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The Walking Dead 7, parla il regista Greg Nicotero

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IGN ha avuto la possibilità di parlare con Greg Nicotero, il produttore esecutivo, regista e supervisore degli effetti di The Walking Dead Stagione 7. “Colpisce la nostra gente profondamente, come fa il fumetto. Cambia la direzione di tutti. La cosa principale della stagione 7 è stabilire che il mondo là fuori non è quello che tutti pensano. Alla fine della stagione 6 Rick era così sicuro. ‘Stiamo solo andando ad eliminare questi ragazzi prima che lo facciano noi a loro’ ma non aveva idea di quello che avrebbe trovato. Quello che ho percepito è come il mondo non sia nemmeno vicino a quello che è la realtà del mondo e Negan è lì per dimostrarglielo“.

Nicotero ha aggiunto: “Nella stagione 7 di The Walking Dead ci sono tutti i nuovi mondi verso i quali stiamo andando incontro, in modo tale da non finire un capitolo senza senso, per poi avviarlo a metà del prossimo capitolo“. Ha anche affrontato la questione sollevata dai fan che pensavano di avere capito che lui e Lucile di Negan si fossero incontrati, denunciando il fatto che gli episodi della stagione 7 di The Walking Dead non sono necessariamente in ordine cronologico. Quindi, anche se i fan non hanno individuato un certo attore sul set tramite le foto dei paparazzi o hanno letto che non erano lì, non significa più di tanto.

E per quanto riguarda le preoccupazioni dei fan riguardo il Negan di Jeffrey Dean Morgan, hanno mantenuto la promessa rispetto al fumetto? “Quando si guarda il DVD [della Stagione 6], abbiamo girato delle versioni alternative del monologo di Negan” Anche se un altro grande cattivo sarà presente, Nicotero ha detto che non dimenticheranno gli zombie. “Questo è ciò che è The Walking Dead. E’ sempre importante mantenere attivo e rilevante il ruolo dei “vaganti” nella serie“. The Walking Dead Stagione 7 tornerà in anteprima sulla AMC in ottobre.

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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Serie tv

I punti di forza delle serie tv ideate e realizzate da Ryan Murphy

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Da molti anni ormai, il nome di Ryan Murphy è sinonimo e garanzia di successo. Sue sono alcune delle serie tv più apprezzate e seguite di tutti i tempi, da Glee ad American Horror Story, passando per 9-1-1, Pose e Nip/Tuck. L’ultima, in ordine cronologico, è Ratched, disponibile su Netflix dal 18 settembre, con Sarah Paulson protagonista. Ma quale è il segreto dietro una simile personalità?

Ryan Murphy e il glamour

Innanzitutto diremmo il glamour. Termine anglofono sinonimo di fascino, sensualità, eleganza, è un elemento imprescindibile in ciascuno dei prodotti targati Ryan Murphy.

Leggi anche: 5 personaggi iconici creati da Ryan Murphy

La questione è pressoché insindacabile. Ne sono un esempio i numerosi servizi dedicati dai magazine di tutto il mondo alle sue serie tv. Ma basta soffermarsi per qualche minuto su una qualsiasi delle inquadrature di American Horror Story per rendersene conto.

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Lady Gaga in American Horror Story: Hotel

Il cast come punta di diamante

E non è necessaria – per quanto assolutamente d’effetto – la presenza di una diva come Lady Gaga per dare lustro ai prodotti seriali di Murphy. Sensualità e poesia si intrecciano in maniera indissolubile, avvolgendo lo spettatore nelle loro spire e lasciandogli una sensazione forte e tangibile.

Certo buona parte del lavoro lo fanno chiaramente i volti dei protagonisti, alcuni dei quali poco noti prima di essere lanciati nel firmamento delle star dallo stesso Murphy.

