sinqua Walls (Teen Wolf). Alla sceneggiatura hanno collaborato Stella Meghie, Dana Schmalenberg e Rheeqrheeq Chainey.

Leggi anche: Leonardo DiCaprio produrrà l’adattamento di un importante romanzo

Alicia Keys produrrà il progetto grazie alla sua etichetta AK Worldwide, insieme a Maggia Malina per The Malina Yarn Company e Jeremy Kipp Walker per Story Ink. Le riprese dovrebbero tenersi nelle isole Mauritius, ma ancora non ci sono ulteriori dettagli circa l’avvio dei lavori.

In attesa di saperne di più, vi lasciamo con il trailer del divertente Work It, per avere un assaggio di cosa piace alla nostra Alicia Keys.

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