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Series Con, la prima edizione a Milano: il programma completo

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Un weekend di proiezioni, incontri, ospiti presso Tenoha Milano la prima edizione di Series Con, tutto il meglio della serialità a Milano l’11 e il 12 maggio. Saranno assegnati il Golden Couch Award per la migliore serie 2018/2019 alla serie Skam Italia e il Golden Screen Award al migliore interprete italiano del 2018/2019 a Tommaso Ragno. 

Lo scrittore Niccolò Ammaniti per un incontro “sulla serialità in tv e la letteratura” e Tommaso Ragno, attore interprete de Il miracolo e vincitore del Golden Screen Award; il conduttore Alessandro Cattelan sul dietro le quinte del programma EPCC; le attrici Lodovica Comello, Beatrice Arnera e Caterina Guzzanti, protagoniste di Extravergine, Romolo+Giuly e di Boris, le tre comedy firmate da Fox Networks Group Italy.

E poi l’appuntamento con la stand-up comedy di Netflix con Edoardo Ferrario, Francesco De Carlo e Saverio Raimondo e l’incontro con Fabio Volo, per Untraditional di Discovery. Per i fan di Gomorra – La serie, Sky Italia in prima fila con Salvatore Esposito, Ivana Lotito e Louise Brealey e per quelli di Skam Italia di TIMVISION gli attori Ludovica Martino e Giancarlo Commare. E ancora l’anteprima nazionale di Chernobyl, l’attesa serie originale di Sky ed HBO sul disastro nucleare del 1986, di The Rain (seconda stagione) di Netflix presentato dall’attore Lucas Lynggaard Tønnesen e di Fleabag (seconda stagione) per Amazon Prime Video.

Sono alcuni dei protagonisti della prima edizione di Series Con, il nuovo grande evento dedicato alla serialità, l’11 e il 12 maggio, a Milano, presso Tenoha (via Vigevano, 18 – ingresso libero).  Incontri, ospiti, talent, talk sul tema e proiezioni saranno i protagonisti della due giorni organizzata da Stardust by QMI sul “fenomeno del momento: tutti le guardano, tutti ne parlano, si sono moltiplicate riscuotendo sempre maggiore successo”.

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NETFLIX – Per la gioia di tutti coloro che ne hanno amato la prima, Netflix regalerà al pubblico presente alla manifestazione la visione del primo episodio della seconda stagione di The Rain, atteso seguito delle vicissitudini di un gruppo di sopravvissuti in una Scandinavia post apocalittica, prima produzione originale di Netflix in Danimarca. La serie tv sarà disponibile su Netflix dal 17 maggio.  A presentare l’anteprima uno dei protagonisti: Lucas Lynggaard Tønnesen.

Sempre grazie a Netflix, Series Con ospiterà l’anteprima de Il satiro parlante di Saverio Raimondo (su Netflix dal 17 maggio), il terzo dei nuovi speciali originali Netflix di stand up comedy prodotti da Dazzle e da Aguilar. Sempre Raimondo sarà protagonista di un panel sulla stand-up comedy in Italia insieme a Edoardo Ferrario e a Francesco De Carlo, anche loro presenti su Netflix con il proprio speciale.

SKY – Grazie alla collaborazione con Sky, Series Con ospiterà un panel sulla serie di culto Gomorra, la cui quarta stagione è su Sky Atlantic e NOW TV. Saranno presenti i protagonisti Salvatore Esposito (Genny Savastano), Ivana Lotito (Azzurra) e Louise Brealey (già vista nella serie Sherlock). In programma anche un incontro, tra letteratura e cinema, con lo scrittore Niccolò Ammaniti che ha firmato la serie tv Il miracolo e l’incontro con l’attore Tommaso Ragno, protagonista de Il miracolo e vincitore del premio Golden Screen (il premio assegnato da una giuria di esperti e addetti ai lavori al migliore attore/attrice del 2018). Dal mondo Sky e di televisione e dietro le quinte si parlerà con Alessandro Cattelan, conduttore televisivo di EPCC, talk show con interviste ad ospiti esclusivi, musica e comicità irriverente. In programma sarà poi proiettato – in anteprima nazionale – il primo episodio di Chernobyl, serie originale di Sky e HBO, in esclusiva su Sky Atlantic e disponibile su NOW TV dal 10 giugno. Una delle peggiori catastrofi mai provocate dall’ uomo raccontata attraverso gli atti di coraggio di quanti provarono a salvare l’Europa da un disastro inimmaginabile, quello nucleare nell’ Unione sovietica. Interpreti d’eccezione Jared Harris (Mad Men, The Crown), Stellan Skarsgård (Melancholia, Mamma Mia!, Will Hunting – Genio ribelle), Emily Watson (Le onde del destino, Everest, Storia di una ladra di libri) e Jessie Buckley (Taboo).

