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Stateless | La recensione della serie Netflix con Cate Blanchett

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Quattro distinte storie, quattro percorsi personali che si incrociano e intrecciano all’interno di un campo di detenzione per gli immigrati in attesa di richiesta d’asilo su suolo australiano. Una giovane donna di origini tedesche che sta fuggendo da un culto che l’aveva circuita e un rifugiato di origini afgane in cerca di ciò che rimane della sua famiglia, e poi ancora un padre di famiglia che pensava di aver trovato il lavoro perfetto e una burocrate alle prese con la complessa gestione della struttura e degli esseri umani lì reclusi.

Stateless non va per il sottile già nei primi due episodi, qui oggetto di analisi, e riporta alla mente almeno nelle fasi iniziali la struttura ad incastro che tanta fortuna diede a Alejandro González Iñárritu nella realizzazione della sua Trilogia sulla morte. In occasione dell’arrivo in esclusiva su Netflix vi portiamo alla scoperta di un progetto ricco di spunti interessanti e aperto a riflessioni quanto mai contemporanee.

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Stateless – Lo scavo del dramma

Il primo episodio in particolar modo è quello più frastagliato, con i vari tasselli che seguono le relative storyline prima di collimare definitivamente e aprire un quadro generale più esaustivo e organico. Un approccio ad alto ritmo che rischia parzialmente di introdurre troppo velocemente i personaggi e le contigue situazioni che le vedono coinvolti, con un montaggio che alterna senza continuità di sorta i vari cambi di location per esporre nel minor tempo possibile tutte le carte narrative in ballo.

Se l’intento di fondo appare già quindi lodevole, la messa in scena è invece poco omegenea e solo dalla seconda puntata si comincia a intravedere il cuore pulsante del racconto, quando la “prigione” per i richiedenti asilo diventa l’ambientazione principale. E allora ecco il via ad una manciata di flashback che riguardano il controverso personaggio di Sofie, nella ricerca di variera un’impostazione base che altrimenti potrebbe soffrire di stagnazione.

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Stateless – Spunti e potenzialità

Stateless accende i riflettori sul dramma sempre attuale inerente l’immigrazione di massa, che riguarda bene o male gran parte del mondo occidentale, e non è un caso che la vicenda sia ambientata proprio in Australia, uno dei Paesi che impone maggior restrizioni a chi varca i confini nazionali. Una serie fortemente voluta dalla produttrice Cate Blanchett, che si ritaglia anche un amiguo ma efficace ruolo secondario, proprio per porre l’attenzione sull’argomento e aprire gli occhi al grande pubblico su dinamiche spesso sconosciute all’opinione pubblica.

La storia è ispirata a quanto realmente accaduto alla cittadina di origini tedesche Cornelia Rau, detenuta in uno di questi campi per dieci mesi tra il 2004 e il 2005, con le ovvie libertà del caso per rendere il tutto più appetibile allo spettatore. Questi due episodi d’apertura garantiscono una discreta carica tensiva, con momenti toccanti ed altri spiazzanti, e un discreto contorno che mette anche a confronto le differenze sociali tra i vari angoli del pianeta, innescando al contempo elementi pronti a scatenare sviluppi interessanti nel prosieguo del racconto. Se il buongiorno si vede dal mattino, le premesse sono incoraggianti.

Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto coi classici hollywoodiani e indagato, con il trascorrere degli anni, nella realtà cinematografiche più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte senza limiti di luogo o di tempo, sono attivo nel settore della critica di settore da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito di quella musicale.

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Fear Street | Netflix ha acquistato la trilogia horror dei romanzi di RL Stine

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Il servizio di streaming ha acquisito i diritti di una trilogia di film di Fear Street basata sui romanzi horror oscuri, violenti e incentrati sugli adolescenti dell’autore RL Stine. Il piano originale prevedeva che tutti e tre i film fossero distribuiti nelle sale dalla Fox un mese alla volta la prossima estate, il che avrebbe attirato un gran numero di spettatori, che sono abituati a fare delle vere e proprie maratone su Netflix con le serie tv. Oggi, invece, in accordo con lo streamer, è stato stretto un accordo tra Netflix e Disney per acquisire tutti e tre i film completi per rilasciarli direttamente sul servizio di streaming, durante un evento a tema che sarà sponsorizzato come The Summer of Fear.