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Finn Wittrock in American Horror Story: Freak Show

Pensiamo a Finn Wittrock (anche nel cast di Ratched), che è arrivato a dividere la scena con la vincitrice del Premio Oscar Renee Zelwegger in Judy. O a Lea Michele, candidata a un Grammy Award, e Chris Colfer, che è oggi anche un apprezzato autore di libri per ragazzi.

Senza tralasciare chiaramente uno come Darren Criss, vero e proprio attore feticcio per Murphy, dal momento che collabora con lui dai tempi di Glee e fino al più recente Hollywood.

Leggi anche: American Crime Story, i pro e i contro della nuova serie antologica di Ryan Murphy

Il regista, sceneggiatore e produttore televisivo sa bene quali sono le caratteristiche necessarie per bucare lo schermo. Dopo averle individuate, le pone sotto la luce dei riflettori e riesce a tirarne fuori il massimo dell’effetto.

Quando l’ambientazione detta lo stile

D’altro canto lo aiutano anche e soprattutto le ambientazioni scelte per i sui racconti. Che si tratti di un hotel infestato o di un palcoscenico, di un liceo come tanti o di un’aula di tribunale. Non c’è una serie o miniserie, in cui lui abbia messo lo zampino, che non esibisca suggestioni particolari da questo punto di vista. La narrazione ne esce arricchita. così come le emozioni risultano rafforzate.

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Una scena di Pose

Diventa così quasi inconfondibile lo stile di Murphy, sempre in bilico tra cosiddetti sacro e profano. Mescolando abilmente elementi onirici, fantasiosi, con altri ancorati alla realtà, viene costruito un terreno solido e sfaccettato su cui erigere qualsivoglia tipo di struttura.

Le tematiche affrontate e i fili conduttori nei prodotti targati Ryan Murphy

Ciascuna di queste possiede infatti una quantità di tematiche molto ampia e sempre rilevante. Dall’identità alla malattia, dal valore delle diversità al peso della notorietà, ciascun prodotto potrebbe essere preso e analizzato nella sua interezza. Ne verrebbe fuori un compendio tanto variegato quanto interessante.

Allo stesso modo sarebbe possibile rintracciare diversi fili conduttori, tra cui per esempio il coraggio, i sogni nel cassetto, la rivalità, il coraggio. Si deve infatti considerare la mole di personaggi mostrati di volta in volta, per cui si possono trovare rappresentanti di ogni tipo.

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Netflix

Ratched | La recensione della nuova serie tv di Ryan Murphy

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Dal 18 Settembre arriva su Netflix Ratched, la nuova serie tv nata dalla mente di Ryan Murphy con una favolosa Sarah Paulson protagonista. Ispirata al celebre romanzo Qualcuno volò sul nido del cuculo da cui è stato tratto l’omonimo film con Jack Nicholson del 1975, Ratched è una serie suddivisa in 8 episodi che alternano toni horror, thriller e melò in una suggestiva e nostalgica atmosfera anni ’40.

Ratched | Di cosa parla?

L’infermiera Mildred Ratched arriva in California per lavorare all’interno di un ospedale psichiatrico dove vengono sperimentate nuove pratiche sui pazienti con disturbi mentali. Metodi molto cruenti e all’avanguardia come la lobotomia, l’ipnosi e altri. Mildred si presenta con un aspetto perfetto, molto curata nel vestire e forbita nel linguaggio, ma nel corso della sua permanenza in quel nuovo ambiente, vengono piano piano a galla i suoi lati segreti e oscuri.

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Ratched | Sarah Paulson maestosa

Sarah Paulson è magnetica nel ruolo di questa donna inquietante, determinata e risoluta che sa quello che vuole, ma nasconde un passato torbido da scoprire. Guida ogni episodio con una personalità glaciale con uno sguardo che nasconde ogni forma di empatia, ma all’occorrenza un sorriso o una inaspettata dolcezza si impossessa del suo volto ingannando lo spettatore e tenendo sempre alta l’attenzione e la tensione.

