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Cinema

The Irishman, un’epopea umana e criminale intorno all’elegia e al carisma di De Niro

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Frank Sheeran (un fascinosissimo Robert De Niro) è veterano di guerra, reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, e per camparsi guida camion. Il suo incontro con Ross Bufalino (un bravissimo Joe Pesci), boss della mafia di Philadelphia, lo inizierà alla “carriera” mafiosa trasformandolo in breve tempo in un esecutore freddo e sistematico, un “imbianchino” di cui fidarsi ciecamente.

Un giro di vite con altrettanto frenetico ricambio d’armi (prontamente gettate nel fiume dopo ogni delitto), che farà di Sheeran “l’irlandese” e il prediletto di Bufalino, il quale lo presenterà poi anche a Jimmi Hoffa (il grande Al Pacino), popolare e potente capo del sindacato dei camionisti. Prenderà così il via di un sodalizio, ma anche una vera e propria amicizia, che attraverserà l’America anni ’60, imbrattata di corruzione, sangue e mafia. Un legame solido e controverso destinato però anche a generare un pericoloso conflitto di coscienza e interessi, che si chiuderà poi con la misteriosa scomparsa di Hoffa.

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Presentato e ampiamente applaudito alla Festa del Cinema di Roma 2019 l’attesissimo lavoro del maestro Martin Scorsese dal titolo The Irishman. Un’opera fiume (tre ore e mezza) che prende spunto dal libro di Charles Brandt I Heard You Paint Houses per rivelarsi saga criminale ma anche epopea umana ruotata attorno al fascinoso “irlandese” di un magnifico Robert De Niro. A trent’anni di distanza da Quei bravi ragazzi e forte di una carriera di successi indiscussi e variegati, Scorsese torna ancora una volta a immergersi nel mondo della criminalità, ma lo fa con avvolgente elegia e una smaccata nostalgia, senza mai perdere di vista il lato più malinconico e umano (più o meno “pietoso”) di tutti gli attori in scena, e in particolare del fenomenale trio di protagonisti.

Nell’efferatezza dell’ascesa e nella drammatica malinconia di quella discesa che prima o poi tocca a tutti (la famosa ‘A livella di Totò), Scorsese tratteggia attorno all’irlandese e ai suoi legami più stretti e significativi (Bufalino, Hoffa, la figlia Peggy) una saga che non esclude nessun elemento di genere (sparatorie, sangue, patti, omertà), ma che circuisce con ritmo, grande stile e sensibilità artistica il pubblico e il privato di una malavita fatta di bravi ragazzi, che governa a suon di rese dei conti e sangue versato, ma che poi finisce inesorabilmente nel silenzio di una bara, quando non peggio. Con The Irishman Scorsese affianca e confronta proprio i chiaroscuri di quello che sembra un mestiere come un altro, fa specchiare il frastuono giovane dell’ascesa nel timido silenzio della discesa, del “se ne sono andati tutti”, di un uomo (Bufalino) che ha decretato vita o morte di dozzine e dozzine di amici e conoscenti e che infine fatica perfino ad addentare un pezzo di pane.

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In The Irishman Martin Scorsese cerca e rintraccia dunque non più tanto il carattere e la tracotanza criminale quanto l’elegia mafiosa, quell’angolo di mondo dei cattivi abitato a un tempo solo da colpa e redenzione, da fedeltà e tradimento. E nei tanti rovesci delle medaglie di cui si narra, quest’ultimo lavoro di Scorsese segue il filo rosso di sodalizi e amicizie nate all’ombra di un patto d’onore e sigillate poi dentro una bara d’omertà. Un’opera che come le più grandi unisce al meglio forma e contenuti, e che prende corpo atto dopo atto attraverso lo splendido afflato di un cast pazzesco, la sceneggiatura puntuale di Steven Zaillian, la regia sinuosa e avvolgente di Scorsese, il montaggio preciso di Thelma Schoonmaker, la fotografia di Rodrigo Prieto e le musiche di Sean Sara Sella.

