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The Walking Dead e le morti ingiuste…a volte!

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Per serie basata sull’arte della sopravvivenza durante un apocalisse zombie, non si può essere davvero arrabbiati con i produttori per le persone fatte fuori in The Walking Dead. È una cosa inevitabile. Ma l’unica cosa che si può fare è lamentarsi del personaggio che muore rispetto ad altri personaggi che hanno chiaramente l’esigenza di morire presto. E dopo questa pressa, ecco una lista di alcuni morti della serie The Walking Dead che la maggior parte di noi può condividere oppure no.

Andrea

Quando Andrea iniziò la serie, sembrava un personaggio perfettamente ragionevole. Siamo solidali con lei quando le muore la sorella, abbiamo fatto il tifo per lei quando impara a dare calci agli zombie. Ma poi incontra il Governatore e perde apparentemente la testa. Un uomo pazzo con un mucchio di acquari pieni di teste di zombie, una figlia non morta incatenata nella stanza sul retro, ed un debole per orchestrare combattimenti in un’ arena, in qualche modo la convince a voltare le spalle ai suoi amici e a chiudere gli occhi per ogni atrocità che questo mostro deciderà di commettere. Cosa ne verrà fuori? Un letto comodo e qualcuno con cui dormire. Il colpo di grazia arriva quando Andrea volta le spalle a Michonne in favore del Governatore. A quel punto Andrea avrebbe dovuto perdere la vita, ma invece resta in zona per far impazzire il pubblico ad ogni sua stupida decisione.

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Lori

Lori sarebbe dovuta essere un personaggio simpatico, ma non ha mai rispecchiato quanto è stato scritto. Invece di essere una buona madre, una moglie, una sopravvissuta, una fonte di forza ed ispirazione nella terra dei morti, lei è una donna che tradisce il marito dopo tre settimane dalla fine del mondo. L serie cerca di giustificare in qualche modo il suo comportamento, ma in un mondo ormai letteralmente finito lei cerca solo di proteggere suo figlio. Forse mettersi in contatto con il migliore amico del marito avrebbe potuto essere d’aiuto? Per non parlare di quando una volta Rick, tornato da lei, fu un po’ prepotente verso Carl. Rick sembrava attaccato come una ventosa ad una donna che in realtà sembrava maledirlo.

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Il governatore

Il Governatore è in un villain infernale e diventa una parodia del buon cattivo, con una figlia zombie di nome Penny che si rifiuta semplicemente di morire in un’ apocalisse zombie. Se nella terza stagione fosse servito a qualcosa, sarebbe andato più che bene, ma poi, per qualche motivo si protrae fino a metà della quarta stagione. Con il tempo l’uomo finalmente muore, anche perché ormai i fan erano praticamente in procinto di trasferirsi in Georgia per ucciderlo. Non vuol dire che il governatore non sia degno di una lunga storia. Il mix snervante del personaggio  affascinante ma robusto, eroico capo città che protegge i suoi cittadini ed è completamente psicopatico, è una grande aggiunta alla serie. Lui stesso dimostra di essere veramente pazzo molto spesso, e nessuno fa nulla. Egli ha il coraggio di presentarsi di nuovo nella quarta stagione, facendo la stessa roba esattamente folle, ed un omicidio durante la seconda metà della terza stagione.

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Shane

Shane inizia come un bravo ragazzo, a quanto pare. Perché gli autori hanno deciso di fare così con il suo personaggio buio, trasformando il buon amico e partner di Rick con il cuore spezzato per aver lasciato il suo amico in coma in un ospedale, nell’amico e amante della moglie. Una volta tornato Rick, in ogni episodio successivo in cui Shane è ancora in vita il pubblico si aspettava  qualche coltello nella schiena dell’ eroe per il modo con il quale Shane diventa sempre più insidioso. Certo, Rick ha finalmente iniziato a prendersi cura di un uomo, ma ciò sarebbe dovuto accadere molto prima e in maniera molto più limpida. Shane avrebbe dovuto avere il tatto di cercare ed ottenere per se stesso un po’ di redenzione.

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Nicholas

Nicholas non appare in molti episodi e, a parità di condizioni, non merita di essere in mezzo a quelli che sopravvivono. L’uomo da solo non può uccidere Glenn, e Glenn non può smettere di lasciarlo. In primo luogo Nicholas corre come un scalmanato e abbandona Glenn e Noah, con la conseguente tragica e brutale fine di Noah davanti agli occhi di Glenn. Come se la morte di Noah non fosse già abbastanza grave, Nicholas va fuori dalla sua strada per cercare di uccidere Glenn e per salvarsi. Glenn gli permette di farla franca, forse sperando che ci sia una sorta di redenzione per lui. Ma Nicholas finisce per farsi saltare il cervello e cadere su Glenn, causando la sua caduta in un pozzo zombie. Glenn aveva deciso di eliminare il ragazzo quando ne aveva avuto la possibilità, quando era pratico – le seconde possibilità sono troppo rischiose in un’ apocalisse zombie – e forse niente di tutto questo sarebbe successo.