 FOX NETWORKS GROUP ITALY – Grazie alla collaborazione di Fox Networks Group Italy, Series Con ospiterà un panel incentrato sulle comedy made in Italy: da Boris alla nuova produzione Extravergine, passando per Romolo+Giuly – La guerra mondiale italiana. Saranno presenti le attrici: Lodovica Comello (Extravergine), Caterina Guzzanti (Boris) e Beatrice Arnera (Romolo+Giuly) e Alessandro Saba, Vicepresident responsabile dei canali Entertainment di Fox Networks Group Italy.  Sempre grazie a Fox Networks Group Italy, a Series Con verrà proiettato in anteprima nazionale il 20° episodio inedito della 15° stagione di Grey’s Anatomy.

INFINITY e MEDIASET – Due le sorprese in anteprima per i gli spettatori di Series Con: l’episodio 1 della terza stagione di Lethal Weapon (in onda su Italia 1), la serie tv poliziesca creata da Matt Miller e gli episodi 16 e 17 della stagione 12 di The Big Bang Theory, una delle serie più seguite in Italia e all’estero (in onda su Infinity).

TIMVISION – Nella prima edizione di Series Con in programma l’incontro con una parte del cast di Skam Italia, la rivoluzionaria serie teen prodotta da TIMVISION PRODUCTION con Cross Productions, per laregia di Ludovico Bessegato, la cui seconda stagione è vincitrice del Golden Couch Award, il premio alla migliore serie 2018/2019 assegnato dal pubblico con le votazioni on line su www.seriescon.it. Presenti all’incontro Ludovico Bessegato per Cross Production, Annamaria Morelli per TIMVISION e gli attori Ludovica Martino, Ludovico Tersigni, Giancarlo Commare e Pietro Turano.

Tra gli altri ospiti della prima edizione di Series Con, ci sarà anche Fabio Volo per Untraditional 2 (Discovery), la produzione scritta dallo stesso Volo, che lo vede dividersi tra Milano e New York nel tentativo di riconquistare la moglie e realizzare la sua serie. Spazio anche alle famiglie con la proiezione, in anteprima nazionale, dei primi due episodi di Bakugan Battle Planet, attesissimo reboot dell’anime giapponese Bakugan Battle Brawlers, in onda in Prima Tv assoluta su Cartoon Network (canale 607 di Sky) il sabato e la domenica alle 17.25. La nuova serie, prodotta da TMS Entertainment e Japan Vistac, segue le appassionanti ed epiche avventure di Dan Kouzo e i misteriosi alieni.

Tra le anteprime di Series Con l’atteso primo episodio della stagione 2 di Fleabag, la serie tv creata, scritta e interpretata da Phoebe Waller-Bridge, nei panni di una ragazza alle prese con le frustrazioni della vita di ogni giorno, con la sua famiglia, gli amici e l’amore (dal 17 maggio su Amazon Prime Video). Dalla Londra contemporanea ci spostiamo a Oxford negli anni ’60 con l’anteprima del primo episodio di Il giovane ispettore Morse, l’acclamata serie inglese prequel dello storico Ispettore Morse, uno dei personaggi più iconici nati dalla penna di Colin Dexter (dal 14 giugno in prima serata Paramount Network, il canale di Viacom Italia dedicato agli amanti delle storie sul 27 del dtt e di tivusat).

Attenzione al mondo Industry con il panel dal titolo “Nella bottega della serie tv” con Mario Gianani (Wildeside); Riccardo Tozzi (Cattleya) e Domenico Procacci (Fandango).