Leggi anche: I personaggi più terrorizzanti di American Horror Story

L’attrice torna a lavorare con Ryan Murphy dopo la sua straordinaria interpretazione nelle varie stagioni di American Horror Story, e qui è affiancata da un cast di seria A con Cynthia Nixon, Judy Davis e Sharon Stone che danno vita a personaggi femminili carismatici e folli ognuno a modo suo.

Ratched | L’eco di Hitchcock

Colpisce senza dubbio la fotografia di Ratched che, giocando con colori vivaci delle scenografie e dei costumi, rende ogni inquadratura accattivante e vibrante. Anche la regia, in parte nelle meni dello stesso Murphy, è ambiziosa e creativa con ampi movimenti di camera e scelte stilistiche ricercate e curiose. Si avverte forte il riferimento al cinema di Alfred Hitchcock e di Kubrick, pur mantenendo un’anima puramente Murphiniana che abbiamo già apprezzato nelle sue precedenti creature per il piccolo schermo (Pose, American Horror Story, Glee, Feud, Hollywood).

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Momenti grotteschi e violenti si alternano a intrighi romantici, sessuali, politici, segreti e colpi di scena, per un mix irresistibile che coinvolge lo spettatore in un’avventura sensualmente pericolosa. Ratched è una serie raffinata, matura, graffiante e curata nei dettagli che ipnotizza con il suo intreccio narrativo, la sua estetica e le interpretazioni del cast ricche di energia e sentimento. Un vero colpo di fulmine.

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Dopesick | Anche Will Poulter nella nuova miniserie targata Hulu

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Dopo la Kaitlyn Dever di Booksmart, anche Will Poulter va a raggiungere Michael Keaton nel cast dell’attesa miniserie targata Hulu dal titolo Dopesick.

Dopesick | Di cosa tratterà la miniserie targata Hulu

La serie, scritta da Danny Strong e diretta da Barry Levinson, sarà un ambizioso, straziante e avvincente sguardo dentro l’epicentro della lotta che l’America porta avanti contro la dipendenza da oppioidi. Partendo da una comunità di minatori della Virginia fino ad arrivare ai corridoi della DEA, e passando per l’opulenza della Big Pharma di Manatthan.

Leggi anche: Black Mirror: Bandersnatch, il trailer del film ispirato alla celebre serie tv

Vengono così esibiti uno spaccato e vari ritratti di umanità, attraverso gli affetti e le relazioni che intercorrono tra i personaggi e che diventano uno specchio di dove si trova ora l’America. Mentre una luce di speranza brilla quegli eroi impegnati tutti i giorni contro la peggiore epidemia di droga nella stria del paese.

Will Poulter si unisce al già ricco cast

Stando insomma a quanto riportato da Deadline, la sta di The Maze Runner e Detroit avrebbe ottenuto un ruolo cosiddetto regular nel nuovo progetto. Si tratterebbe di un rappresentante delle vendite di nome Billy, che viene assunto dalla Purdue Pharma con lo scopo di aiutare nel lancio di un loro nuovo prodotto, la OxyContin.

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Will Poulter in una scena di The Maze Runner

L’attore ventisettenne va così ad arricchire il parterre composto da Keaton (nel ruolo di un medico vecchia scuola), dalla Dever (nei panni di una minatrice che avrà una relazione con Keaton) e da Peter Sarsgaard (che interpreta un assistente procuratore incaricato di perseguire la Purdue Pharma).

Ricordiamo che la nototrietà Poulter l’ha raggiunta nel 2010 con l’avventura fantasy Le cronache di Narnia: Il viaggio del veliero, e da lì di strada ne ha percorsa un bel po’, fino ad arrivare a titoli ben più rinomati e strutturati. Ne sono un esempio lampante The revenant e il più recente Midsommar.

Leggi anche: Detroit, il trailer del nuovo film di Kathryn Bigelow

Da non dimenticare anche la sua partecipazione nel film interattivo di Netflix, Black Mirror: Bandersnatch, che ha vinto due Emmy Awards lo scorso anno.

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