Fonte: CinemaBlend

Il mio amore più grande?! Il cinema. Passione che ho voluto approfondire all’università, conseguendo la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Salerno. I miei registi preferiti: Stanley Kubrick, Quentin Tarantino e Mario Monicelli. I film di Ferzan Ozpetek e le serie tv turche sono il mio punto debole.

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The Boys 2 | Il nuovo trailer svela alcune curiosità suoi nuovi episodi

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Il nuovo trailer di The Boys 2 fornisce nuovi filmati di terroristi superpotenti e Stormfront di Aya Cash. La serie farà il suo ritorno a Settembre.

The Boys | I fatti della seconda stagione

In The Boys 2 i protagonisti sono in fuga dalla legge e cercano disperatamente di raggrupparsi e combattere Vought. Nascondendosi, Hughie (Jack Quaid), Mother’s Milk (Laz Alonso), Frenchie (Tomer Capon) e Kimiko (Karen Fukuhara) provano ad adattarsi a una nuova normalità, con Butcher (Karl Urban) che non si trova da nessuna parte.

Nel frattempo, Starlight (Erin Moriarty) deve adattarsi al suo posto nei Sette mentre Homelander (Antony Starr) punta a prendere il controllo completamente. Il suo potere è minacciato dall’aggiunta di Stormfront (Aya Cash), una nuova Supe esperta di social media, che ha un’agenda tutta sua. Inoltre, la minaccia Supervillain è al centro della scena mentre Vought cerca di capitalizzare la paranoia della nazione.

The Boys | i supereroi alternativi

The Boys è una presa irriverente su ciò che accade quando i supereroi, famosi come le celebrità, influenti come i politici e riveriti come gli dei, abusano dei loro superpoteri piuttosto che usarli per il bene.

È l’impotente contro il super potente mentre The Boys intraprende una ricerca eroica per svelare la verità sul supergruppo noto come “I Sette”. Lo spettacolo conserva la maggior parte dei fumetti che oltrepassa la violenza e la sessualità mentre esplora il lato oscuro della celebrità e della fama dei supereroi.

La serie è stata creata da Evan Goldberg e Seth Rogen, che sono responsabili di un’altra serie sovversiva ispirata ai fmetti, Predicatore di AMC, e del creatore di Supernatural Eric Kripke.

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Cinema e gioco: i film dedicati al poker che hanno fatto scuola

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Il binomio cinema e gioco è da sempre considerato ben collaudato. Basti vedere la lunga lista di pellicole dell’epoca d’oro di Hollywood per constatare come un certo tipo di cinema abbia sempre avuto un canale privilegiato nel contesto del gioco, delle bische e dei tornei di poker. Proprio il gioco di abilità del poker è stato protagonista, durante gli ultimi 30 anni di pellicole memorabili che sono entrate nel cuore degli appassionati di gioco e cinefili più incalliti e che sono una colonna nel catalogo dei film di Netflix.

Rounders – Il giocatore, storia di un piccolo grande cult

Resiste al tempo un cult assoluto come Rounders – Il giocatore, ambientato nel circuito del poker clandestino e con un cast all stars dove spicca il terzetto composto da Matt Damon, Edward Norton e John Malkovich. Il film diretto da uno specialista del thriller come John Dahl, è considerato tra gli appassionati di poker come una delle pellicole più coinvolgenti, veritiere e appassionate sul gioco. Passato quasi in sordina nelle sale, dove raggranellò qualcosa come 25 milioni di dollari, a fronte di un budget di oltre 10 milioni, divenne un cult grazie al mercato dell’home video, che in quegli anni poteva ancora determinare il successo di un film e il recupero anche in termini di introiti e di guadagni per i produttori coinvolti. Rounders è così amato dal pubblico che già da qualche tempo circolano rumors mai confermati su un possibile remake, sequel o addirittura prequel, dove il pubblico spera di rivedere il cast originale alle prese con altre sfide avvincenti sul circuito del poker. 

Le regole del gioco: cast all-stars per un film didattico sul gioco del poker

Sempre a tema poker troviamo poi una pellicola di metà anni 2000 come Lucky You. Distribuito in Italia con il titolo più ammiccante di Le regole del gioco, questo film è stato realizzato da un cast tecnico di primo livello. Troviamo infatti in cabina di regia il compianto Curtis Hanson, già premio Oscar, mentre nel cast spiccano un brillante e carismatico Eric Bana, la sempre affascinante Drew Barrymore e altre star del calibro di Robert Duvall che nel film interpreta il ruolo del padre del protagonista, anch’egli giocatore professionista e un insolito Robert Downey Jr. Curtis Hanson non è l’unico premio Oscar che ha lavorato a questo film, visto che nella colonna sonora troviamo canzoni di Bruce Springsteen e un inedito scritto apposta per la pellicola dal Premio Nobel Bob Dylan, mentre lo script è stato realizzato dallo stesso Hanson in coppia con Eric Roth. Roth è lo sceneggiatore di Forest Gump, ma anche di film come Alì, Munich, Insider e A Star is born.