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Cinema

Venezia 77 | Vinicio Capossela ci parla di “The New Gospel”, di Enzo Del Re e della lotta di classe

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Capossela Venezia 77

Vinicio Capossela è non solo la voce narrante ma anche il compositore di alcune delle musiche che compongono il nuovo film di Milo Rau, Das Neue Evangelium (The New Gospel), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nell’ambito delle Giornate degli Autori. Il regista e saggista svizzero si chiede che cosa avrebbe predicato Gesù nel XXI secolo e chi sarebbero stati i suoi discepoli? A queste domande Rau risponde mettendo in scena una “rivolta della dignità” guidata dall’attivista politico Yvan Sagnet, seguendo il modello pasoliniano de Il Vangelo Secondo Matteo.

The New Gospel | intervista a Vinicio Capossela

Capossela, che ha incontrato Milo Rau proprio a Matera nell’anno della Capitale della Cultura, la città in cui il cantautore ha ambientato il videoclip de “Il Povero Cristo” diretto da Daniele Ciprì, ha scelto la musica del cantautore pugliese Enzo Del Re come contrappunto alle immagini del film, riprendendo il riff della canzone-manifesto “Lavorare con lentezza” e la splendida “L’Organizzazione Nuova”, tratta da “Maùl”, il “white album” del cantautore molese. Nella nostra intervista Vinicio Capossela ci parla dei motivi che lo hanno indotto a scegliere la musica di Enzo Del Re per il film di Milo Rau, ma anche di lotta di classe e del Cristo di Nikos Kazantzakis.

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Cinema

Venezia 77 | Mainstream | La recensione del film di Gia Coppola

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Gia Coppola approda alla 77ª Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti con un film scritto e diretto da lei, intitolato Mainstream. La pellicola vanta nomi hollywoodiani noti come Andrew Garfield, Maya Hawke e Nat Wolff.

Mainstream | La sinossi del film

Un ragazzo che vive per strada trovando lavori occasionali, incontra per caso una ragazza che fa la barista e viene all’istante catturata dal suo carisma. Ne scaturisce una sequela di eventi che porterà i due a diventare parte integrante del mondo social, lui star del web lei la mente dietro all’obiettivo. Pian piano peró le cose sfuggiranno un pochino di mano e bisognerá fare i conti con l’influenza che questo personaggio tanto osannato, ha sulla nuova generazione.

Mainstream | La recensione del film


Mainstream risulta un ottimo equilibrio tra critica sociale ed intrattenimento. Gia Coppola (nipote di Francis Ford Coppola), scrive e dirige un film molto maturo e attuale che svecchia un po’ le tematiche e soprattutto la modalitá registica della zia Sofia. Maya Hawke conferma la sua sempre più professionale bravura, mentre Andrew Garfield sprigiona una potenza incredibile, 2-3 dei suoi monologhi catturano l’attenzione tenendoti incollato allo schermo e l’interpretazione in toto è impregnata di un carisma e una espressivitá degne di nota.

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A livello di regia e montaggio vengono messe in scena trovate interessanti, talvolta un pochino allucinate ma originali ed intuitive. La scrittura invece è un pochino smarrita nella prima metá per poi consolidarsi nella seconda, rafforzando il contesto e concentrandosi sulle critiche. Il punto di forza più alto dell’intero film, sono appunto queste riflessioni che vengono mosse contro i social, la pericolosità che possono acquisire e l’enorme credito attribuito a questi influencer, che vengono venerati talvolta senza fondamento.


Ormai la società odierna è spesso assoggettata in maniera troppo semplicistica, copiando stili di vita e finendo per essere soggiogata al volere di icone che si credono supereroi. Il concetto viene reso bene in una scena in cui il protagonista provoca una sensazione di vera umiliazione, tramite una situazione crudele e devo ammettere che per come ci viene proposto, risulta tanto delirante quanto funzionale.
Concludo dicendo che il film per me merita di sicuro la visione, ha vari momenti di stallo o migliorabili ma nel complesso porta lo spettatore a ragionare e mettersi in discussione. Ci tengo a finire citando una frase che mostra un’ideale puro, detto quando ancora si crede nelle proprie motivazioni, magari prima di essere corrotti da altro. “Voglio fare cose, per cui la gente provi altre cose”.