Regole e regolamento malavitoso riletti alla luce di un’intrigante storia vera e nella malinconia di un tempo che va e attraversa spazi, tempi e vite, esistenze tutte a loro modo impegnate a fare il loro – “è quello che è” – a scrivere quella personale storia che come tutte le storie ha la doppia connotazione dei bravi e dei cattivi ragazzi, uomini fragili e mortali (padri amici e mariti) da un lato, e operatori integerrimi del crimine dall’altro. 

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5 Punteggio
Regia
Sceneggiatura
Cast
Colonna Sonora

In me la passione per il cinema non è stata fulminea, ma è cresciuta nel tempo, diventando però da un certo punto in poi una compagna di viaggio a dir poco irrinunciabile. Harry ti presento Sally e Quattro matrimoni e un funerale sono da sempre i miei due capisaldi in fatto di cinema (lato commedia), anche se poi – crescendo e “maturando” – mi sono avvicinata sempre di più e con più convinzione al cinema d’autore cosiddetto di “nicchia”, tanto che oggi scalpito letteralmente nell’attesa di vedere ai Festival (toglietemi tutto ma non il mio Cannes) un nuovo film francese, russo, rumeno, iraniano, turco… Lo so, non sono proprio gusti adatti ad ogni palato, ma con il tempo (diciamo pure vecchiaia) si impara anche ad amare il fatto di poter essere una voce fuori dal coro...

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Cinema

Sto pensando di finirla qui | il trailer del nuovo film di Charlie Kaufman

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Netflix ha pubblicato il trailer ufficiale di Sto pensando di finirla qui (I’m thinking of ending things), il prossimo film del geniale Charlie Kaufman, che torna così dietro la macchina da presa dopo l’esperimento in stop-motion Anomalisa uscito nel 2015.

Sto pensando di finirla qui | trailer

Tratto dal libro di Ian Reid, Sto pensando di finirla qui vedrà tra i protagonisti Jessie Buckley, Jesse Plemons, David Thewlis e Toni Collette, e seguirà il viaggio di un ragazzo e una ragazza che hanno deciso di recarsi dai genitori di lui proprio mentre lei sta decidendo di lasciarlo. L’uscita di Sto pensando di finirla qui è prevista per il 4 settembre sulla piattaforma Netflix.

La sinossi del film

Nonostante i dubbi sul loro rapporto, una giovane donna (Jessie Buckley) parte in viaggio con il suo nuovo ragazzo (Jesse Plemons) alla volta della fattoria di famiglia. Bloccata alla fattoria durante una tempesta di neve con la madre (Toni Collette) e il padre (David Thewlis) di Jake, la ragazza comincia a mettere in discussione tutto quello che sapeva o credeva di aver capito del suo compagno, di se stessa e del mondo.

Leggi anche -> Venezia 72 – Anomalisa, il film d’animazione di Charlie Kaufman

Il ritorno dopo 12 anni 

L’ultimo film live action di Charlie Kaufman risale al 2008, quando uscì Synecdoche, New York, in cui il mai abbastanza celebrato Philip Seymour Hoffman interpretava Caden, regista teatrale con sintomi da ipocondriaco, la cui vita, famigliare e lavorativa, presentava conflitti e problematiche, che si evolvano e mutavano lungo un percorso privo di riferimenti spaziali e temporali. Il cast era composto, tra gli altri, da Catherine Keener nel ruolo della prima moglie del protagonista, da Michelle Williams, nel ruolo della seconda moglie e da Samantha Morton nel ruolo dell’amante.

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Scarpette rosse e i 7 nani | il trailer con la voce di Chloë Grace Moretz

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Lionsgate ha rilasciato il trailer ufficiale del film d’animazione in procinto di debuttare in tutto il mondo. Diretto da due registi sudcoreani Hong Sung-ho e Jang Moo-Hyun il film si intitola Scarpette rosse e i 7 nani. Sarà una versione totalmente diversa dalle solite fiabe con le quali siamo cresciuti nel corso dell’infanzia. È una sorta di riscrittura tra le iconiche fiabe tedesche come Biancaneve e Scarpette rosse. Doppiato da due volti noti di Hollywood, Chloë Grace Moretz e Sam Claflin, il film uscirà in digitale negli Stati Uniti venerdì 18 settembre e arriverà anche in Blu-ray e DVD il 22 settembre. Non perdetevi il trailer inserito a metà pagina!