Cosa dobbiamo aspettarci da Fear Street?

Deadline dice che Leigh Janiak , i cui crediti alla regia includono l’indie Honeymoon del 2014 e un paio di episodi di spettacoli come Outcast e Scream: The TV Series , ha finito per dirigere tutte e tre le voci in questa trilogia di Fear Street . Un rapporto precedente indicava che avrebbe diretto solo il primo e il terzo, con il regista Alex Ross Perry che sarebbe intervenuto per dirigere il secondo film. Adesso però, non sembra essere andato tutto per il meglio.

Hollywood ha lavorato alla realizzazione di un film di Fear Street per cinque anni, e sebbene originariamente avrebbe dovuto servire come una rinfrescante scossa al modo in cui gli studi tipici gestiscono le uscite cinematografiche, la pandemia ha reso il calendario delle uscite cinematografiche del 2021 troppo affollato e difficile da gestire. Per questo motivo, piattaforme come Netflix sono perfette e utili alla causa. Si vocifera inoltre, che questi film siano “molto più spaventosi” rispetto ai contenuti standard offerti dalla Disney. Molto probabilmente, verrà apposto con un logo diverso per simboleggiare la differenza di materiale, non adatto a un pubblico troppo piccolo.

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Alcune curiosità su Fear Street

La saga di Fear Street iniziata nel 1994, vede al centro della storia un gruppo di adolescenti che scoprono una serie di eventi terrificanti ambientati nella loro città natale di Shadyside, nell’Ohio. Peggio ancora, gli adolescenti potrebbero essere i prossimi obiettivi. I film coprono tre diversi periodi di tempo, compreso il 1600. Come abbiamo discusso in precedenza, gli attori Kiana Madeira e Olivia Welch stanno interpretando “gli adolescenti gay che cercano di portare avanti la loro difficile relazione facendo i conti anche con gli orrori che stanno colpendo la loro piccola città di Shadyside. Ogni attrice interpreterà due personaggi diversi – uno a metà degli anni ’90 e uno nel 1600, quando le donne gay dovranno affrontare le avversità e le ripercussioni per la loro condizione. Entrambe dovrebbero apparire in tutti e tre i film.

A formare il cast: Benjamin Flores Jr , Gillian Jacobs , Darrell Britt-Gibson , Ashley Zukerman , Fred Hechinger , Julia Rehwald e Jeremy Ford. Stranamente, non c’è alcuna menzione di Sadie Sink, confermata lo scorso anno tra i protagonisti.

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The Sleepover | il trailer dell’adventure movie su Netflix

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Per chi volesse vedere qualcosa di nuovo su Netflix, che sia movimentato e divertente allo stesso tempo e che magari ricordi Spy Kids non deve far altro che aspettare il 21 agosto. Per quale motivo? Il motivo sta nel fatto, che tra le novità del mese di agosto della piattaforma streaming è stato inserito l’adventure movie per tutta la famiglia The Sleepover. Intanto, non dimenticatevi di vedere il trailer inserito a metà pagina!

Perchè vi piacerà The Sleepover?

La nuova commedia d’azione di Netflix è interpretata da Malin Ackerman nei panni di una casalinga e mamma di periferia dal passato segreto. Quando questo busserà alla sua porta, verrà rapita insieme al marito (Ken Marino), portando i fratelli Clancy ( Sadie Stanley ) e Kevin ( Maxwell Simkins ) a unirsi per salvare la vita dei genitori.

Il film vi piacerà sia per la trama avvincente e sia per la scelta di un cast notevole, dimostrando per l’ennesima volta, l’abilità di Netflix di saper unire nomi famosi con nomi sconosciuti. Perfetto da vedere in compagnia di tutta la famiglia, il cuore del film risiede proprio nell’amore nei confronti dei propri genitori e la determinazione nel salvarli da parte dei figli. La regista è Trish Sie (nota per aver diretto Pitch Perfect 3 tra gli altri) e vede la partecipazione anche dell’affascinante Joe Manganiello.