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Cinema

The Book of Vision | L’apertura della Settimana della Critica è targata Malick

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Scelto per aprire la 35esima Settimana Internazionale della Critica, durante la 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, The Book of Vision sfoggia un nome di grande richiamo tra le sue fila. Terrence Malick è infatti tra i produttori esecutivi della pellicola, firmata da Carlo S. Hintermann, al suo debutto nel lungometraggio.

La guida, o meglio la supervisione, dell’apprezzato cineasta è ben evidente anche solo osservando il trailer del film. Ma andiamo per ordine.

The Book of Vision | L’influenza malickiana

Eva (Lotte Verbeek, Outlander) è un chirurgo che decide di interrompere la carriera per dedicarsi allo studio della storia della medicina. È così che si imbatte in un antico manoscritto, curato da un dottore della Prussia del Settecento, tale Johan Anmuth (Charles Dance, Game of Thrones). Improvvisamente la donna viene proiettata in quell’epoca e sente un legame indissolubile con coloro che conobbero il luminare.

Leggi anche: TENET | La “enoisnecer” NO SPOILER del film che fa ripartire il cinema

The Book of Vision è un’opera delicata, complessa, piena di sfaccettature. A un primo sguardo potrebbe non arrivare la mole di suggestioni e di argomenti che la compongono.

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The Book of Vision, una scena del film

Visivamente di impatto, grazie anche a questa atmosfera che rimanda alla mente lo stile malickiano, venato di una poesia impossibile da descrivere a parole, il film prende per mano lo spettatore e lo immerge via via sempre più dentro il suo universo.

La componente naturalistica, esaltata nella sua bellezza dal tappeto musicale, dà il suo enorme contributo, andando a imprimersi nella mente di chi osserva e portandolo a vivere in un limbo tra sogno, realtà, allucinazione. Proprio come capita ai personaggi, ci si trova incapaci di separare e spesso di dare un senso a ciò che ci si trova davanti.

La vita e la morte separate da un velo ma mai disgiunte

Il rosso è il colore predominante – negli abiti, nel colore dei capelli della protagonista, nel sangue, nell’arredamento: simbolo dell’energia vitale, mentale e fisica, diviene la linfa da cui tutto dipende, infondendo al tempo stesso una grande potenza alle immagini e al loro significato.

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The Book of Vision, una scena del film

La vita e la morte si (con)fondono, in un ciclo senza fine. Così la pellicola termina dopo aver compiuto il suo giro e tornando sull’inquadratura dell’apertura. Un velo separa la vita terrena dall’aldilà, e basta un semplice gesto per poter toccare chi è andato dall’altra parte ma non è morto.

La riflessione sollevata da The Book of Vision è in qualche modo debitrice a Malick e a tutta una serie di autori che si sono mossi nella stessa direzione. Certo il discorso sarebbe ampio e complesso, dal momento che in campo vengono messi numerosi elementi – l’esistenza dell’anima, le superstizioni, l’immortalità – ma la storia è interessante per altri motivi.

L’importanza dell’ascolto e della storia

In primis perché pone alla nostra attenzione un discorso non così trattato né banale, quale quello del rapporto medico-paziente. Se in passato il secondo veniva ascoltato davvero da colui a cui si rivolgeva per essere curato, nel corpo e nello spirito, questa usanza viene tutto a un tratto abbandonata.

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Il corpo umano è adesso un oggetto, un campo di gioco, le persone sono solo occasioni per nuove scoperte e sperimentazioni. Si perde l’interesse verso le storie e si porta avanti quello per gli organi. È questo che conduce Eva a capire quando e cosa è cambiato nel corso dei secoli, e perché.

Portatrice di una sorta di giustizia altra, la donna si sente chiamata in causa in prima persona, nel tentativo di riconnettere il passato con il futuro.

La maternità ha chiaramente un ruolo di primo piano nella vicenda, intrecciandosi fortemente con i personaggi femminili mostrati. A tal proposito una lode va alla Verbeek e a Isolda Dychauk (nel ruolo di Maria), splendide rappresentanti di una femminilità ormai quasi persa.

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