 Come se non bastasse, questo film è stato realizzato con l’intento di dare credibilità ai film sul gioco e del poker in particolare. In diverse scene, oltre a un insolito intreccio sentimentale, sentiamo citare dai protagonisti modi di dire, frasi idiomatiche e storielle sul mondo del Texas Hold’Em. A rendere l’operazione davvero credibile ci pensa poi la leggenda del poker alla texana, Doyle Brunson, che compare per pochi secondi durante la parte dedicata alle WSOP, le World Series of Poker, che sono un appuntamento annuale da non per perdere specialmente per gli appassionati di Texas Hold’Em la versione di poker più giocata nel circuito del poker online.  Un film che documenta e fotografa in modo credibile e senza veli, la vita di un giocatore di poker professionista. Molto apprezzato dagli appassionati di poker, per via del fatto che non troviamo sempre punti altissimi, dettagli che spesso nelle pellicole hollywoodiane difetta sovente. 

Mississippi Grind e Win it all: le ultime uscite Netflix a tema gioco 

Tra i film più recenti dedicati al gioco del poker e non solo spiccano invece due titoli, entrambi presenti sul catalogo di Netflix: Mississippi Grind e Win it all, film che per certi versi possono essere accostati, nonostante le differenze e il registro agrodolce della pellicola che vede Ryan Reynolds, protagonista assoluto. Win it all è considerato un buon film di intrattenimento piuttosto breve, che durante i suoi 89 minuti non annoia e diverte per il suo intreccio a tema gambling.  

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Coronavirus | I segnali incoraggianti sull’epidemia

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In questo periodo buio, dove l’attuale situazione in cui si trova il nostro Paese ha portato alla chiusura di attività ricreative, culturali e di svago, incluse le nostre amate sale cinematografiche, esuliamo per un momento dall’ambito filmico e cerchiamo di guardare avanti sulla possibile evoluzione del contagio, in questo caso riepilogando le notizie più positive riguardo al coronavirus.

Senza voler minimizzare in nessun modo l’epidemia e le restrizioni prese a riguardo, approfondiamo alcuni eventi che potrebbero portare, il condizionale è più che d’obbligo, ad un cambiamento progressivamente in meglio.

Il vaccino per il coronavirus è vicino?

scienziati al lavoro per il vaccino 1

Scienziati al lavoro per il vaccino

Da tempo si rincorrono le voci sulla scoperta di un vaccino che possa finalmente debellare il morbo, ma ad oggi ancora nessuno è riuscito a sviluppare un antidoto efficace. La nota positiva è che la globalità del fenomeno ha messo al lavoro gli scienziati in ogni angolo del mondo e amplificato la collaborazione tra i vari centri di ricerca. Le ultime voci vedono Israele quale la nazione più vicina all’effettiva soluzione, ma al momento un vaccino è stato sì ottenuto ma per ciò che concerne la bronchite infettiva, un ceppo del coronavirus che si diffonde tra il pollame: sembrerebbe una battuta fuori luogo, ma in realtà è una delle basi da cui si può partire per creare un prodotto che abbia il medesimo risultato sull’uomo.

Colleghi del laboratorio della University of Queensland di Brisbane, in Australia, avrebbero anch’essi sviluppato un vaccino, con i test che inizieranno nei prossimi mesi, mentre studiosi del Massachusetts Moderna hanno già realizzato un vaccino sperimentale la cui sperimentazione non avrà però inizio prima di maggio. Pur se non in tempi rapidi e immediati, l’impegno degli scienziati garantisce prima o poi l’arrivo di una cura.

Leggi anche: Coronavirus | Le conseguenze dell’epidemia per Hollywood 

A Shanghai riapre il Disney Resort

La situazione in Cina, con ogni cautela del caso, pare in netto miglioramento, con un cospicuo calo dei contagiati registrato negli ultimi giorni. Una diminuzione che ha spinto i gestori del Disney Resort di Shanghai, un parco divertimenti a tema Topolino & Co., a riaprire parzialmente, pur con numerose e comprensibili limitazioni. Soltanto alcune attrazioni infatti sono visitabili dal pubblico, il quale dovrà entrare in numero limitato ed esclusivamente in determinati orari per evitare la nascita di un nuovo focolaio. Questo non è certo il momento di divertirsi ma il segnale è comunque indicatore di ottimismo: se nella nazione maggiormente colpita dal coronavirus iniziano a riprendere alcune attività, il peggio potrebbe essere alle spalle.

Coronavirus | anche gli anziani possono guarire

xi jinping in visita ad un centro di ricerca

Xi Jinping in visita ad un centro di ricerca

Come è tragicamente noto, il virus colpisce particolarmente la popolazione anziana che, per basse difese immunitarie o patologie di altro tipo, tende ad essere un terreno più fertile per il morbo. Ciò nonostante molte persone di una certa età vittime del contagio sono perfettamente guarite, come dimostra l’emblematico caso di Zhou, un arzillo nonno cinese di 101 anni che, dopo aver trascorso la quarantena in un ospedale di Wuhan, è tornato a casa per prendersi, parole sue, cura della moglie novantaduenne. Il più vecchio paziente ad oggi confermato che ha sconfitto il morbo: chi meglio di lui può fungere a simbolo di speranza per il mondo intero?

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