La sinossi di Scarpette rosse e i 7 nani

Questa scandalosa parodia ambientata nel mondo delle favole, inizia quando Biancaneve ruba un paio di scarpe rosse che la trasformano in una principessa. Nel frattempo, la maledizione di una strega trasforma sette principi coraggiosi in nani, costringendoli a cercare la principessa e sperando in un bacio per poter spezzare il loro incantesimo. Insieme, devono affrontare la cattiva matrigna di Biancaneve – che non si fermerà davanti a nulla per riavere le sue preziose scarpe – e, lungo la strada, imparare che la vera bellezza è dentro e non solo esteriore.

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Il cast di Scarpette rosse e i 7 nani

Il cast vocale originale del film d’animazione Scarpette rosse e i 7 nani include la Moretz ( The Addams Family ) nei panni di Biancaneve, Sam Claflin ( Hunger Games ) nei panni di Merlino, Gina Gershon ( Riverdale ) nei panni di Regina, Patrick Warburton ( I Griffin ) come Specchio Magico e Jim Rash ( Community ) come Principe Average. Ci sono anche Simon Kassianides, Frederik Hamel, Nolan North, Frank Todaro, Ava Kolker, Asher Blinkoff e Juju Journey Brener. Il film è diretto da Hong Sung-ho e Jang Moo-Hyun tratto da una sceneggiatura scritta dal regista insieme ad Ahn Woong-Sub. Fin ora gli unici Paesi nei quali è stato rilasciato lo scorso anno sono Corea del Sud e Germania.

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Supercar | James Wan a lavoro sul film ispirato alla serie tv anni ’80

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Ci credete che sono trascorsi più di 30 anni da quando la serie tv Supercar con David Hasselhoff ha chiuso ufficialmente i battenti? Oggi – come riportato da Deadline – per tutti gli orfani di Michael Knight e di KITT, è un giorno da segnare sul calendario. Il regista James Wan ha confermato di aver collaborato con la Spyglass Media per sviluppare una versione cinematografica della serie tv anni ’80.

Cosa sappiamo sul film reboot di Supercar?

Come anticipato, Wan noto per aver lavorato in film come The Conjuring Universe , Aquaman, ha collaborato con la Spyglass Media, firmando un contratto per produrre il film insieme a Michael Clear, attraverso il banner Atomic Monster.

Secondo quanto riferito, il film di Knight Rider si svolgerà durante i giorni nostri ed è impostato per mantenere il tono contro il sistema, rispettando la serie originale. Il progetto sarà scritto dall’ex sceneggiatore di videogiochi TJ Fixman, che ha scritto e sviluppato i giochi Ratchet e Clank and Resistance: Fall of Man. Judson Scott sarà il produttore esecutivo del reboot.

Leggi anche: 5 motivi per cui gli horror di James Wan ci terrorizzano

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La storia di Supercar, la serie tv cult anni ’80

Creata da Glenn A. Larson, la serie originale è andata in onda per quattro stagioni dal 1982 al 1986 sulla NBC. David Hasselhoff trent’anni fa indossò per la prima volta i panni di Michael Knight, un pilota pronto a tutto pur di lottare contro il crimine, insieme alla sua inseparabile auto high-tech intelligente chiamata KITT.

A causa della sua popolarità, la serie è stata accreditata per aver lanciato Hasselhoff nel mondo dello spettacolo diventando un prodotto cult di quel decennio. Dopo la sua corsa, è diventato un franchising multimediale che ha portato a realizzare ben tre serie spin-off di breve durata, merchandising e videogiochi multipli.

Il film si andrà ad aggiungere alla lista di progetti in programma di James Wan che include il suo ultimo film horror Malignant , l’ultima puntata del franchise horror di successo The Conjuring: The Devil Made Me Do It , che ha prodotto e contribuito a sviluppare la sua storia.

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