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La sinossi del film

In questa commedia di avventura per famiglie, Clancy (Sadie Stanley) e suo fratello Kevin (Maxwell Simkins) scoprono la vera identità della madre Margot (Malin Åkerman). La loro apparente ‘mamma normale’ in realtà è una ex ladra di alto livello entrata nel programma di protezione dei testimoni . Un giorno, i loro genitori (il papà interpretato da Ken Marino) vengono rapiti e costretti a fare un ultimo colpo. Insieme a loro ci sarà un’ex fiamma di Margot (Joe Manganiello), che li porterà in una vita che credevano ormai morta e sepolta. I fratelli a questo punto non possono far altro che unire le loro forze per salvare i genitori, all’insegna di un’avventura che non dimenticheranno mai.

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Anelka | su Netflix arriva il documentario sull’ex calciatore “incompreso”

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Una storia personale come quella di Nicolas Anelka, dagli inizi nella banlieu parigina fino al gestaccio che ha determinato la fine della sua carriera in Premier League, non poteva che attirare l’attenzione di Éric Hannezo, regista e produttore francese già autore del remake di Cani Arrabbiati di Mario Bava. Il documentario Anelka, l’incompreso è disponibile da mercoledì 5 agosto in streaming su Netflix.

Anelka, l’incompreso | il film su Netflix

Il film di Hannezo racconta l’incredibile percorso dell’enfant terrible del calcio francese, che con la sua nazionale ha vinto il Campionato europeo nel 2000 e la Confederations Cup nel 2001. La carriera di Anelka, oggi Abdul-Salam Bilal, il nome scelto dopo la conversione all’Islam nel 2013, è cominciata da ragazzino nel Psg e culminata oggi nel ruolo di allenatore per le giovanili del Lilla.

Il documentario Netflix raccoglie le testimonianze di alcuni ex compagni di squadra come Thierry Henry, Paul Pogba o Robert Pirés, per spiegare come sia stato possibile che tutto il suo talento possa essere stato frenato e sabotato dal suo carattere impossibile e dai problemi fuori dal campo, tra cui si ricorda va ovviamente ricordato il giorno in cui, durante i Mondiali 2010 in Sudafrica, le sue parolacce al c.t. Domenech ne provocarono la cacciata dalla nazionale. La squadra si schierò al suo fianco, ammutinandosi. Ma come dimenticare le liti con Vieira nel periodo londinese o ancora gli scontri con i compagni del Real, accusati di non festeggiare adeguatamente i suoi goal per gelosia. 

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Una carriera problematica

Quando era al Liverpool, Anelka accusò di razzismo il tecnico Gerard Houllier. Poi ci fu la firma con il West Bromwich Albion a luglio 2013, l’annuncio del ritiro dal calcio il mese successivo, il ritorno in campo e il gesto “quenelle” che determinò la squalifica e di fatto la fine della sua carriera, chiusa ufficialmente nel 2015 dopo l’esperienza in India con il Mumbai (nel mezzo, una curiosa esperienza all’Atletico Mineiro: firmò il contratto e non si fece più vedere). “Incompreso”, come esplicita didascalicamente il titolo del film, ma forse non da tutti: Arsène Wenger all’Arsenal o ancora Carlo Ancelotti al Chelsea sono stati forse gli unici a domare la sregolatezza, esaltandone le qualità. 

Il fattaccio dei Mondiali in Sudafrica

Il documentario Netflix si sofferma principalmente su quell’incredibile episodio sudrafricano, quando il ritiro della nazionale francese si trasformò in un casus belli a causa della presenza di troppe personalità contrastanti, mal gestite dallo staff di c.t. Domenech. Durante l’intervallo della seconda gara persa con il Messico, l’allenatore venne insultato pesantemente da Anelka. Uno sfogo che solo due giorni dopo finì in prima pagina sul quotidiano Equipe, facendo scoppiare un enorme polverone e producendo l’epurazione di Anelka. Una decisione che non fece che peggiorare le cose, dal momento che i suoi colleghi decisero per protesta di non allenarsi. Uno sciopero surreale, con i giocatori che non volevano sentirne di scendere dal pullman. 

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